4 aprile, Borgo Panigale, Giardino dei Pioppi, ore 16:00. Presidio presso il NIPS (oleodotto NATO) in occasione della mobilitazione nazionale indetta dal Coordinamento nazionale NO NATO per l’anniversario di fondazione della NATO
4 aprile, Zola Pedrosa, Centro Falcone (Via Tosarelli 4), dalle 18:30 aperitivo e cena operaia solidale, contro il ricatto guerra-lavoro, la repressione aziendale e per costruire l’equipaggio di terra (con un intervento di M.E. Delia, portavoce nazionale della Global Sumud Flottiglia).
12 aprile, Bologna, Cassero, Assemblea regionale, Costruiamo insieme un fronte unitario per la Palestina.
Come Partito dei Carc partecipiamo e invitiamo a partecipare alla “Tenda contro le guerre della Nato” promossa dal Coordinamento No Nato Emilia-Romagna per il 4 aprile, giorno del 77° anniversario di fondazione della Nato, di cui rilanciamo qui sotto l’invito. Un’occasione per mobilitarsi contro la guerra, l’occupazione USA-NATO e il governo Meloni che, mentre affonda il nostro paese nel marasma della Terza guerra mondiale, devasta e militarizza anche il nostro territorio con la piena complicità del Partito democratico a livello locale.
Gli imperialisti USA-NATO, UE e sionisti sono i promotori della Terza guerra mondiale, ma oggi sono più deboli che mai, dilaniati da contraddizioni interne. Dall’Ucraina alla Palestina, dal Venezuela a Cuba e all’Iran, sono costretti ad allargare e ad aggravare la guerra in corso, ma ogni loro tentativo di fermare il declino del proprio dominio genera più ampie e insanabili contraddizioni.
Stanno fallendo grazie all’eroica resistenza dei popoli e paesi che non sono disposti a subire le loro scorribande e passano al contrattacco.
Come il 7 ottobre 2023, così oggi la gloriosa resistenza della Repubblica islamica è frutto di un movimento popolare, per la sovranità e l’indipendenza dell’Iran. L’epoca della nera reazione, in cui i guerrafondai piegavano i quattro angoli del mondo al loro volere, è finita! Stanno fallendo anche grazie alla mobilitazione delle masse popolari degli stessi paesi imperialisti, perché questa guerra è una guerra innanzitutto contro i lavoratori, contro le masse popolari. E le masse popolari del nostro paese non vogliono saperne di farsi intruppare.
Le mobilitazioni di quest’autunno hanno cambiato il corso delle cose a livello nazionale e internazionale e non a caso l’unica risposta che la classe dominante è stata in grado di dare è una vasta e sgangherata operazione repressiva. Essa è specchio della debolezza della cricca dei nostalgici del Ventennio e amici della camorra al governo.
Dobbiamo avvalerci di questa loro debolezza per assestare un colpo deciso all’occupazione militare del nostro paese, per cacciare i criminali USA-NATO e sionisti che infestano il nostro territorio come il mondo intero, per cacciare i loro servi al governo, dalla Meloni al PD che, al di là del teatrino (vedi Sigonella), sistematicamente fanno ciò che questi ordinano, anche a costo di aggravare le condizioni delle masse popolari del nostro paese ed esporlo alle ritorsioni dei paesi colpiti dalle loro aggressioni.
Bisogna usare ogni mezzo e appiglio che la situazione offre per liberarci del governo Meloni, scagliando tutte le frecce che abbiamo a disposizione.
Il voto del 22 e 23 marzo ha dato una legnata al governo, gettando allo sbaraglio la stessa maggioranza, che già di norma fatica a tenere insieme i pezzi.
La manifestazione No Kings del 28 marzo a Roma contro il governo della guerra, dell’economia di guerra, della devastazione ambientale e della repressione è stata di fatto un’altra spallata. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza occupando ancora una volta la tangenziale a riprova che c’è una larga propensione alla mobilitazione e a ripetere i metodi di lotta che hanno funzionato lo scorso autunno.
Questo governo traballa ogni giorno di più, quindi bando all’attendismo!
È chiaro a tutti il tentativo del PD e del campo largo di raccogliere i frutti delle mobilitazioni. È chiaro il pompieraggio dei vertici dei partiti del campo largo e delle strutture sindacali a loro asservite. Così come deve essere chiaro che il miglior modo di non lasciare spazio al PD è alimentare il movimento piazza, il coordinamento e iniziare a pensare e progettare insieme un’alternativa, a partire dai territori.
