L’11 aprile a Milano abbiamo partecipato a una grande mobilitazione regionale in difesa della sanità pubblica che ha visto scendere in piazza migliaia di manifestanti. Da vari angoli della Lombardia sono convenuti molteplici organismi e associazioni che da tempo si mobilitano sia sul terreno della denuncia dell’attacco delle lobby della Sanità privata insediate in Regione, sia su quello dell’azione diretta per imporre la soluzione dei problemi che le masse popolari vivono a causa dello smantellamento dei servizi pubblici, della rapina delle conquiste e dei diritti ottenuti con anni di lotte. Alla testa del corteo c’era lo spezzone del Coordinamento regionale degli sportelli contro gli abusi sulle Liste d’Attesa, che conta ormai 74 presidi locali che da anni ottengono vittorie nei loro ricorsi, sostenuti anche con irruzioni nelle sedi sanitarie delle ASST. Via via seguivano associazioni, ancora delegazioni degli sportelli dai territori e delegazioni dei partiti del cosiddetto campo largo e della CGIL, che ha portato in piazza nutriti spezzoni di lavoratori di varie categorie.
Qui alcune interviste che abbiamo raccolto durante la giornata: a Fausto del Coordinamento degli sportelli; al Comitato di salute pubblica di Novate; ad alcune delegate della FP della CGIL Monza e Brianza; a delegati sindacali di SGB Sanità; a Vittorio Agnoletto; a Nicola di Marco, consigliere regionale del M5s.
Abbiamo diffuso centinaia di copie del nostro volantino e interloquito con decine di persone che ci hanno trasmesso l’indignazione per le scelte del governo centrale che sposta fondi dai servizi pubblici al bellico e per quelle del governo regionale, retto dai lobbisti delle cliniche private, che blocca le assunzioni nel comparto per la mancanza di fondi destinando invece milioni per il finanziamento delle varie opere religiose, per la speculazione immobiliare e recentemente quella per le Olimpiadi Milano-Cortina. La giunta Fontana-Bertolaso ha deliberato a settembre per imporre alle strutture pubbliche sanitarie la Super intramoenia: aprire spazi per rispondere alle esigenze dei fondi e fondazioni privati e delle assicurazioni procedendo ulteriormente nella privatizzazione avviata dal pregiudicato Formigoni. Contro questa criminale scelta il Coordinamento degli sportelli ha depositato lettere di diffida in ogni ASST dall’applicarla. Siamo intervenuti per sostenere la mobilitazione, per rilanciarla e impedire nel concreto gli abusi e l’applicazione della Super intramoenia e in generale di tutte le manovre che la Regione mette in campo per favorire i privati ledendo il diritto alla salute. Monitorando i casi in cui ne viene leso il diritto e sviluppando una mobilitazione capillare sui territori, negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie per farlo rispettare in tutti i casi concreti in cui riusciamo ad intervenire.
In questa mobilitazione hanno un ruolo decisivo i lavoratori della sanità, poiché conoscono e operano per il funzionamento del sistema e sono una fonte preziosa di informazioni. Al contempo vivono condizioni di lavoro e reddito sempre peggiori. Per questo è legittimo incentivare e sostenere la loro delazione degli abusi, a tutela degli interessi popolari. Azione che anche gli eletti delle forze politiche che hanno aderito al corteo che devono sostenere, mettendoci la faccia. Non lasciamoli limitarsi alle passerelle al corteo e a dichiarazioni di facciata. La soluzione ai problemi della sanità lombarda non si risolvono con la vittoria del campo largo in sostituzione al centro destra alle prossime elezioni regionali, come è stato detto dal palco finale da un esponente di + Europa. Abbiamo tutti già sperimentato quanto valgono le loro promesse elettorali. Che facciano da subito quello che promettono di fare una volta eletti. Costringiamoli a mettersi al servizio della mobilitazione con ispezioni nelle strutture sanitarie e sui territori, verificare le situazioni dove viene violato il diritto alla salute, sostenere le iniziative dal basso per farlo valere.
Sviluppiamo l’organizzazione sui posti di lavoro e nei territori fino a creare le condizioni per il commissariamento popolare della Sanità lombarda.

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