Viviamo nella città con la peggiore qualità dell’aria in regione, in un’area (la Pianura Padana) devastata dall’inquinamento e non possiamo tollerare che, per gli interessi di pochi, questa situazione si aggravi. Infatti, a Gavassa si combatte contro l’ennesima grande opera inutile e dannosa che avrà ripercussioni in tutto il territorio reggiano perché è a IREN, e non ai cittadini, che rispondono i locali sindaci, il cui capo fila è Luca Vecchi del Partito Democratico: vogliono barattare la salute di persone e ambiente per qualche briciola che IREN darà ai Comuni come compensazione per la fedeltà. Non solo, ma questo impianto è incompatibile con la filiera del Parmiggiano Reggiano, fonte di lavoro e di ricchezza di questa terra e infatti gli agricoltori e i contadini non ci stanno! L’unione tra agricoltori e cittadini è tratto peculiare e importante di questa lotta, da sostenere e ampliare!

Impianti del genere si stanno moltiplicando in tutta Italia grazie agli incentivi pubblici che si traducono in enormi profitti privati: la promozione dell’”economia verde” non è altro che l’ennesimo campo di valorizzazione del capitale da parte di speculatori e padroni impossibilitati a mettere mano alla crisi del capitalismo, dal 2008 entrata nella sua fase acuta e terminale. Ecco la vera origine dell’impianto a Gavassa: fare profitti sulla nostra pelle e gli attuali sindaci di Reggio E., Correggio e San Martino sono complici! Non solo, ma c’è un gran conflitto di interessi: questi comuni sono azionisti di IREN che può ricattare, ad esempio il capoluogo, con gli investimenti per l’area delle ex Officine Reggiane (oltre 50 milioni di euro), mantenendo, in spregio al referendum del 2011 vinto, la gestione dell’acqua pubblica e la costruzione dell’impianto di Gavassa!

Il lavoro di informazione sempre più capillare in tutta l’area reggiana (anche con striscioni e bandiere ai balconi), la mobilitazione di tecnici, professori, scienziati ed esperti a sostegno delle proprie tesi condotto dal Comitato Ambiente e Salute (perché le masse si informano e studiano!), le proposte alternative, le manifestazioni in città e anche oltre (le due trattorate), partecipate da centinaia e centinaia di persone dimostrano un principio fondamentale: per vincere questa lotta il fattore decisivo è il protagonismo popolare e anche operaio. Ogni strumento, anche sul piano legale e istituzionale, va usato ma quello che fa e farà la differenza è il legame tra cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati della città e della campagna perché è questa la vera forza decisionale della città. È quindi evidente che questo impianto a biogas è, per ora, un problema per noi e bisogna trasformarlo in un problema per chi lo sponsorizza: deve diventare una “questione di ordine pubblico”. È legittimo tutto ciò che va nei nostri interessi anche perché questi signori usano la legalità per lucrare sulla nostra salute e sul nostro futuro. Non solo, ma è una battaglia che travalica i canali e i fossi di Gavassa: la prospettiva è il governo del territorio perché solo un’Amministrazione Locale d’Emergenza potrà rispondere agli interessi dei cittadini della campagna presa di mira dalla speculazione, dei lavoratori a rischio chiusura aziende, degli studenti con un’edilizia scolastica fatiscente e pericolosa.

Da altri territori vediamo che, senza negare le difficoltà e gli ostacoli, si può vincere e che l’ultima risposta è sempre quella delle masse popolari: lo dimostrano la vittoria delle Mamme No Inceneritore nella piana fiorentina fino alla battaglia contro l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola (FI) e la decennale battaglia in Val di Susa del Movimento NO TAV che ha unito resistenza popolare alla gestione diversa e dal basso del territorio (arrivando ad esprimere anche sindaci). In questo senso è fondamentale sviluppare scambi e costruire fronti, perché molte altre realtà vivono problematiche simili e chi è più avanti può insegnare a chi sta più indietro: il sostegno reciproco con i comitati di La Spezia in lotta anch’essi contro un impianto simile a questo reggiano è la strada da perseguire!

La terra e l’aria sono un bene comune! Da qui tutto il nostro sostegno e appoggio ai Comitati Salute e Ambiente e l’invito a partecipare al presidio di lunedì 4 novembre (dalle ore 16) al Consiglio Comunale di Reggio E. quando verranno votate la richiesta di un’istruttoria pubblica sulla costruzione dell’impianto e gli ultimi atti amministrativi per la sua realizzazione (in contemporanea nei tre Comuni di Reggio, Correggio e San Martino così da rendere difficile la partecipazione popolare).

Invitiamo a partecipare al dibattito “Le radici del futuro: dai consigli di fabbrica alle organizzazioni operaie e popolari” durante la Festa della Riscossa Popolare al c.s. Foscato, sabato 16 novembre alle 17:30.

Non abbiamo bisogno di nuove bretelle stradali o impianti per la gestione di rifiuti che devastano l’ambiente: abbiamo bisogno di riqualificare l’intero territorio perché se lasciato in mano a chi ci ha governato fino ad oggi l’unica cosa che otterremo è altra incuria e speculazione (come anche il CONAD di via R. Luxemburg dimostra)!

Che la lotta dei Comitati Ambiente e Salute contro l’impianto a biogas di IREN a Gavassa diventi la lotta di tutta Reggio Emilia e delle popolazioni intorno, a partire da Correggio e San Martino in Rio!

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