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Anatomia della Repubblica Pontificia italiana. Sette tesi su un sistema di potere unico al mondo

Teresa Noce by Teresa Noce
Luglio 3, 2026
in Resistenza n. 7-8/2026
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1. L’Italia è una Repubblica Pontificia. È governata da una cupola di potere in cui convivono differenti comitati di affari, sistemi di potere ed emissari di specifiche sfere di interessi in reciproca concorrenza: gli imperialisti Usa (e i sionisti), le organizzazioni criminali (mafia, ‘ndrangheta), gli esponenti della borghesia italiana.

A essi si sono aggiunti nel corso del tempo gli imperialisti franco-tedeschi (la Ue).

Tale sistema di potere fu creato dagli imperialisti Usa dopo la fine della Seconda guerra mondiale per impedire che l’Italia, dove il movimento comunista era forte (i comunisti avevano avuto un ruolo determinante nella Liberazione e decine di migliaia di operai erano armati e inquadrati militarmente nelle brigate partigiane), diventasse un paese socialista e “finisse nella sfera dell’Urss”.

Gli imperialisti Usa affidarono al Vaticano la direzione del paese sia per l’indiscutibile e viscerale anticomunismo sia per la secolare esperienza nell’amministrazione statale (traffici, intrighi, ricatti e doppia morale); iniziò a prendere forma quello che poi sarebbe diventato il regime della Democrazia Cristiana, durato fino all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso.

Il Vaticano è ancora oggi il governo occulto e di ultima istanza della Repubblica Pontificia italiana.

2. La particolare struttura di potere della Repubblica Pontificia italiana è unica al mondo per la combinazione di varie caratteristiche.

Solo l’Italia fa capo a una struttura di potere sopravvissuta all’estinzione delle istituzioni medievali, il Vaticano, che formalmente è uno Stato estero.

Solo l’Italia, fra tutti i paesi imperialisti, è un protettorato degli imperialisti Usa (non una colonia!).

Solo l’Italia è assolutamente dipendente dalla guerra per bande che infuria fra le diverse fazioni della classe dominante a livello internazionale (gruppi imperialisti Usa contro gruppi imperialisti franco-tedeschi, ad esempio).

Solo l’Italia ha un così elevato grado di assoggettamento a due padroni: gli imperialisti Usa e i sionisti (e la Nato) da una parte e la Ue dall’altra.

3. L’indirizzo politico dell’Italia dipende dall’esito degli scontri fra le diverse fazioni dei vertici della Repubblica Pontificia. È nelle “segrete stanze” che vengono prese le decisioni sulle questioni che contano, lontano dagli occhi dell’opinione pubblica e dal controllo delle masse popolari.

Tutte le istituzioni formalmente deputate a stabilire l’indirizzo politico del paese (governo, parlamento, ecc.) sono ridotte alla stregua di un teatrino, il teatrino della politica borghese in cui va in scena un surrogato della lotta politica a beneficio della diversione della realtà e dell’intossicazione delle coscienze e dell’opinione pubblica.

Il teatrino della politica borghese è l’ambito in cui alle masse popolari viene garantita solo l’illusione di partecipare alla definizione dell’indirizzo politico del paese (elezioni, referendum). Da decenni è oltretutto in atto la tendenza a ostacolare con specifiche manovre (leggi e sistemi elettorali penalizzanti, raccolta di firme per la presentazione di liste) la partecipazione attiva delle masse popolari alle “liturgie democratiche”.

È prassi che le decisioni prese dai vertici della Repubblica Pontificia surclassino – e se serve stravolgano – l’orientamento definito nel teatrino della politica borghese.

Ad esempio non si contano i tentativi di manomissione degli esiti di referendum (l’ultimo caso riguarda lo sviluppo della tecnologia nucleare in Italia), come non si contano le occasioni in cui governi installati a seguito di “regolari elezioni” operano in direzione contraria rispetto al programma che i partiti che ne fanno parte avevano presentato alle elezioni.

4. È sicuramente vero che i volti noti del teatrino della politica borghese sono pedine al servizio di questa o quella fazione dei vertici della Repubblica Pontificia, ma è altrettanto vero che l’indirizzo politico NON viene definito nelle pantomime del teatrino della politica borghese. Tuttavia, l’influenza delle varie fazioni dei vertici della Repubblica Pontificia non si limita a esso, qualifica e determina l’azione di tutte le istituzioni repubblicane (ad esempio la magistratura), il sistema bancario e finanziario, le forze armate, le forze dell’ordine, il sistema mediatico.

Ogni ambito in cui viene esercitato un qualche tipo di potere è caratterizzato dallo scontro fra le diverse fazioni della Repubblica Pontificia, ognuna delle quali cerca di affermare i propri interessi a discapito delle altre.

Questo comporta non solo che diverse istituzioni siano in conflitto con le altre (rientra in questa dinamica lo “scontro fra politica e magistratura”), ma anche che dentro ogni istituzione esista un conflitto permanente: dentro ogni governo, dentro ogni coalizione elettorale, dentro ogni partito borghese, dentro ogni corpo militare.

5. I due poli delle Larghe Intese (oggi assimilabili al polo Pd e al polo Berlusconi/Meloni/Salvini) che si alternano al governo del paese da quando è crollato il regime della Democrazia Cristiana, grossomodo da quarant’anni, sono contemporaneamente sia un ingrediente essenziale della pantomima del teatrino della politica borghese sia i terminali delle diverse fazioni dei vertici della Repubblica Pontificia.

Entrambi i poli sono attraversati dalle stesse contraddizioni che attraversano i vertici della Repubblica Pontificia e ogni altra istituzione e autorità della classe dirigente e dominante in Italia.

6. Quanto riassunto fin qui costituisce l’anomalia italiana. L’anomalia italiana si manifesta anche nel fatto che endemicamente e sistematicamente, e non per motivi contingenti, la classe dominante italiana non riesce a dare un indirizzo politico unitario al paese. Questa è anche la motivazione per cui l’Italia è l’anello debole della catena imperialista mondiale.

7. Quanto riassunto fin qui è utile a ragionare sulla differenza fra andare al governo in Italia e governare l’Italia.

Nessun governo progressista, democratico e “di sinistra” può governare il paese senza dotarsi degli strumenti per resistere al sabotaggio e al boicottaggio dei vertici della Repubblica Pontificia.

Non ci sono elezioni, referendum o altre liturgie borghesi che tengano: i vertici della Repubblica Pontificia operano sistematicamente al di fuori delle regole e delle leggi, prima fra tutte la Costituzione.

Ecco le condizioni per le quali affermiamo che la rottura con il sistema politico della Repubblica Pontificia ha la stessa valenza di una nuova liberazione.

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Tags: Politica
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