Festa della Riscossa Popolare è il nome che diamo a una campagna nazionale organizzata ogni anno.
È una campagna articolata: le feste federali in primavera, la festa nazionale in estate e le feste delle Sezioni e dei Presidi in autunno.
Le chiamiamo feste, e sono anche feste, ma si tratta soprattutto di iniziative in cui, di anno in anno e territorio per territorio, facciamo una sintesi del lavoro politico “macinato” nel corso dell’anno precedente e promuoviamo il confronto, il dibattito e il protagonismo degli organismi operai e popolari che sono protagonisti della lotta di classe.
Quest’anno è simile agli altri, ma è anche particolare.
Lo scorso ottobre una “squadraccia” di deputati di Fdi, esponenti d’avanguardia fra gli agenti sionisti che operano in Italia, ha “aperto le danze” con una interrogazione parlamentare al Ministro dell’interno, il questurino Piantedosi.
L’interrogazione era una formalità, si è trattato più che altro di una vera e propria segnalazione per “propaganda sovversiva e apologia di terrorismo”. Il pretesto è stato un volantino, quello che abbiamo diffuso al corteo oceanico del 4 ottobre 2025 a Roma, in cui era scritto che il nostro obiettivo era (ed è) cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare che attui la Costituzione del 1948.
Capito “l’affronto”? Fascisti, nostalgici del Ventennio, ammanicati con i sionisti – agenti sionisti – pervasi da suprematismo e senso di impunità e allergici alla Costituzione… se la sono legata al dito.
Dopo poche settimane è pure apparso un messaggio sul canale Telegram “Israele senza filtri” (sì, quello che auspicava esecuzioni stragiudiziali del Mossad per i solidali con il popolo palestinese in Europa) in cui gli amministratori annunciavano che “i Carc ne avrebbero viste delle belle” …
Fatto sta che in poche settimane:
– la Procura di Napoli ha palesato un’inchiesta “per terrorismo” contro il P.Carc;
– la Procura di Milano ha palesato un’inchiesta per “associazione a delinquere finalizzata all’odio razziale” per dei cartelli esposti durante un corteo in solidarietà al popolo palestinese, a Milano il 28 settembre 2024, in cui figuravano alcuni degli agenti sionisti che infestano il paese;
– il 10 giugno la Procura di Firenze ha disposto perquisizioni domiciliari a tre compagni, fra membri e collaboratori del P.Carc, per “diffamazione di Marco Carrai” e “imbrattamento”. Oltre alle perquisizioni anche avvisi orali (minacce del Questore in persona) e un foglio di via per un anno da Firenze. Per una presunta diffamazione….
Poi c’è ancora qualcuno che si chiede se “agenti sionisti che operano in Italia con la copertura e la protezione delle istituzioni repubblicane” sia un’esagerazione!
Insomma, a tutti gli effetti la situazione è caratterizzata da un clima “pesante”. Lo denunciamo perché è giusto denunciarlo (vedi articolo “La repressione dilaga” a pag. 7), ma non ci presentiamo come vittime.
Organizziamo corsi di formazione per giovani e meno giovani, come dice la Procura di Napoli: materialismo dialettico e concezione comunista del mondo, storia, italiano. E continuiamo a farlo.
Andiamo a volantinare di fronte alle aziende e promuoviamo la partecipazione di giovani e giovanissimi al lavoro di propaganda. Lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo faremo.
Quei cartelli esposti a Milano ritraevano solo una parte della feccia sionista che opera in Italia nei gangli delle istituzioni, dell’economia, della politica e dell’informazione. La Procura di Milano ha dovuto inventarsi la ridicola e offensiva accusa di antisemitismo per ostacolare la denuncia degli agenti sionisti, ma quelle denunce sono una medaglia!
La Procura di Firenze ha l’obiettivo di soffocare la campagna per la cacciata di Marco Carrai dalla Fondazione Meyer, ma con la repressione la sta solo alimentando.
Continuiamo e continueremo a fare ciò che la squadraccia di Fratelli d’Italia, gli amici questurini di Piantedosi, il governo Meloni e gli agenti sionisti cercano in ogni modo di impedire.
Di più. La campagna politica delle Feste della Riscossa Popolare è stata finora, e sarà, una formidabile occasione per denunciare chi ci accusa, raccogliere solidarietà, stringere relazioni esistenti e costruirne di nuove.
Un certo numero di persone leggerà questo articolo in concomitanza con la festa nazionale. Una parte di lettori lo leggerà prima. Una terza parte leggerà questo articolo DOPO la festa nazionale e inevitabilmente apparirà “datato”.
Ma corriamo il rischio e, seppur sinteticamente, ricostruiamo il percorso delle feste federali che hanno portato a quella nazionale e che, insieme a essa, porteranno alle feste di Sezione.
Lo facciamo perché vogliamo chiarire meglio due questioni.
