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[Firenze] Una campagna elettorale all’insegna della solidarietà internazionale!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Maggio 11, 2024
in Senza categoria
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11.05.2024

Oggi, sabato 11 maggio, il Partito dei Carc ha organizzato un’iniziativa nell’ambito della campagna elettorale per le amministrative di Firenze dell’8 e del 9 giugno.

Lo avevamo detto e lo stiamo facendo: per noi la campagna elettorale dev’essere un momento per alimentare il protagonismo popolare su temi quali la lotta contro la guerra, il genocidio in Palestina, la difesa della sanità, del lavoro e dell’ambiente.

Fare una campagna elettorale per le comunali facendo finta che l’Italia non sia in guerra è una presa in giro belle a buona! Funaro, Shmit, Del Re, Saccardi dove vivono? Fanno promesse da pese dei balocchi ma gli effetti della guerra si sentono eccome. La guerra in corso in Ucraina così come il genocidio in Palestina ha molto a che vedere con i problemi del nostro paese e della nostra città, Firenze e lo si vede, per esempio, nel fatto che vogliono imporre la costruzione di un comando della NATO a Rovezzano! Servono amministrazioni che facciano tutto il possibile per boicottare i governi guerrafondai! Questo è il messaggio che i nostri compagni, Gaia Dondoli e Tommaso Bolognesi, candidati come indipendenti nella lista Sinistra Progetto Comune, e Paolo Babini candidato come indipendente nella lista Firenze Rinasce hanno voluto lanciare mettendo in campo una piccola azione di rottura, e seppur nella sua piccolezza il gesto marca il tipo di campagna elettorale che serve.

Abbiamo quindi dedicato questa giornata alla lotta contro la guerra, la russofobia, l’escalation bellica e voluto ricordare, ancora una volta il massacro di Odessa del 2014 con un’iniziativa dimostrativa alla presenza dell’immancabile compagna Olga Ignatieva!

I martiri di Odessa sono i nostri martiri come lo furono i nostri partigiani che hanno combattuto per liberare il nostro paese dal nazifascismo.

L’iniziativa si è svolta senza problemi né contestazioni ma non è passata inosservata. A poche ore di distanza, infatti, abbiamo letto sul profilo twetter di un’attivista pro-ucraina (il profilo si chiama: italianaforUkraine) un post delirante che denunciava la presenza del “rushismo, della criminalità e della cultura della violenza” nel nostro paese, il tutto ovviamente riferito alla nostra solidarietà nei confronti delle popolazioni del Donbass martoriate dal regime ucro-nazista di Kiev che abbiamo espresso esponendo anche le bandiere delle repubbliche di Donest e Lugansk. Il post terminava con la foto del nostro volantino con i nostri contatti.

A pochi giorni da quanto successo durante la proiezione del film Il testimone la considerazione che ci viene da fare è sempre la stessa: provocazioni del genere di certo non fermeranno la nostra determinazione nella lottare contro la NATO e le sue guerre criminali come quella che dal 2014 devasta i territori del Donbass e massacra le popolazioni russofone.

Di seguito pubblichiamo le foto della giornata e alcuni stralci dell’intervento del compagno Paolo Babini candidato nella lista Firenze Rinasce.

***

“Viviamo in una situazione di straordinaria gravità. Illudersi di potere tornare alla normalità è sbagliato e fa comodo solo a una classe dominante, che passo dopo passo tenta di assuefarci alla barbarie che essa stessa genera, cioè di prepararci alla guerra. La guerra è inevitabile nel sistema economico e politico in cui siamo costretti a vivere, un sistema dove il profitto di pochissimi richiede ormai non solo che le masse popolari e interi popoli siano sfruttate, ma anche che siano ridotte in miseria e sterminate. Le guerre in Ucraina e in Palestina sono passi verso questa direzione. La propaganda di regime fa di tutto per fare sì che le reazioni a questa precipitazione verso la catastrofe si limitano al lamentarsi, fa di tutto per infondere impotenza e rassegnazione. Contemporaneamente cerca di fare considerare normale questo corso delle cose e di spingere ad adattarcisi, con il governo che organizza “gite didattiche” nelle basi militari in cui sono stoccate – illegalmente – le bombe atomiche degli Usa (come è successo a Brescia, con gli studenti in visita alla base di Ghedi) o nelle caserme dell’esercito, quando caldeggia stage di formazione in cui gli studenti imbracciano fucili oppure introduce nel programma scolastico la ginnastica militare (…) Le forze del centrodestra continuano il programma dei governi di ieri, ultimi quelli dove al potere c’è stato il PD, quello che governa Firenze e che negli anni ha trasformato la città in un luna park per turisti, sempre meno vivibile per i suoi abitanti, ma completamente prostrata agli interessi della speculazione immobiliare e del turismo mordi e fuggi. Il tutto con il suo portato in termini di desertificazione delle aziende e del patrimonio pubblico, dei continui tagli alla Sanità, ai Trasporti e ai servizi. Oltre a questo – se non prendiamo seriamente in mano la situazione – il quartiere di Rovezzano alla periferia Sud-est della città diventerà sede della Multinational Division South (Mnd-S), il Comando Nato più grande di tutto il sud Europa e che dovrebbe essere installato nella caserma Predieri (…). A questo i governanti di tutte le forze politiche presenti in parlamento e finanche forze fuori del parlamento che si dichiarano di sinistra alimentano una ignobile russofobia e un altrettanto ignobile sostegno agli assassini sionisti, con una propaganda che è tale e quale quella del regime fascista, dove la verità è nascosta o distorta, dove nessuno parla del martirio di un militare statunitense che si è bruciato per protestare contro il genocidio in Palestina, dove nessuno parla del massacri di Odessa e della piazza di Maidan del 2014, che diedero inizio alla guerra civile in Ucraina, dove nessuno ricorda il glorioso anniversario del 9 maggio 1945, quando l’Armata Rossa liberò l’Europa dal nazifascismo (…). Le mobilitazioni crescenti a livello internazionale delle masse popolari non sono solo a sostegno del popolo palestinese, ma sono la forza crescente di chi si muove contro la classe dominante del proprio paese, consapevole che è la loro classe nemica come i sionisti sono nemici dei palestinesi. Ricordiamo bene quando i fascisti e i nazisti, dopo il 1943, si avventarono contro la popolazione civile con il ferro e con il fuoco così come oggi fanno i sionisti in Palestina.

Ricordiamo bene che abbiamo vinto, che abbiamo schiacciato fascisti e nazisti e giustiziato i criminali che siamo riusciti a catturare. Ricordiamo bene che combattemmo per una società diversa, una società dove a ciascuno fosse garantito il benessere materiale e spirituale, una società che procedesse sul cammino intrapreso dai primi paesi socialisti, e che ci fu promesso che sì, l’avremmo raggiunta, una società senza più guerre e, ci dissero i dirigenti del partito comunista di allora insieme a tutto l’apparato della classe dominante, inclusivo del Vaticano, senza nemmeno bisogno di una rivoluzione, ma con mezzi pacifici. Oggi, a settanta anni di distanza, chiunque è al governo e pretende di mandarci alla guerra infrange quella promessa, va combattuto e cacciato, e le masse popolari del nostro paese, con la classe operaia alla loro testa, devono imporre un governo di emergenza, che difenda il diritto al lavoro, alla salute, alla conoscenza, alla vita e riapra le strade per un futuro nuovo e sereno, quello cui aspiriamo e che costruire è necessario e possibile”.

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