25 Aprile 2026. La Milano dell’antifascismo popolare e dell’antisionismo ha vinto una battaglia storica. Ora serve rilanciare subito.
Lo avevamo annunciato con un appello che abbiamo lanciato il 24 aprile e lo abbiamo fatto, spinti anche da quel sentimento di indignazione e rabbia contro le deturpazioni e strumentalizzazioni del 25 Aprile, più o meno abilmente promosse dagli agenti sionisti che operano nei partiti di governo, nel PD e nei suoi cespugli e nelle istituzioni.
Ma c’è di più. Quello che ci ha convintamente mosso nell’appellarci a cacciare i sionisti della “Brigata genocidio”, come hanno fatto altre realtà con cui ci siamo coordinati, è stato principalmente il senso di responsabilità.
Siamo nipoti e pronipoti di quei partigiani che diedero anche la vita per liberare il paese dal nazifascismo, non potevamo permettere che i sostenitori del genocidio, le macabre creature del “definisci bambino” sfilassero e infangassero nuovamente quella giornata, la memoria e il sacrificio dei partigiani. E abbiamo fatto, l’appello pubblico, perfettamente consapevoli che non saremmo stati soli.
Non saremmo stati i “soliti”, perché da qualche anno è evidente che il 25 Aprile non può essere ridotto a una semplice ricorrenza, a una “festa della libertà”, a beceri tentativi di pacificazione, unità nazionale e revisionismo storico.
Non vogliamo dilungarci nella cronaca della giornata, o meglio, di una vittoria storica dell’antifascismo popolare e dell’antisionismo. Riteniamo indispensabile portare alcuni elementi di riflessione, un primo bilancio che vogliamo condividere con tutti coloro – organizzazioni, organismi e singoli – che animano il movimento popolare. Lo facciamo per rilanciare la mobilitazione da una posizione più avanzata.
1. La cacciata della Brigata genocidio è stato un momento, come in molti hanno scritto, “di popolo”. Questo è verissimo! C’eravamo, lo abbiamo visto e vissuto con enorme soddisfazione ed entusiasmo. Con emozione.
“Non erano i soliti centri sociali o gruppi organizzati” hanno scritto in molti: questo è falso! Prima della partenza del corteo alcune realtà cittadine di compagne e compagni, tra cui la nostra, ha dato il LA. Abbiamo volontariamente e consapevolmente creato le condizioni affinché non ci si limitasse alla contestazione (seppur di massa) come negli altri anni è avvenuto, ma si facesse quello che avevamo detto di fare: cacciare i sionisti dal 25 Aprile. Man a mano che lo spezzone della Brigata genocidio avanzava, vedendo un gruppo di compagne e compagni chiusi da un cordone di antisommossa e digos, le persone si sono fermate e si sono unite ai cori, fino a creare un vero e proprio assedio allo spezzone dei sionisti.
Questo mostra, ed è dirimente averlo chiaro, che a Milano l’aria è cambiata, come è cambiata in tutto il paese. Dobbiamo avere fiducia nella mobilitazione, compagne e compagni, fiducia nelle masse popolari, fiducia in noi stessi e nella nostra capacità di interpretare le ambizioni della parte avanzata delle masse popolari.
Basta piagnistei sul fatto che “la situazione è grave”. Dobbiamo intercettare le tendenze positive che la spontaneità delle masse popolari esprime e rilanciarla.
Come ci siamo detti in varie occasioni assembleari, veniamo da due anni di contestazioni di massa al 25 Aprile, da un autunno in cui il “blocchiamo tutto” ha fatto carta straccia del DL Sicurezza approvato nel 2025, da mobilitazioni piccole o grandi ma soprattutto continue, in ogni angolo del paese, contro la guerra, in solidarietà al popolo e alla Resistenza palestinese, contro la NATO e le sue basi e installazioni, contro lo smantellamento della sanità e dell’istruzione pubblica, la militarizzazione delle scuole e tanto altro.
Il problema principale è tutto nella “testa” del movimento antifascista, antimperialista e comunista, dei “soliti gruppi organizzati” che lo animano e che lo dirigono: quanto siamo consapevoli del malcontento che le masse popolari hanno verso i caporioni dell’imperialismo e i loro governi? Quanta fiducia abbiamo nel fatto che possiamo conquistare e diventare riferimento per la parte avanzata delle masse popolari? Quella più generosa, attiva, che cerca una strada per cambiare lo stato di cose presenti. Quali mezzi ci diamo per esserlo? Quanto siamo disposti a metterci in gioco, senza paura di sbagliare (mal che vada impareremo a fare meglio!) ma per alzare l’asticella e rompere con l’attendismo e la logica del ridurci a “fare l’opposizione”, a chiedere e rivendicare?
2. È stato ampiamente dimostrato, anche dalle mobilitazioni del “blocchiamo tutto” (ma prima ancora il 5 ottobre 2024 a Roma per la Palestina, la lotta dei NO TAV, del Collettivo di Fabbrica della GKN, di Ultima Generazione, XR e tante altre), che attenersi alle regole e anche alle leggi che la borghesia impone, magari con la minaccia della repressione, alla fine non paga. Nel migliore dei casi ci prendono per sfinimento. Nel peggiore dei casi ci attaccano e reprimono comunque (vedi anche gli arresti di Hannoun e di altri esponenti di API).
