Il 28 aprile, due personaggi qualificatisi come giornalisti Mediaset (senza specificare, neppure su richiesta, per quale trasmissione lavorassero) si sono presentati davanti alla porta di casa di un nostro compagno coinvolto nelle indagini della procura di Napoli da cui sono scaturite le perquisizioni del 21 aprile.
Un vero e proprio “agguato” per estorcere confidenze e “non detti” nella speranza di confezionare qualche sensazionalistico scoop.
Il 29 aprile, i sopracitati personaggi si sono presentati in uno spazio sociale di Napoli di cui si sono detti informati del fatto che “fosse frequentato dai membri del P.Carc”. E hanno iniziato a fare domande, chiedere della presenza di nostri compagni, chiedere valutazioni sull’inchiesta e sulle perquisizioni.
Non hanno ottenuto risposte, come è normale e giusto che sia, e anzi sono stati allontanati come soggetti non graditi.
Con questa nota diffidiamo Mediaset dal proseguire questa caccia all’uomo inutile, ridicola e dannosa.
È inutile perché rispetto all’inchiesta e alle perquisizioni sia la Segreteria Federale Campania che quella Toscana hanno svolto una conferenza stampa pubblica, alla quale i soggetti che si qualificano come giornalisti Mediaset avrebbero potuto partecipare e fare tutte le domande che ritenevano opportuno fare. Perchè il contenuto di quella conferenza stampa – di entrambe – è pubblicato sui profili social delle due istanze. Perchè la Direzione Nazionale del P.Carc ha rilasciato un comunicato e ha pure reso pubblici gli atti, compreso il mandato di perquisizione da cui emerge chiaramente la montatura giudiziaria e il carattere persecutorio di questo “teorema terrorismo”.
È ridicola perché il P.Carc è un partito e i suoi membri non rilasciano dichiarazioni estemporanee e non sono adusi a confidenze con chi di mestiere intossica l’opinione pubblica.
È dannosa perché alimenta ed esaspera un clima esacerbato dai due soggetti in questione e dai loro colleghi che inquinano l’opinione pubblica con continui articoli e servizi tesi a criminalizzare il P.Carc e tutto il movimento comunista, operaio e popolare.
Con il comportamento dei due soggetti che dicono di lavorare per Mediaset, l’azienda dimostra inoltre di non dare alcun credito alle accuse della Procura di Napoli. Nessuno sano di mente andrebbe a provocare con stupide insidie un commando terrorista.
Portando come esempio deleterio la relazione con gli organi di informazione riteniamo utile chiarire che per parte nostra non c’è alcuna preclusione a rilasciare interviste e a sostenere dibattiti pubblici con chicchessia, compresi gli emissari delle trasmissioni Mediaset e delle redazioni dei giornali del gruppo Angelucci. L’unica condizione è che siano rispettati alcuni criteri elementari:
– contattare il Centro Nazionale del P.Carc per concordare l’appuntamento ([email protected]);
– fornire preventivamente i nomi dei giornalisti coinvolti
– pubblicare i contenuti senza manipolazioni
Con questa nota diffidiamo i due individui che stanno battendo le strade di Napoli alla ricerca dei membri del P.Carc e diffidiamo Mediaset dal proseguire con atteggiamenti di chiara natura provocatoria.
Qui il materiale pubblicato da cui ogni interessato può attingere le informazioni che il P.Carc intende rilasciare:






