Non c’è giorno, da mesi, che per un motivo o per un altro i media mainstream non parlino di Vannacci, non diano spazio a qualcuna delle sue uscite strampalate, a qualcuno dei suoi ragionamenti senza capo né coda.
Vannacci ha veramente poche cose da dire – e in genere sono idiozie – eppure è sempre sulle prime pagine dei giornali, dipinto come uno stratega in grado di mettere a soqquadro il sistema politico delle Larghe Intese.
A ben vedere, però, Vannacci non è altro che un prodotto costruito a tavolino proprio per intossicare l’opinione pubblica nel tentativo di tenere in ordine il sistema politico delle Larghe Intese.
Un condottiero in provetta
La prima esigenza a cui ha risposto la costruzione del “personaggio Vannacci” era – ed è – tenere insieme, e possibilmente incanalare in un’unica direzione, gli elettori dei partiti di governo a fronte del dilagante malcontento per il tradimento delle promesse elettorali sovraniste e securitarie.
Il governo Meloni ha tradito chi nel 2022 aveva votato per FdI e Lega sperando in una rottura politica, anche se da destra, con i poteri forti e si è ritrovato, invece, un governo prostrato agli Usa, alla Ue, alle banche, ai palazzinari e ai trafficanti di esseri umani italiani e stranieri.
Per limitare il fuggi-fuggi serviva a destra una figura abbastanza autorevole per rinverdire la propaganda reazionaria, le promesse di ordine, disciplina e sovranità. E chi meglio di un ex generale nostalgico della X Mas?
Man mano che il personaggio cucito attorno a Vannacci è emerso dalle cronache politiche, il progetto è diventato più complesso.
Non solo catalizzatore degli scontenti della destra al governo, ma anche strumento di pressione, ricatto, regolamento di conti fra i partiti di governo: Vannacci che prende a pesci in faccia Salvini e, letteralmente, svuota pezzi del suo partito; Vannacci che sfida apertamente la famiglia Berlusconi, strizza l’occhio alle organizzazioni dei nostalgici del Ventennio e si impossessa delle loro campagne e parole d’ordine (vedi la remigrazione); Vannacci che saccheggia eletti anche in Fratelli d’Italia per poi ammettere che è disposto a entrare nella coalizione di governo “alle sue condizioni”.
Insomma, che il condottiero in provetta sia stato creato per regolare i conti fra i partiti di governo e liberarsi “delle zavorre” è ben più che un sospetto. Ma c’è di più.
Futuro Nazionale è, al tempo stesso, croce e delizia per il governo Meloni. Se da una parte imperversa approfittando dei punti più deboli dell’alleanza, dall’altra solleva significativamente il governo dalle accuse di essere il promotore del “moderno fascismo” che la sinistra borghese gli rivolgeva un giorno sì e l’altro pure.
Adesso lo spauracchio è Vannacci. E gente come La Russa, Piantedosi, Valditara e Roccella, al confronto sembrano – vengono spacciati come – i padri costituenti.
La svolta autoritaria? Adesso il pericolo è Vannacci. Razzismo di Stato? Il pericolo è Vannacci. Propaganda maschilista, omotransfobica? La colpa è di Vannacci.
Il doping del mainstream
Senza una massiccia dose di propaganda mainstream che funge da doping, sulla scena politica il generale avrebbe grossomodo lo stesso peso di un imbonitore alla fiera di paese, ma di un imbonitore che ha a disposizione molto denaro, il palcoscenico di un seggio al parlamento europeo (gentilmente offerto dalla Lega… un altro colpo da maestro di Salvini!) e la propaganda mainstream carica a pallettoni. Beh, a queste condizioni chiunque può diventare un Vannacci.
Ma non ha davvero alcun effetto positivo, almeno in questa fase, contrastare le sparate di Vannacci che campeggiano ovunque a reti unificate.
Le sue affermazioni, le sue dichiarazioni, i suoi commenti sono uno strumento di intossicazione dell’opinione pubblica e di diversione. Sono “virali” non perché abbiano un qualche valore, ma perché farle diventare virali è uno specifico obiettivo dei vertici della Repubblica Pontificia e delle Larghe Intese.
Chi a sinistra pensa di ottenere un qualche beneficio dall’assumere il ruolo di “anti Vannacci” è destinato a fare un buco nell’acqua. In primo luogo, perché la propaganda anti Vannacci finisce inevitabilmente per essere propaganda per il polo Pd delle Larghe Intese.
Commentare le idiozie di Vannacci è un modo per amplificare l’efficacia dell’operazione per cui è stato creato e si finisce con l’inseguire il nemico sul suo stesso terreno.
Futuro incerto
Non è da escludere che le evoluzioni della crisi politica porteranno anche all’evoluzione del personaggio Vannacci: da macchietta onnipresente a condottiero reazionario che rompe con il sistema politico delle Larghe Intese.
Questo dipende solo in parte da lui, dipende interamente da chi lo ha creato e lo muove.
Al momento, però, tutto il rumore e il clamore che lo circondano si esauriscono nel tentativo di entrare nella maggioranza di governo, fare accordi con Giorgia Meloni e, soprattutto, con la cricca Berlusconi.
Le prospettive che lo stesso Vannacci sta tratteggiando per il suo movimento sono le stesse che furono della Lega e di Fratelli d’Italia: sollecitare la parte più abbrutita delle masse popolari, illuderla, usarla come massa di manovra e tradirla per gli interessi dei vertici della Repubblica Pontificia.





