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SDA in sciopero: lettera di un driver

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Maggio 19, 2022
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Pubblichiamo la lettera ricevuta dalla nostra Agenzia Stampa da parte di un lavoratore della logistica, corriere CGIL di un magazzino dell’azienda SDA che oltre a raccontarci le ragioni dello sciopero nazionale indetto per domani 20 maggio dai sindacati confederali, riporta alcune considerazioni rispetto alla necessità e alle difficoltà dell’organizzarsi all’interno dei magazzini.

Si tratta di difficoltà che derivano dalla frammentazione degli operai dovuta a condizioni di lavoro differenti e che fanno sì che ogni singola rivendicazione diventi benzina che alimenta il fuoco della guerra tra poveri prestando il fianco alle scorribande dell’azienda.

Il compagno però, oltre a spiegare quelli che sono i problemi, pone una questione che per noi è di vitale importanza per dare gambe al cambiamento di cui il nostro paese ha bisogno, cioè la necessità di organizzarsi sul proprio posto di lavoro e lo fa ragionando su come declinare l’esperienza del Collettivo di Fabbrica degli operai della ex GKN di Campi Bisenzio (Fi), in base alle proprie caratteristiche. A questo fine consigliamo al compagno la lettura dell’articolo di Resistenza n. 9/2021 Cosa insegna la lotta GKN e di diffonderlo sul proprio posto di lavoro.

Tra le riflessioni che vengono fatte nella lettera altrettanto importante è il sostegno che il compagno esprime nei confronti dello sciopero “contro la guerra, l’economia di guerra e il governo della guerra” proclamato dai sindacati alternativi e di base. Le sue considerazioni sono importanti perché mettono al centro la necessità di costruire un fronte unito, al di là dalle tessere sindacali, tra i lavoratori contro un sistema in cui i padroni e il governo Draghi sono il vero nemico da abbattere.

Buona lettura

***

Care compagne e compagni de La Staffetta Rossa,

vi scrivo perché domani, oltre allo sciopero generale contro la guerra organizzato dalle sigle di base, si farà anche lo sciopero dei lavoratori di SDA, il corriere espresso del gruppo Poste Italiane per cui faccio le consegne da 12 anni attraverso una ditta in appalto.

Io sono iscritto alla Filt CGIL e all’assemblea dell’altro giorno ho saputo che il 27 di aprile CGIL, CISL e UIL hanno aperto lo stato di agitazione per tutta la filiera, cioè per tutti i lavoratori dei magazzini: facchini, driver e dipendenti diretti, perché dopo più di un anno e mezzo da quando è stata presentata la piattaforma rivendicativa di filiera il confronto con l’azienda non ha dato nessun risultato.

In pratica nell’ultimo incontro che c’è stato l’azienda ha presentato una proposta che non dà risposte ai problemi che noi abbiamo sugli orari e i carichi di lavoro, pensate che la nostra giornata lavorativa non parte da quando iniziamo a caricare il furgone ma da quando partiamo per fare le consegne, forse pensano che la giornata lavorativa si organizzi da sola?!? Niente nemmeno sugli inquadramenti, le trasferte, sulle differenze tra lavoratori di appalti differenti nè sul premio di risultato che oggi è riconosciuto solo ai diretti e a cui non è stato erogato ancora quello del 2021 e non si sa quando ciò accadrà. Quella proposta non prevede nessun diritto per noi lavoratori, non dice niente sul fatto che noi corrieri per esempio abbiamo franchigie altissime se facciamo un incidente e nemmeno una garanzia occupazione in caso di cambio appalto (questo vale anche per i facchini), però le misure repressive contro le RSA e i lavoratori che vogliono esercitare il diritto di scioperare le prevede e come! Non conta che il diritto di scioperare sta scritto in Costituzione!?!

Questi qui sono i motivi per cui domani scioperiamo tutti insieme e andremo davanti alla sede di Poste Italiane a Roma a fare un presidio per protestare contro questa azienda che ci vuole solo dividere per fare i suoi comodi!

Abbiamo fatto delle assemblee dove i nostri delegati hanno spiegato a tutti perché è importante fare sciopero domani e tanti lavoratori mi sembra che non riescono a capire che se ci uniamo siamo più forti e possiamo fare paura all’azienda. Alcuni miei colleghi pensano che i problemi dei dipendenti diretti non li riguardino o, più spesso succede all’incontrario. Quelli diretti non hanno appoggiato quasi mai le nostre lotte perché pensano che non li riguardino.

A differenza di quello che ci racconta l’azienda, io penso invece che noi – corrieri, facchini e dipendenti diretti – siamo anelli di una stessa catena che non si chiude più se uno di questi si rompe. Come abbiamo bisogno gli uni degli altri per fare al meglio delle nostre possibilità il nostro lavoro, così abbiamo bisogno di essere compatti nella lotta per prendere i diritti che ci spettano e che invece l’azienda ci nega ricattandoci o premiando quelli che non si lamentano di niente o non scioperano. Secondo me bisogna pensare più in là rispetto all’oggi perchè quello che chiediamo non è un privilegio che l’azienda ci deve concedere, ma un diritto che abbiamo e che se è necessario dobbiamo strappare.

Mi ha colpito tanto la storia degli operai della GKN di Firenze che da tanto tempo avevano fatto un collettivo di fabbrica che poi ha avuto un’importanza fondamentale quando sono stati licenziati in massa.

Secondo me anche nei magazzini si dovrebbe fare un gruppo di lavoratori che si confronta, che si esprime sulle decisioni dell’azienda. Per noi, ispirandoci alla GKN, si dovrebbe chiamare “Collettivo di Filiera”. Si dovrebbe fare un gruppo che unisca tutto quello che l’azienda cerca continuamente di dividere coi favori personali e che non si fermi alla tessera del sindacato perché deve unire tutti, che siano dipendenti di appalti o dell’azienda, che siano corrieri, facchini o diretti. Secondo me capita anche che i sindacati, senza farlo apposta, aiutano l’azienda a dividere i lavoratori, perché a volte mi sembra che sia più importante parlare male di questa o quell’altra sigla invece di pensare che in ogni sindacato ci sono lavoratori che devono lottare per il proprio futuro che è lo stesso per tutti.

Domani aderirò allo sciopero della filiera SDA ma, voglio farvi sapere che voglio sostenere anche quello delle sigle si base contro la guerra perché tocca anche il mio settore e tutti i lavoratori che hanno perso o che hanno paura di perdere il lavoro. Non penso che ci si possa permettere ancora di farci sfruttare per far arricchire aziende che poi ci mandano a casa quando non gli serviamo più o che chiudono perché per finanziare la guerra i prezzi dell’energia e della materie prime aumenta fino alle stelle!

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