Continuano le iniziative e le mobilitazioni che dimostrano la combattività e l’attivismo dei lavoratori e del resto delle masse popolari, la loro necessità e disponibilità a voler trovare soluzioni al peggioramento degli effetti della crisi che inevitabilmente si ripercuotono in ogni ambito delle loro vite e rende tutto ciò più che mai impellente.
Mobilitazioni che dimostrano come il prossimo autunno non è una scadenza da attendere passivamente, perché la forza degli scioperi e delle mobilitazioni d’autunno, il loro risultato, dipenderà da quanto gli organismi che li promuoveranno e i lavoratori più combattivi saranno capaci di costruirli fin da subito: la lotta di classe non va in vacanza!
Lo abbiamo già visto l’anno scorso: se c’è chi la promuove su parole d’ordine chiare, la mobilitazione si sviluppa. E si sviluppa ancora di più quando chi la promuove raccoglie la spinta all’unità che arriva dai lavoratori e dal resto delle masse popolari!
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È questa voglia di riscossa che lo scorso 12 luglio ha portato oltre 600 persone a partecipare all’assemblea Resistere per Ri-esistere dell’azionariato popolare promossa dal Collettivo di Fabbrica ex Gkn di Campi Bisenzio (Fi). I 45 interventi di esponenti delle realtà di movimento, delle associazioni, degli organismi politici e sindacali che si sono alternati hanno raccolto l’appello lanciato dagli operai alla convergenza, a salpare contro il riarmo. E alla fine, proprio in occasione del quinto anniversario della vertenza, è stato approvato l’avvio della prima parte del piano industriale alternativo. Un piano di rilancio dell’azienda elaborato sulle esigenze degli operai e del territorio, con l’obiettivo di dimostrare che l’apparato produttivo del paese non si salva con la riconversione bellica delle aziende in crisi come il governo Meloni e i padroni provano a farci credere. Ma si salva col protagonismo e l’organizzazione degli operai che oltre a difendere il proprio posto di lavoro resistendo un giorno in più del padrone, passano oggi al contrattacco e impongono un piano industriale civile e di prospettiva in termini di produzione e occupazione.
Sabato 18 luglio invece a Genova si è svolta l’assemblea nazionale “Genova futuro anteriore” promossa dal movimento No Kings in occasione dell’anniversario del G8 del 2001 con l’obiettivo di cominciare a scrivere il calendario delle mobilitazioni d’autunno. Tra queste l’assemblea nazionale No Kings si terrà il 4 ottobre a Napoli, mentre il 14 e 15 novembre a Bologna ci sarà il meeting internazionale “Europe Beyond The West”. Poi, dal 21 al 23 novembre, lo sciopero europeo degli studenti e i tre giorni dedicati a «Stato sociale, no stato di guerra»
All’assemblea hanno partecipato circa 400 persone che poi hanno dato vita a tavoli tematici su diversi temi: democrazia e conflitto, reddito e lavoro, sanità pubblica, diritto alla casa e alla città, autoritarismo e pratiche di resistenza, municipalismo e connessioni tra territori, informazione indipendente e tecnologia, lotta ai colonialismi, Europa meticcia contro razzismo e remigrazione, guerra e riarmo.
Domenica 19 luglio si è svolta, sempre a Genova, la manifestazione nazionale “Nessun rimorso” organizzata dalla rete di movimenti, collettivi, associazioni e spazi sociali locali, che hanno lanciato l’apertura di una nuova fase di mobilitazione su temi come antifascismo, opposizione alle guerre, critica al neoliberismo e contrasto alla militarizzazione. Il corteo che ha attraversato la città ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone. Tappa principale piazza Carlo Giuliani (piazza Alimonda), ma non sono mancate neanche azioni di lotta. La sede di Casapound è stata murata ed è stato affisso un cartello con su scritto “zona denazificata”. Fumogeni e vernice sono stati invece lanciati contro le finestre della sede di Confindustria.
Nella giornata del 20 luglio invece a Bologna, dopo che due poliziotti hanno ammazzato un operaio, Abderrahim Fakir, ammanettandolo e costringendolo a faccia in giù fino a soffocarlo, è stato promosso nel pomeriggio un presidio a piazza del Nettuno, al termine del quale migliaia di persone, lavoratori, giovani e famiglie sono andati ad assediare Prefettura e Questura contro l’ennesimo omicidio di Stato per il quale il governo Meloni non ha perso tempo ad attivare subito il nuovissimo scudo penale e a cui si è aggiunto un corteo cittadino serale partecipato da migliaia di persone molto combattivo e determinato. Alla faccia dei proclami a “non incitare alla vendetta” di Salvini e al tentativo del sindaco Matteo Lepore di cavalcare la rabbia popolare con i suoi appelli alla magistratura. Le cariche della Polizia non hanno fermato la manifestazione che nei giorni successivi è stata replicata in altre città. Alle 22.00 della stessa sera è poi cominciato lo sciopero regionale di 24 ore proclamato d’urgenza dal Si Cobas con l’obiettivo di bloccare tutte le aziende dell’interporto di Bologna per denunciare un omicidio che grida vendetta.
Affinchè gli scioperi e le mobilitazioni del prossimo autunno siano davvero efficaci allora, è necessario che ogni organismo e gruppo di lavoratori si metta da subito a costruirli organizzando assemblee e momenti di confronto, anche quando non è il proprio sindacato di riferimento a convocarli, per discutere della situazione. Promuovendo piccole azioni di lotta su questioni di fase, come scioperi e mobilitazioni per far fronte all’ondata di caldo di questo periodo. Cominciando a mettersi in contatto con lavoratori dello loro stesso settore, del proprio territorio e di altre zone del paese, per tessere quella rete che è la forza per rendere sempre più ingovernabile il paese al governo Meloni.
Mettersi a costruire l’autunno significa quindi lavorare per rendere ogni vertenza ambito di protagonismo, organizzazione e coordinamento dei lavoratori e delle masse popolari in ogni posto di lavoro, scuola e quartiere. Rendere ogni assemblea ambito per alimentare il confronto sui problemi che i lavoratori e le masse popolari incontrano sia dentro che fuori dall’azienda. Il momento in cui trovare soluzioni unitarie e costruire quella prospettiva politica verso cui muovere collettivamente ogni altro passo verso l’obiettivo comune.
L’autunno allora sarà tanto più incisivo quanto più i lavoratori e il resto delle masse popolari cominceranno a costruirlo subito, con l’obiettivo di promuovere una risposta ampia, determinata e capace di mandare a casa il governo Meloni e il resto dei guerrafondai che governano il nostro Paese ad ogni livello e imporre l’insediamento di un governo che attua la Costituzione.
Un governo composto da persone che rappresentano davvero gli interessi dei lavoratori e del Paese con ministri come il professor Barbero, Francesca Albanese, il professor Volpi, sindacalisti come Dario Salvetti della ex Gkn e Giorgio Cremaschi. Persone che si sono conquistate la fiducia di settori delle masse popolari organizzate e che possono mettere le proprie capacità al servizio degli interessi collettivi.