D’altronde qualcuno diceva che la “storia non si cambia chiedendo il permesso”! La stessa Costituzione è stata un risultato della Resistenza partigiana e della lotta di Liberazione, così come le conquiste degli anni ‘70. Altro che pacificazione sociale e stare alle regole! Sappiamo che la repressione poi arriva, ma sappiamo che anche la solidarietà arriva per difendere chi lotta e chi è nel giusto. E sappiamo che la solidarietà contro la repressione può diventare a sua volta motore di mobilitazione, ribellione, insubordinazione. Sappiamo, infine, che contro la repressione si può vincere!
D’altronde il governo Meloni fa carta straccia della Costituzione ogni giorno: le sue parti più progressiste, quelle che riguardano i diritti dei lavoratori e delle masse popolari vengono disattese e calpestate. E noi perché dovremmo attenerci alle regole antidemocratiche, alle loro prassi frutto di menzogne e prese per il culo?
Anzi, a dirla fino in fondo è stato proprio il movimento del “blocchiamo tutto” ad applicare la Costituzione, con la lotta, con la mobilitazione e non c’è stato decreto sicurezza che ha potuto frenare quel fiume in piena.
Questo è un tema che sarà altrettanto dirimente nelle mobilitazioni dei prossimi mesi. A condizione di non illudersi che sia possibile far saltare il gemellaggio Milano-Tel Aviv standocene nelle piazza che ci assegnano, facendoci sbattere fuori dal palazzo Marino in buon ordine (“se no poi ci identificano o ci arrivano le multe”).
3. Il legalitarismo bieco, l’attenersi alle regole e ai diktat dei borghesi, fino all’accettazione di strumentalizzazioni e sporche operazioni come quella della Brigata genocidio nel corteo del 25 Aprile porta a compromessi e patti che aprono alle peggiori conseguenze.
Stanno circolando comunicati che chiedono di esprimere solidarietà ai vertici nazionali e milanesi dell’Anpi (Pagliarulo e Minelli) per l’attacco della Comunità sionista che li accusa di antisemitismo (anche alcuni nostri compagni sono già stati denunciati per antisemitismo dalla Sezione antiterrorismo della Questura di Milano…).
Bando all’ipocrisia, compagne e compagni! Altro che solidarietà: Pagliarulo e Minelli hanno delle responsabilità. Sono loro che anziché far valere il sentimento preponderante degli iscritti Anpi, degli antifascisti, dei progressisti e dei democratici che pretendono di rappresentare hanno preferito scendere a patti (segreti) con il “diavolo”.
La Brigata genocidio non ha rispettato i patti? Ma davvero Pagliarulo e Minelli hanno dato credito alla macabra creatura che in televisione pretendeva la definizione di bambino? Davvero? Hanno ascoltato e accontentato i desideri del consigliere Nahum che con i suoi amici sionisti si sono presentati in conferenza stampa con un cappio al collo, il simbolo della campagna per la pena di morte ai prigionieri palestinesi, appena approvata dal parlamento israeliano, spacciandolo come manifestazione di solidarietà agli “impiccati iraniani” (come i nazisti travestiti che giustificano la svastica tatuata dicendo che era un simbolo spirituale asiatico!). E ora si stupiscono di cosa?
Pagliarulo e Minelli hanno permesso che il corteo del 25 Aprile ospitasse TUTTO il parterre di sostenitori del genocidio, delle bombe Usa sulle scuole e sugli ospedali. Finanche Forza Italia. Non era mai successo!
E qualcuno si sente in dovere di dare loro pure solidarietà. Dovrebbero dimettersi!
La nostra piena solidarietà va, invece, ai tanti iscritti e dirigenti delle Anpi “dissidenti” che da anni denunciano la deriva dell’Anpi, a quelle centinaia di iscritti e iscritte che hanno firmato una lettera per pretendere che quest’anno dal palco si facessero intervenire le organizzazioni palestinesi, a coloro che erano a bloccare e cacciare lo spezzone sionista il 25 Aprile. A loro rivolgiamo un appello: siete voi i veri antifascisti dell’Anpi di cui dovreste essere alla testa, voi che da anni vi siete battuti per denunciare il falso storico della Brigata ebraica, per ostacolare la presenza delle bandiere della NATO nel corteo nel 2022, per far intervenire i palestinesi dal palco, voi che ogni giorno lavorate sui territori (e lo sappiamo perché spesso siamo fianco a fianco) attualizzando l’antifascismo e costruendo la nuova Resistenza.
È dall’antifascismo popolare che devono emergere i nuovi dirigenti di un’associazione i cui attuali vertici fanno patti segreti con la Brigata genocidio e con il ministero di Piantedosi.
Dopo 22 anni di battaglia, il 25 Aprile 2026 l’antifascismo popolare e l’antisionismo sono riusciti a cacciare Israele.
Una giornata storica che deve infondere fiducia per le mobilitazioni che abbiamo di fronte: il I Maggio, la manifestazione nazionale di Milano per la Nakba del 16 maggio, lo sciopero delle scuole del 7 e quello generale del 29 maggio, la battaglia contro il gemellaggio Milano-Tel Aviv. Tutto mentre la GSF prende il largo e rinnova l’appello a bloccare tutto.
Serve un momento di confronto collettivo sugli insegnamenti della giornata e su come proseguire, forti delle posizioni conquistate.
Di battaglia in battaglia dobbiamo cacciare il governo Meloni e impedire che se ne installi uno delle Larghe Intese (a trazione PD), che sarebbe ugualmente complice e servo dei sionisti e dei guerrafondai. Dobbiamo imporre una nuova governabilità, che parta da ogni azienda, porto e aeroporto, dalle scuole e dai quartieri: blocchiamo tutto per conquistare tutto!
Avanti, verso una nuova liberazione!


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