Nelle scorse settimana il comitato “Liberiamo l’Italia – Napoli” ha effettuato un volantinaggio presso i cancelli della Whirlpool. “Liberiamo l’Italia” propone al centro della propria iniziativa politica la salvaguardia della sovranità nazionale. Abbiamo deciso quindi di intervistarli per capire in che modo intendono portare avanti le proprie istanze, ci è sembrato giusto e molto positivo l’atteggiamento tenuto da parte loro di parlare con i lavoratori, in particolare quelli impegnati nella vertenza Whirlpool.

 

Buona lettura.

 

***

Intervista a Marilù e Antonello del comitato “Liberiamo l’Italia – Napoli”

 

  1. Come mai avete deciso di effettuare, come “Liberiamo l’Italia – Napoli”, un volantinaggio presso la Whirlpool di Napoli?

 

Sentiamo l’urgenza di indirizzare e rivolgere le nostre energie partendo dal territorio e dalle varie occasioni che si propongono via, via. Riteniamo che ogni iniziativa ed attività politica in questa fase debba essere mirata all’informazione,  coinvolgimento e sensibilizzazione delle coscienze delle persone che fanno parte della nostra cerchia  di conoscenze e incontro, ma anche e più decisamente agendo verso le persone del quartiere e dei cittadini in genere informando della questione sociale ed economica in cui ci troviamo. Insomma, che si debba agire ad ampio spettro.

Vista la delicatezza della “questione Whirpool” di particolare interesse per un territorio come il nostro, già così penalizzato nelle iniziative produttive, dove è altissima la percentuale di disoccupazione aggravata sempre più da ataviche questioni sociali e culturali, abbiamo sentito la necessità di far sentire la nostra presenza ai lavoratori, portando una testimonianza di solidarietà e forza per la loro battaglia, affinchè sentano di non essere soli, che ci sono organizzazioni e cittadini indipendenti, che affiancano la loro lotta!

 

  1. L’apparato produttivo del nostro paese è sempre più terreno di scorribande e di conquista da parte di multinazionali e gruppi finanziari stranieri che hanno più che altro interesse a fare operazioni di tipo speculativo. Non credete che la difesa del nostro apparato produttivo, da mettere in pratica mediante nazionalizzazioni utili a rilanciare la produzione delle aziende (non a fare la solita politica di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite, magari per tenere in vita produzioni inutili o dannose) sia il principale asse su cui impostare ogni proposito di difesa della sovranità nazionale?

 

L’apparato produttivo del nostro paese riteniamo debba essere difeso con fermezza e decisione da parte del Governo, ciò anche attraverso un’attenta valutazione dei gruppi e delle aziende che fanno proposta d’insediarsi sul territorio, magari anche e soprattutto quando per farlo approfittano di finanziamenti ed agevolazioni pubbliche. Intendiamo dire che debba essere preventivamente strutturata una modalità ben organizzata volta a disincentivare iniziative speculative da parte di aziende e imprenditori senza scrupoli, che per mero calcolo battono le strade nazionali come un rullo compressore, passando su persone e territori, lasciando solo macerie al loro passaggio. Laddove anche tali misure preventive dovessero risultare inappropriate, e il nostro paese dovesse trovarsi ad affrontare in emergenza situazioni di impianti produttivi di primaria importanza, direi di più in quei settori che sono strategici per un paese, è necessario il ricorso al progetto di recupero per mezzo di nazionalizzazione delle attività con annesso sequestro a titolo risarcitorio di tutte le risorse recuperabili, come i materiali, macchinari, impianti, marchi, catene di montaggio (e dove possibile, gi stessi marchi aziendali dovrebbero rientrare nelle clausole risarcitorie).

Confidiamo, anzi siamo certi, che misure del genere, attuate con sagacia politica e sociale da parte di un governo forte e determinato al rispetto e difesa della sovranità del paese, darebbero risposte di rilancio e stabilità economico-finanziaria, consentendo naturalmente quelle risorse, quell’aria e energia che determinano, automaticamente il rispetto, di un dignitoso modo di vivere, lavorare e percepire un giusto e corretto salario!

 

  1. Non credete che anche gli altri gruppi territoriali di “Liberiamo l’Italia” debbano mettere al centro della loro attività il lavoro per organizzare la classe operaia nelle aziende?

Certamente, indirizzare il campo di azione da parte dei vari gruppi territoriali del “nostro movimento” verso i lavoratori è di primaria importanza, come lo è quella di rivolgersi comunque a tutti i cittadini in genere!

La necessità si concretizza, in particolare, facendo sentire alle varie classi produttive che tutto dipende da se stessi, dall’impegno nella difesa e lotta per i propri diritti, della dignità del lavoro, dell’occupazione, del diritto al lavoro come ad una dignitosa retribuzione, il diritto alla casa, alla famiglia, alla partecipazione per il miglioramento del territorio e dell’ambiente!

 

Grazie,

Marilu’ e Antonello

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here