A Bologna significa costruire il centro di coordinamento di tutti quelli che si oppongono alle politiche criminali di Lepore e la sua giunta, che lottano sul territorio contro la guerra, contro la Nato, contro la devastazione ambientale, contro precarietà, licenziamenti e lo smantellamento delle aziende, contro il carovita e sulla questione abitativa.
Questo fronte esiste già: sono i lavoratori che il 4 aprile stesso si incontreranno al Centro Flacone di Riale (Via Tosarelli 4 dalle 18:30) per organizzarsi contro guerra e riarmo e costruire il prossimo equipaggio di terra della GSF, sono i comitati ambientalisti che si coordinano contro la cementificazione, sono gli organismi di sanitari e docenti che lottano contro le complicità con il genocidio, sono i collettivi studenteschi e le organizzazioni sindacali che fanno fronte alla repressione.
Serve far convergere tutte le iniziative per allargare la mobilitazione e alzarne il livello, rompere con la retorica della partecipazione e ribaltare il tavolo, facendo di ogni singola rivendicazione una questione di ordine pubblico.
Il nostro paese ha bisogno di un cambio di regime, simile per certi versi a quello che i guerrafondai imperialisti vorrebbero imporre ai paesi oppressi che non si piegano al loro volere. Sempre più la situazione matura, sempre più si rende possibile e necessario un governo espressione del movimento popolare organizzato, che attua la Costituzione del 1948, a partire dall’articolo 11, blocca l’uso delle basi e installazioni militari USA e NATO, straccia ogni accordo con i sionisti e rompe così ogni complicità con guerra e genocidio.
Crearne le condizioni ora significa usare tutte le mobilitazioni delle prossime settimane per costruire la nostra alternativa di governo, dal 4 aprile alla partenza della prossima flottiglia, verso il 25 aprile e il 1 maggio. Convergere in massa sull’assemblea regionale del 12 aprile “Costruiamo insieme un fronte unitario per la Palestina” (Bologna, Cassero dalle 11:00). Costruiamo l’equipaggio di terra che celebra la guerra di Liberazione legandosi idealmente e materialmente alla Resistenza dei popoli oppressi in tutto il mondo. Costruiamo la primavera di riscossa per una nuova Liberazione nazionale!
Fuori la guerra e i guerrafondai dall’Emilia-Romagna.
L’oleodotto della Nato non lo vogliamo né a Borgo Panigale né altrove!
“Nell’assemblea generale del Coordinamento Nazionale No NATO (CNNN) del 31/01/26 a Milano, è emersa la volontà di rendere il 4 aprile (giorno in cui nel 1949 fu firmato il trattato istitutivo della NATO, il patto atlantico) giorno di lotta contro la NATO.
E si è proposto di organizzare in ogni regione mobilitazioni nei pressi di installazioni militari USA-NATO di particolare rilevanza per il territorio.
La principale infrastruttura NATO dell’Emilia Romagna è l’oleodotto NIPS (Northern Italy Pipeline System) che attraversa tutta la regione approssimativamente lungo la Via Emilia. L’oleodotto è sia un pericolo per la popolazione e l’ambiente, che strumento di guerra – per esempio ha rifornito di carburante gli aerei che bombardarono la Jugoslavia – che potenziale obiettivo bellico. Nel clima di guerra attuale è previsto anche un ampliamento della sua capacità.
Per questo come Coordinamento No NATO Emilia Romagna (CNNER) abbiamo convenuto di tenere il 4 aprile dalle ore 16 un presidio denominato “TENDA CONTRO LE GUERRE DELLA NATO” nel Giardino dei Pioppi di Borgo Panigale (BO). Scelta motivata dal fatto che il parco è attraversato, lungo il confine con le scuole Mazzini-Volta, dal NIPS.
A Borgo Panigale l’oleodotto passa anche nei cortili di ipercoop, Ducati, a ridosso dei caseggiati, sotto tangenziale, autostrada, ferrovia. A Ceretolo si trovano la stazione di pompaggio e il grande deposito militare, entrambi aree militari presidiate.
Vi invitiamo a collaborare con noi per liberare la nostra Regione, l’Italia e il Mondo dalle guerre e dai guerrafondai!
CNNN e CNNER”


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