RILANCIARE LA LOTTA PER LA CANCELLAZIONE DELLE MULTE DA PRATO A GENOVA,

PER CANCELLARE I DECRETI SICUREZZA E CONSOLIDARE LA NASCENTE RETE DEL NUOVO POTERE!

A pochi giorni dalla Marcia per la libertà – Prato sta con gli operai, nel pieno del clima di diversione e intossicazione montato ad arte per nasconderne il successo, abbiamo certezze e vie per avanzare; l’analisi di quanto sta accadendo è semplice e basta guardare quali sono gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari e quali invece non lo sono.

Al di là di scaramucce e guerre interne, due sono gli schieramenti: da una parte il nuovo potere che si organizza e si mobilita e dall’altro il vecchio potere che si indebolisce e reagisce scompostamente, il campo delle masse popolari e della classe operaia contro quello della borghesia, del clero, dei loro apparati repressivi.

 

Alla Marcia per la libertà hanno aderito e partecipato alcune tra le organizzazioni operaie più avanzate e combattive  dell’Italia e della Toscana, oltre alle rappresentanze del SI Cobas del territorio nazionale e delle aziende pratesi. Erano presenti il collettivo di fabbrica della GKN, il comitato degli iscritti FIOM Piaggio, la ex DaDa Register, Camping Cig della ex-Lucchini di Piombino, operai della Sanac e dell’ex Pignone di Massa. Hanno aderito e partecipato alcuni dei movimenti che combattono contro le opere inutili e dannose più importanti della regione e dell’Italia, dal movimento NO TAV alla Piana contro le nocività e il comitato Stop 5G; hanno aderito altri lavoratori come gli insegnanti organizzati e le realtà che quotidianamente si occupano delle masse popolari della città; sono scesi in piazza partiti, consiglieri comunali e regionali dei vari partiti di governo locale, regionale e nazionale, dal M5S a Sinistra Italiana.

È sceso in piazza il potere organizzato degli operai e delle masse popolari che ha dimostrato come con l’organizzazione e il coordinamento riesce a imporre le proprie misure e decisioni.

 

Il sindaco della città Biffoni (PD) invece ha ribadito la sua scelta di campo appellandosi al rispetto delle leggi, di norme e divieti: oggi Biffoni rinnega le sue posizioni contrarie ai DL Sicurezza quando c’era da giocarsi la riconferma, mostra anche lui da che parte intende stare concretamente e non a parole.

Al sindaco ricordiamo che le leggi, le norme e i divieti sono atti politici e che, come tali, possono fare gli interessi degli uni o degli altri: di chi sfrutta e specula sulla pelle dei molti o di chi deve lavorare per vivere!

Invoca le dimissioni di prefetto e questore perché non hanno represso sufficientemente la manifestazione anziché invocare le dimissioni di prefetto e questore per non aver concesso il percorso al corteo e per la minaccia di una pioggia di denunce: è un’altra conferma della guerra per bande che attraversa la classe dominante e dello schieramento del sindaco contro i lavoratori in lotta.

 

Al SI Cobas e a tutte le sigle sindacali presenti, agli operai non iscritti ad alcun sindacato, ai lavoratori che si organizzano, ai comitati e alle masse popolari tutte diciamo: né con Biffoni né con prefetto e questore! 

L’unica risposta concreta e reale ad un’Amministrazione che ha deciso da che parte stare è quella di proseguire nel coordinamento che è stato auspicato e invocato da tutte le realtà che hanno aderito, un coordinamento permanente che dia seguito alla Marcia per la libertà e che costruisca dal basso un’unità d’azione tra tutti gli aderenti per l’annullamento delle multe e l’abrogazione dei Decreti Sicurezza antioperai e anti immigrati, incalzando senza tregua chi fino a ieri si dichiarava contrario, a cominciare dalla Regione Toscana (o lo faceva solo per difendere il suo “giro” dell’accoglienza ben retribuita e le clientele annesse? altro che la favola dei 35 euro al giorno per immigrato!).

Per questo è necessario che i promotori della mobilitazione si ritrovino a stretto giro per pianificare i prossimi passi, per darsi un piano di guerra contro quella che sempre meno velatamente ci viene condotta contro con multe, manganellate e sfruttamento nelle fabbriche, mobilitando altri operai, studenti, pensionati, comitati e elementi avanzati della città a portare il proprio contributo e avanzare nella costruzione fattiva della nuova governabilità dal basso: un Governo di Blocco Popolare che faccia avanzare verso il socialismo.

Il movimento operaio e comunista deve continuare ad unire verso una strada comune come abbiamo visto in modo esemplare sabato scorso quello che la borghesia imperialista vuole dividere, perché il futuro non dipende dall’uno o dall’altro singolarmente ma da quello che facciamo collettivamente!

 

Agli operai, ai lavoratori e alle masse popolari serve una nuova società, serve una Amministrazione Locale di Emergenza e un diverso governo! Servono amministrazioni che facciano i loro interessi, fatte di consiglieri e esponenti che si schierano dalla loro parte e che usano il proprio ruolo e potere per fare gli interessi di lavoratori e delle masse popolari! Servono ordinanze, delibere, fatti!

I consiglieri che sono scesi in piazza e che oggi vengono attaccati sono la parte progressista del PD e dei partiti di governo e devono proseguire nella loro lotta e nel loro appoggio agli operai e alle masse popolari! Devono usare tutti gli strumenti che hanno a disposizione per attuare le parti progressiste della Costituzione e dare forma di legge alle misure individuate dalle organizzazioni operaie e popolari, devono sostenerne l’azione, lo sviluppo e il coordinamento con ogni mezzo che hanno a disposizione: denaro, spazi, contatti!

Ma quello che i consiglieri comunali e regionali e che i parlamentari che si sono schierati dalla parte degli operai faranno dipende da quello che organizzazioni operaie e popolari del territorio faranno, da quanto si occuperanno direttamente del tessuto produttivo e sociale del territorio, da quanto individueranno ed attueranno direttamente quelle misure che ritengono necessarie per far fronte a sfruttamento e disoccupazione, dipenderà dalla forza che assumeranno nell’imporre le proprie misure agli eletti!

 

La strada intrapresa è quella giusta, facciamo appello a tutte le realtà presenti il 18 gennaio a Prato e aderenti perché si prosegua con una assemblea di bilancio della Marcia e per rilanciare e proseguire la lotta per l’abolizione delle multe e dei Decreti Sicurezza!

 

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