La prima è che le feste della Riscossa Popolare sono una campagna politica, come abbiamo già detto. I temi su cui stiamo “battendo” sono a. la lotta contro la Terza guerra mondiale, e in particolare il ruolo che in essa hanno i lavoratori organizzati, b. la lotta alla repressione, c. la solidarietà di classe.
La seconda è che quando la repressione colpisce, accusare il colpo è inevitabile. Ma la questione decisiva è dare continuità all’iniziativa, approfittare del colpo per rilanciare, chiedere e raccogliere la solidarietà delle masse popolari, degli organismi operai e popolari e delle organizzazioni politiche del fronte anti Larghe Intese.
Il programma delle attività della festa nazionale è pubblicato su www.carc.it
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A circa un mese dalle perquisizioni del 21 aprile, la Federazione Campania ha aperto la campagna delle feste, il 22 e il 23 maggio. In un certo modo l’iniziativa è stata la migliore risposta ai tentativi di fare terra bruciata attorno al P.Carc: hanno partecipato organismi operai e popolari, organizzazioni del movimento napoletano, organizzazioni sindacali e anche esponenti di sinistra e democratici del campo largo, proprio come manifestazione di solidarietà.
Al dibattito del 22 maggio “Come fermare la Terza guerra mondiale?”, fra gli altri hanno aderito e partecipato Geraldina Colotti, Francesco Dall’Aglio, il Centro culturale Handala Ali, Seyed Majid Emami dell’Istituto culturale dell’Iran, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, Docenti per Gaza, Generazioni Future, Associazione di Amicizia Italia-Cuba di Napoli, il Tavolo Uniti contro la guerra, la Brigata internazionale Simon Bolivar, il Pcup.
Il dibattito del 23 è stato intitolato “Parteggio”, come l’appello attorno al quale stiamo raccogliendo adesioni e attestati di solidarietà contro la repressione. E anche questa volta un pezzo di città si è schierata, ha voluto parteggiare. Fra gli altri hanno partecipato Luigi De Magistris, Sandro Fucito (coordinatore di Sinistra Italiana e presidente della Municipalità 6), l’avvocato Luca Saltalamacchia, Nives Monda, Eduardo Sorge del Si Cobas, Francesco Tirro di Usb, Gianpiero Laurenzano di Potere al Popolo, Davide Dioguardi del Laboratorio Insurgencia, Davide Secone consigliere comunale di Quarto e portavoce regionale dei Verdi, Michele Salomone della rivista Kairos, Rosario Marra di Riprendiamoci la città, Marinica Concilio della Consulta Popolare Sanità e Salute.
Il 6 e 7 giugno è stata la volta della festa della Federazione Lombardia, a Milano.
La prima giornata è stata dedicata alla lotta alla repressione, in particolare allo scambio di esperienze e al coordinamento. I compagni del P.Carc non sono gli unici a essere stati denunciati per “antisemitismo” e, fra i vari interventi, è stato particolarmente utile quello di un compagno di Antitesi che ha ricostruito la propria esperienza.
Mandato a processo per “antisemitismo” a seguito delle contestazioni del 25 Aprile alla comunità sionista, il processo è diventato una campagna politica in cui gli accusati sono diventati accusatori e al centro del dibattimento è stato messo il sionismo. È stata costruita, infatti, un’ampia campagna pubblica e hanno testimoniato a favore degli imputati anche alcuni rappresentati degli ebrei contro il sionismo, come Moni Ovadia. Il processo si è concluso con l’assoluzione di tutti gli indagati.
Il 7 giugno i protagonisti della giornata sono stati i lavoratori e la lotta contro la Terza guerra mondiale. Il dibattito della giornata era intitolato “Riconversione, obiezione, boicottaggio – I lavoratori possono fermare la guerra, per un governo che attua la Costituzione”. Significativi sono stati gli interventi di Alessandro Pellegatta (Cub rail), dei Ferrovieri contro la guerra e di Luigi Borrelli, Rsu Usb dell’Aeroporto civile di Montichiari (BS).
Alla discussione hanno partecipato attivisti della Global Sumud Flotilla e dei Giovani Palestinesi d’Italia.
Fra gli argomenti toccati anche il bilancio delle mobilitazioni dello scorso maggio e i motivi per cui sono state di portata inferiore rispetto a quelle dell’autunno.
Esponenti politici come l’onorevole Stefania Ascari del M5s, la consigliera comunale di Milano Francesca Cucchiara (Europa Verde) e Leonardo Marzorati (segretario regionale di Risorgimento Socialista) hanno espresso solidarietà ai lavoratori in prima linea nella lotta alla guerra e agli attivisti e militanti colpiti dalla repressione esercitata dal governo Meloni.
Nel fine settimana a cavallo fra il 19 e il 21 giugno si sono svolte le feste in Toscana, in Emilia Romagna, in Lazio e in Piemonte.
