Il Partito dei Carc-Federazione Lombardia aderisce e invita a partecipare tutti i lavoratori e le lavoratrici allo sciopero generale indetto dai sindacati di base CUB, USI, SI COBAS, ADL Varese, il 29 maggio 2026 contro la guerra, l’aumento delle spese militari e il genocidio in corso in Palestina. A favore della pace per gli investimenti in sanità, scuola e trasporti.
In preparazione allo sciopero abbiamo partecipato alle riunioni organizzative, fatto volantinaggi a Bergamo fuori dalla Brembo a Milano fuori da alcuni depositi ATM e discusso delle motivazioni con i colleghi nei luoghi di lavoro.
Le nostre delegazioni parteciperanno: al corteo di Milano con concentramento alle ore 9,30 in piazza Gaza ex piazza Scala e diretto alla Prefettura; alle iniziative di lotta promosse dal Si Cobas; al presidio indetto a Bergamo alle ore 15,00 all’incrocio di via Borgopalazzo/viale Pirovano promosso dalla Rete Bergamo Palestina.
Oltre ai lavoratori dei sindacati di base saranno presenti diversi organismi quali Global Sumud Flottiglia, Giovani Palestinesi, Associazione Palestinesi d’Italia e Comunità Palestinese, vari Centri Sociali che hanno spinto sulla necessità di indire lo sciopero generale considerato la lotta alla Terza guerra mondiale in corso, la solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese i cui effetti hanno fatto vacillare il governo guerrafondaio Meloni.
Siamo consapevoli delle contraddizioni che questo sciopero ha suscitato per la mancata convergenza e concatenazione con lo sciopero di emergenza indetto da USB, per la sfiducia nei confronti dei lavoratori e, probabilmente, per il timore della repressione dettata dalle decine di denunce arrivate ai compagni del movimento nell’ultimo periodo (blocchi autunno scorso). A questo si aggiunge il timore delle prescrizioni volute dalla Commissione di Garanzia sulla legge 146 che hanno un peso in particolare sulla logistica. Queste problematiche saranno sicuramente da trattare in fase di bilancio, affrontandole in maniera franca e aperta, mettendo al centro l’interesse dei lavoratori e della masse popolari.
Tuttavia siamo convinti che venerdì 29 maggio sarà comunque una giornata di lotta con mobilitazioni e azioni di pressione in tutto il paese da Nord a Sud.
A Napoli anche a fronte degli ultimi licenziamenti è stato annunciato un presidio davanti all’autorità portuale; al porto di Gioia Tauro sono state annunciate azioni diffuse da “Calabria per la Palestina” a seguito del sequestro di diversi carichi illegali di armi diretti verso Israele. A Torino varie organizzazioni operaie tra cui quella di Leonardo Corso Francia hanno steso comunicati ed espresso la loro adesione allo sciopero. Anche alla Leonardo di Venegono (VA) un gruppo di operai legati ad ADL Varese incrocerà le braccia. Alla Magna PT di Modugno (BA) FIOM e USB sciopereranno insieme per l’intera giornata.
La situazione quindi rimane molto favorevole e dobbiamo fare in modo che anche questo sciopero sia un ulteriore tappa per cacciare questo governo a sbarrare la strada ai tentativi delle Larghe Intese di approfittare di questa situazione.
Il governo Meloni infatti è in piena campagna elettorale e dopo le batoste subite con il referendum sulla giustizia e le continue mobilitazioni nelle piazze, sul fronte interno è in balia della guerra fra bande che vede i partiti delle Larghe Intese scontrarsi quotidianamente a suon di dichiarazioni, dimissioni e inchieste giudiziarie, alimentando di fatto il malcontento e la rabbia generale nei confronti del governo.
Lo sbocco necessario per questo movimento è cacciare il governo Meloni e organizzarsi in ogni azienda e quartiere per sostituirlo con un governo partigiano della pace e della Palestina libera, che attui fino in fondo le parti progressiste della Costituzione a partire dall’articolo 11.
Per questo fin dal giorno dopo lo sciopero sarà importante e utile lavorare affinché si promuovano nei luoghi di lavoro e nei territori assemblee di bilancio di queste mobilitazioni, considerando l’avanzare della crisi che si manifesta attraverso lo smantellamento dell’apparato produttivo (BCS, Elettrolux), la riconversione bellica (Leonardo) e gli accordi con l’entità sionista di Israele (gemellaggio Comune di Milano con Tel Aviv, traffico merci dual-use), oltre che l’aggravarsi della Terza guerra mondiale e del genocidio in Palestina.
I lavoratori possono farlo, hanno la forza per farlo!
Si tratta di sfruttare ogni occasione e di mettersi alla testa di questo processo, di questa spinta. Lo sciopero generale di domani 29 maggio, la giornata del 2 giugno e i prossimi appuntamenti sono occasioni per fare passi avanti, concreti e collettivi in questa direzione, per imporre un governo che attua la Costituzione.
Un governo che ha la forza di attuare le misure più urgenti per le masse popolari e che si costruisce a partire dai posti di lavoro, con i blocchi e nella convergenza delle pratiche quotidiane. Agendo e ragionando insieme su questa strada.
Per questo cogliamo l’occasione per invitare a partecipare tutti coloro che intendono intraprendere questo cammino o vogliono approfondire queste tematiche alla Festa della Riscossa Popolare della Lombardia che si terrà a Milano il 6-7 giugno. Una due giorni di lotta e di sana aggregazione sociale.
Nella prima giornata discuteremo sulla necessità di costruire un fronte contro la repressione presso il Parco Lambro, lato via Crescenzago a Milano. In caso di pioggia l’evento si farà nella nostra sede adiacente al parco in via Marazzani 9.
Nella seconda giornata invece dopo un pranzo conviviale e popolare, proietteremo il documentario sulla Flottilla “Dalla terra al mare” insieme alle attiviste della Global Sumud Flottilla, per poi successivamente confrontarsi insieme ad avanguardie di lotta che si battono contro la guerra il traffico di armi e la complicità con l’entità sionista, presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria, in viale Monza 140, a Milano.
Non sono i padroni ad essere forti, è la classe operaia che deve imparare a far valere la propria forza!
P.CARC-Segreteria Federazione Lombardia

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