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Milano. Appello all’equipaggio di terra e di mare: per un 25 Aprile senza sionisti e guerrafondai

Federazione Lombardia - Piemonte by Federazione Lombardia - Piemonte
Aprile 16, 2026
in Federazione Lombardia, Federazione Lombardia, In evidenza
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Nei prossimi giorni salperà anche dal nostro paese la nuova missione della Global Sumud Flotilla, alla vigilia del 25 Aprile, per rompere l’assedio della Striscia di Gaza. Altre partenze, della Freedom Flottilla, sono previste a maggio.

Nonostante la tregua e il cessate il fuoco, avvenuta grazie alle mobilitazioni di solidarietà che in tutto il mondo hanno animato i mesi di settembre e ottobre, il genocidio del popolo palestinese continua. Anzi la situazione si è aggravata in Palestina e nel resto del mondo: dal rapimento illegale del presidente del Venezuela Nicolas Maduro e Cilia Flores, all’inaspirmento dell’embargo a Cuba; all’aggressione alla Repubblica Islamica dell’Iran da parte degli imperialisti USA e dei loro alleati sionisti di Israele che in queste ultime settimane hanno allargato i propri crimini anche al Libano. Senza parlare della legge approvata dalla Knesset che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Per questo il 25 Aprile deve essere una giornata di lotta e solidarietà che da forza e sostegno alle nuove missioni delle Flotille e alla resistenza di tutti i popoli che resistono all’imperialismo e al sionismo.

Che l’equipaggio di terra e di mare delle Flotille apra il corteo del 25 Aprile e lo riempia di bandiere della Palestina, di kefie e di tutte le bandiere della Resistenza, bandiere sorelle di quelle della Liberazione del nostro paese e di quelle dei partigiani che lo hanno liberato.

Negli ultimi mesi mobilitazioni e iniziative grandi e piccole hanno animato i territori del nostro paese contro la guerra, il riarmo e il traffico di armi, la presenza delle basi USA-NATO e contro gli effetti di della crisi.

I promotori di quelle iniziative e di quelle mobilitazioni devono aprire il corteo del 25 Aprile a Milano, capitale della Resistenza, sotto la vela delle Flotille!

Come P.CARC dal 2022 a questa parte ci siamo impegnati per liberare il corteo nazionale del 25 Aprile di Milano dai tanti, troppi, tentativi di strumentalizzazione da parte delle Larghe Intese, nello specifico dei vertici nazionali e locali del polo PD e dai loro cespugli. Strumentalizzazioni tese ad affermare la politica guerrafondaia, favorendo la presenza di corpi estranei che nulla hanno a che fare con i contenuti del 25 Aprile: il sostegno dell’ex segretario provinciale dell’ANPI Cenati e del PD al riarmo in Ucraina, con tanto di appello a scendere in piazza con le bandiere della NATO e accoglienza di bandiere delle varie formazioni neonaziste ucraine come quelle del battaglione Azov e del Pravij Sektor. Ma anche il rinnovato sdoganamento dei sionisti della Brigata Ebraica, sostenitori del genocidio in Palestina.

Inizialmente la nostra azione si è tradotta in contestazioni per lo più “solitarie” alla testa del corteo, in aggiunta a quelle di altri compagni e compagne che in altri punti del percorso hanno fatto lo stesso. Ma da qualche anno la musica è cambiata, perché si è riusciti a costruire un’unità d’azione tra forze che hanno messo al centro l’obiettivo di fare del 25 Aprile non una giornata di strumentalizzazioni ma un momento di lotta, per liberare il corteo dai guerrafondai e dai sionisti e issare le bandiere dei popoli che resistono all’imperialismo USA-NATO. Ed è stato un crescendo: nel 2024 è stata “occupata” piazza Duomo e tutto il corteo ha esposto bandiere palestinesi e kefie, con tanto di blocco della Brigata Ebraica e contestazioni di massa al loro passaggio. Poi l’anno scorso, un nutrito spezzone di realtà solidali con la Resistenza palestinese ha imposto che una delegazione di palestinesi, che poi si è via via ingrossata, fosse alla testa del corteo e soprattutto l’esclusione della Brigata Ebraica che ha dovuto sfilare scortata dalla polizia fuori dal corteo, tra contestazioni e insulti di migliaia di partecipanti alla manifestazione. Una vittoria di tutti, una vittoria importante che va rilanciata, per non tornare indietro, lasciando così spazio a chi in quella manifestazione rappresenta un corpo estraneo e ostile. Uno sfregio alla memoria dei nostri partigiani e della Resistenza!