A Firenze il 19 giugno si è parlato di repressione nel dibattito “Fronte comune contro la repressione: organizziamo il contrattacco”. Alcuni interventi sono stati particolarmente importanti e fra essi quelli di una portavoce della campagna Lince_Occhi sugli abusi, dell’avvocato Luigi Dall’Aquila, di Alberto Fazolo e di Montespertoli per la Palestina.
Il 20 giugno è stata la giornata dedicata alla solidarietà internazionale con il dibattito “Al fianco di Cuba e Venezuela contro l’aggressione imperialista!”. Fra gli interventi quelli di Federica Cresci (Cuba Mambi), Marco Fantechi dell’Associazione Italia Cuba, Geraldina Colotti, Gabriele Brazzini (consigliere comunale del Prc a Campi Bisenzio) e Giovanni Lanini del Cpa. Questi ultimi due hanno portato anche l’esperienza della flotilla “Nuestra America Convoy” a cui hanno partecipato.
Il 21 giugno la giornata “Studenti e lavoratori figli della stessa rabbia! L’alleanza che serve per fermare la Terza guerra mondiale” è stata dedicata al confronto fra organizzazioni giovanili e studentesche. Presenti esponenti di Ferrovieri contro la Guerra, il Gruppo autonomo portuali di Livorno, il Coordinamento fiorentino contro il Riarmo, Bds, Udu, studenti di Firenze e Pisa.
Il 19 giugno, a Bologna, l’iniziativa principale è stata impostata in modo da “ricalcare” il contenuto di uno dei corsi che il Centro di Formazione del P.Carc promuove… e che la Procura di Napoli ritiene “sovversivo”. Il titolo era “Riprendiamoci il futuro: insegnamenti dagli anni Settanta”: una riflessione collettiva sul ruolo dei comunisti che devono raccogliere il testimone lasciato dai partigiani con la vittoria della Resistenza.
Il 20 giugno il dibattito “Embargo popolare: dossieraggio, organizzazione, prospettiva” è stato dedicato alla promozione del coordinamento delle organizzazioni attive nel movimento di solidarietà al popolo palestinese e contro la guerra per rafforzare il percorso regionale avviato la scorsa primavera.
Il 20 giugno, questa volta a Roma presso il Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino, la discussione si è sviluppata a partire dalla proiezione del film “Maduro” e ha riguardato la campagna internazionale di solidarietà con Nicolas Maduro e Cilia Flores.
Il 21 giugno la giornata è stata interamente dedicata al coordinamento fra organismi operai e popolari con un tavolo tematico in cui i lavoratori della scuola si sono scambiati esperienze e un dibattito intitolato “Guerra, resistenza alla guerra, attuazione dell’articolo 11 della Costituzione”.
Il 20 giugno la festa in Piemonte si è svolta a Bussoleno (TO), nella sede dell’Associazione “La Credenza”, con la partecipazione, tra gli altri, di Nicoletta Dosio (No Tav), Lince_Occhi sugli abusi e Associazione a Resistere.
L’intera iniziativa è stata dedicata alla resistenza e alla lotta alla repressione, con una particolare combinazione. Il 19 giugno ricorre la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero istituita per celebrare il massacro del 1986 di oltre trecento rivoluzionari detenuti nelle carceri peruviane.
Ebbene, l’iniziativa in Piemonte ha combinato i ragionamenti di chi deve fronteggiare la repressione in Italia con alcuni contributi sull’esperienza dei rivoluzionari prigionieri in Perù. È stata occasione per toccare con mano alcune sintesi: per quanto la repressione abbia sempre aspetti particolari e contingenti, essa ha anche aspetti universali. Uno fra i principali è che è la manifestazione pratica di una lotta di lunga durata che oppone le masse popolari alla borghesia.
Un altro è che la solidarietà di classe è un’arma che le masse popolari hanno nel loro arsenale in Valsusa, in Piemonte, in Italia, in Perù e in ogni parte del mondo. Ancora, che la repressione non va sottovalutata ma è una “opportunità”: per avanzare può (e deve) essere ribaltata contro il nemico.
Il 28 giugno la prima festa della Riscossa Popolare in Sicilia si è svolta come iniziativa pubblica del Congresso di fondazione della Sezione di Palermo.
L’iniziativa è stata densa di contenuti politici: l’analisi della militarizzazione della Sicilia, il legame fra la militarizzazione legata allo sviluppo della Terza guerra mondiale e la guerra che la classe dominante conduce contro le masse popolari italiane (con lo specifico ruolo che la Nato ha assunto storicamente contro il movimento comunista italiano), l’intervento del movimento comunista e antimilitarista fra i lavoratori del comparto bellico.
Importanti alcuni contributi: in particolare quelli di Antonio Mazzeo, di Lorenzo Robin Frosini dell’Usb Toscana, della Rete nazionale per la Palestina di recente costituzione.
Approfittiamo dello spazio che ci è stato concesso per salutare la costituzione della Sezione di Palermo del P.Carc e augurare buon lavoro ai compagni.





