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“Adesso basta” (con il governo Meloni)! Che fare nei prossimi scioperi e piazze?

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 10, 2024
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L’ 11 e il 12 aprile la Cgil metterà in campo due giornate di sciopero che si inquadrano in un percorso di mobilitazioni che porteranno alle due manifestazioni nazionali del 20 aprile a Roma e del 25 maggio a Napoli. Con queste date il sindacato, incalzato dalla sua base da mesi, riprende il percorso avviato dal 7 ottobre del 2023: quello de La via maestra.

Lo sciopero di domani, 11 aprile, con lo slogan “Adesso basta!”, chiama gli iscritti a scioperare e manifestare per fermare le morti sul lavoro (“zero morti sul lavoro”), per “una giusta riforma fiscale” e per un “nuovo modello sociale di fare impresa”. Lo sciopero proclamato sarà di 4 ore (8 ore per gli edili) e interesserà tutto il comparto privato e in parte la funzione pubblica (igiene ambientale e contratti Federcasa e Federculture). Un ingrediente fondamentale che ha contributo all’indizione di questo sciopero (e delle tante mobilitazioni recenti e prossime) è la spinta che la base della Cgil sta facendo sulla testa del sindacato perché assuma fino in fondo la lotta per la cacciata del governo Meloni. Già alcune organizzazioni operaie e Rsu hanno infatto esteso lo sciopero a 8 ore. È il caso ad esempio della Pasotti e dell’Iveco di Brescia.

Il 12 aprile invece lo sciopero riguarderà il gruppo Stellantis, in particolare lo stabilimento di Mirafiori di Torino e il suo indotto. Lo sciopero di 8 ore è stato indetto unitariamente da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri. È il primo sciopero unitario indetto per lo stabilimento da oltre 15 anni (fonte Ansa). In questo caso lo sciopero ha l’obiettivo di contrastare la morte lenta a cui la proprietà conduce lo stabilimento di Mirafiori.

Sulla base della spinta dei lavoratori e delle mobilitazioni in corso, la testa della Cgil è sempre più costretta a chiamare scioperi e manifestazioni su parole d’ordine politiche, che attengono al governo del paese e alle esigenze delle masse popolari di cambiare il corso delle cose. Per questo la riuscita di questi scioperi dipenderà innanzitutto da quello che accadrà nelle aziende: da quanto e come operai e lavoratori parteciperanno da protagonisti alla realizzazione. In ballo non c’è solo la riuscita degli scioperi: c’è soprattutto come perseguire concretamente gli obiettivi che gli scioperi e le manifestazioni si pongono, quale ruolo possono assumere operai e lavoratori per farlo e come riusciranno ad usarli a questo scopo.

Sicurezza al lavoro e del lavoro sono in mano ai lavoratori

Dentro i luoghi di lavoronon esiste sicurezza senza il ruolo attivo dei lavoratori per denunciare le problematiche, imporre controlli e vigilare su questi. Allo stesso modo non si blocca lo smantellamento di aziende private e pubbliche se non sono operai e lavoratori a impedirla “con i loro corpi”, per dirla alla maniera del Collettivo di Fabbrica ex Gkn.

Leggi anche Maurizio Landini, la patente a punti per le aziende e la lotta dei lavoratori, Comunicato del Comitato Centrale del (n)PCI del 28 febbraio 2024

Le mobilitazioni dell’11 e del 12 aprile sono un’ occasione per organizzarsi: per parlare con i propri colleghi lontani dagli occhi del padrone e per confrontarsi con gruppi di operai e lavoratori di altre aziende. Sono occasione per riportare i contenuti di quelle piazze dentro l’azienda, organizzando assemblee allargate che coinvolgano anche non iscritti e iscritti ad altri sindacati. In ogni posto di lavoro è necessario parlare in maniera più ampia possibile della sicurezza che serve (è di ieri la notizia dell’ennesima strage operaia in provincia di Bologna), dello stato dell’azienda e di quelle che sono le problematiche urgenti nel paese.

Alimentare il confronto e l’organizzazione collettiva dei lavoratori, al di là di sigle e tessere serve per fare un bilancio degli scioperi (cosa era possibile fare in più), per decidere quali iniziative prendere direttamente per gestire la sicurezza sul lavoro, se e come indire altri scioperi (anche a livello di azienda) e come rendere le prossime date questione di ordine pubblico.

Non aspettare risposte dal governo, far crescere mobilitazioni e organizzazione per cacciarlo!

Di sicurezza sui luoghi di lavoro, di tutela dei lavoratori e di lotta al carovita oggi ciarlano i ministri del governo Meloni, i capi della finta opposizione PD-M5S, i candidati alle elezioni amministrative ed europee, presentandole come cose inaccettabili e promettendo di fare questa e l’altra cosa. Ma basta! Siano gli operai a decidere di cosa è necessario parlare e cosa è necessario fare! Che questi scioperi, manifestazioni e mobilitazioni siano un’irruzione dei lavoratori nella campagna elettorale permanente in corso e tappe della marcia per la cacciata del governo Meloni.

Le misure antipopolari del governo non si arresteranno se non saranno operai e lavoratori a imporlo. Il governo Meloni non è un governo a cui appellarsi, ma è un governo invece da cui liberarsi al più presto! Per fermare da subito morti sul lavoro, per alzare gli stipendi, tassare extraprofitti e dirigere la società basandosi sulla centralità del lavoro serve un governo d’emergenza fatto dalla parte sana del paese, al di là dei soliti politicanti delle larghe intese. Su questo operai e lavoratori devono mettere testa, energia e competenze e coordinarsi con il resto delle mobilitazioni in corso nel paese.

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