Il movimento solidale con la Palestina e contro la guerra è forte, a Milano e in tutto il paese. Lo dimostra la recente sospensione del memorandum con Israele imposta al governo Meloni. Così come la rimessa in discussione del gemellaggio Milano-Tel Aviv. Non possiamo chiamarle vittorie, ma sono esempi del fatto che almeno formalmente i complici dei sionisti sono costretti a rimettere in discussione alcune delle loro posizioni.

Il fatto che non ci sia consapevolezza di questa forza è un problema che mina la fiducia nelle nostre forze e ci fa tendere al ribasso, a non assumere la responsabilità di dare ulteriore gambe a quel movimento che nei mesi di settembre e ottobre scorsi ha “bloccato tutto”, mosso da sentimenti di reale solidarietà con il popolo palestinese e soprattutto contro le politiche del governo Meloni e la sua finta opposizione, se non aperta complicità di buona parte del campo largo (vedi sostegno al riarmo in Ucraina o ai sionisti di Israele da parte del PD in particolare).

Questa scarsa consapevolezza alimenta e lascia spazio anche alla paura, stante le misure repressive che il governo Meloni ha messo in campo, proprio per fiaccare il movimento popolare. La paura della repressione è un sentimento che non va negato ed è legittimo, ma non possiamo farci dirigere dalla paura: seguiamo l’esempio di chi sta ripartendo con le Flotille, che nonostante la consapevolezza dei trattamenti che li aspetteranno da parte delle bestie sioniste partono comunque. Possiamo e dobbiamo trattare insieme la paura e la repressione, come una questione collettiva, a partire dal fatto che la repressione è sempre uno strumento a doppio taglio per la classe dominante, possiamo ribaltarla contro chi la promuove con la solidarietà e la lotta.

Infine, sia chiaro, il 25 Aprile non è il corteo del polo PD come molti compagni vanno dicendo con la proposta di cortei alternativi: riprendiamoci quella giornata, quella piazza e quel palco, raccogliamo il testimone che i partigiani ci hanno lasciato e portiamo avanti la loro opera che evidentemente non hanno concluso. Il 25 Aprile è il corteo degli antifascisti, degli antisionisti, degli antimperialisti, di tutti coloro che oggi lottano per porre fine alla barbarie del capitalismo; per una società di reale giustizia, che abbia al centro il lavoro, il diritto all’abitare, ad una sanità gratuita ed efficiente, ad una istruzione di qualità per tutti, all’insegna della solidarietà e autodeterminazione dei popoli.

Che sventolino quindi, dalla testa alla coda del corteo le bandiere della Palestina e di tutti i popoli oppressi e i paesi che resistono all’imperialismo, le bandiere rosse dei partigiani che liberarono l’Italia dal nazifascismo.

Che a guidare il corteo sia l’equipaggio di terra e di mare delle Flotille, tutte quegli antisionisti e antifascisti, comprese le ANPI ribelli, che da anni chiedono che la Brigata Ebraica venga esclusa dal corteo e che sia dato il giusto spazio alle organizzazioni palestinesi, chi ogni giorno lotta e porta avanti la nuova Resistenza, applica quelle parti progressiste della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e non se ne fa solo paladino e difensore a parole. Accompagnati da chi lotta da anni e anche da chi sembra essersi destato solo ora, ma si oppone al sostegno dell’Italia alla colonia terrorista d’Israele, ad esempio a chi promuove la sospensione del gemellaggio Milano-Tel Aviv.

Sotto la vela delle Flotille riprendiamoci il 25 Aprile e facciamone una giornata di lotta per liberarlo dai sionisti e dai guerrafondai!

25 Aprile: appuntamento alle h. 10.30 a Palestro, in direzione San Babila

Prossimi appuntamenti

Corteo “Milano è migrante” – spezzone Palestina, a Piazza Argentina sabato 18 aprile h. 13.30

Assemblea pubblica “per un 25 Aprile partigiano” all’Arci Corvetto, lunedì 20 aprile h. 20

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