Il governo Meloni è alla canna del gas. La vittoria del No al referendum sulla giustizia e il caos sul piano internazionale hanno alimentato le contraddizioni all’interno della maggioranza, ma neanche il campo largo è rimasto immune, tanto che i suoi partiti, primo tra tutti il PD, sono allo sbando.
Al marasma in cui annaspano i partiti delle Larghe intese però si contrappone la combattività di quella parte delle masse popolari che dallo scorso autunno si è sollevata e che ha riversato anche nelle urne referendarie il malcontento verso le loro politiche antipopolari.
È questa stessa parte delle masse popolari che deve organizzarsi per fare del prossimo 25 Aprile una giornata di lotta contro chi oggi affama il paese e si sottomette ai gruppi imperialisti USA e ai sionisti sostenendo i loro crimini.
Una giornata in cui cacciare, dalle piazze dove si celebra la vittoria della Resistenza partigiana sul Nazifascismo il PD che si spaccia per antifascista nelle “feste comandate” mentre solidarizza con gli scimmiottatori del fascismo.
Una giornata in cui impedire le passerelle della Brigata ebraica, portata 20 anni fa nelle piazze dal centro destra, con la complicità del PD, col solo scopo di spingere le masse popolari che partecipano alle iniziative del 25 aprile a sostenere le politiche genocide dello stato di Israele.
La Brigata ebraica infatti viene spacciata come corpo partigiano ed eroica forza della Resistenza. Ma, come spiega bene Alberto Fazolo nel suo pamphlet “La Brigata ebraica. Una storia «controversa», dal 1944 a oggi”, si tratta solo di un falso storico!
La Brigata ebraica non nacque per combattere il nazismo, quanto per gettare le basi del progetto sionista di fondare uno stato d’Israele. Non fu una forza della Resistenza italiana, infatti non si coordinò mai con il CLN, non aderì alla lotta partigiana e arrivò in Italia solo quando la Resistenza armata era già agli sgoccioli. Non salvò nemmeno gli ebrei europei dai campi di sterminio, perché quei campi erano già stati liberati dai sovietici prima ancora che la Brigata entrasse in azione.
Ma non è finita qui, perché ammettere i sionisti della Brigata ebraica e i suoi sostenitori alle mobilitazioni del 25 Aprile vuol dire anche tentare di cancellare il ruolo che il fascismo ha avuto nella nascita dello stato sionista di Israele. Mussolini infatti sostenne l’apertura di una Scuola navale a Civitavecchia che aveva il compito di formare i quadri della futura Marina dello Stato sionista di Israele.
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Che il prossimo 25 aprile diventi una giornata di convergenza per tutte le forze più generose e genuine del paese! Per tutti gli organismi operai e popolari che lottano contro la guerra. Per i Palestinesi e gli ebrei non sionisti. Per tutti gli esponenti più progressisti dell’ANPI, di AVS, della CGIL e del M5S.
Organizziamoci e mobilitiamoci per cacciare dai cortei del 25 aprile la Brigata ebraica, a partire dal PD e tutti gli amici di Israele.
Organizziamoci per conquistare la testa delle mobilitazioni. Irrompiamo nelle piazze dove i sionisti e i complici del genocidio del popolo palestinese proveranno a intestarsi la Resistenza partigiana.
Che questo 25 aprile inoltre sia una giornata di lotta contro la sottomissione del nostro paese agli imperialisti Usa – Nato! Usiamolo per dare la parola ai protagonisti che nel nostro paese lottano contro la guerra e portiamo avanti questa mobilitazione per tutta la settimana Rossa prendendo di mira i consolati Usa, sionisti e le prefetture.
Al grido “blocchiamo tutto”, continuiamo a fare di ogni mobilitazione un altro passo per cacciare il governo guerrafondaio della Meloni e il resto dei partiti delle Larghe Intese che al suo posto poterebbero avanti lo stesso programma.
Organizziamoci per andare a riprenderci le piazze del 25 aprile e proseguire il cammino verso una nuova Liberazione nazionale!






