[Sardegna] Solidarietà ai compagni denunciati a Cagliari. Che il 25 aprile sia una tappa del cammino verso una nuova Liberazione da guerrafondai e sionisti!
Proprio a ridosso del 25 aprile la Camera ha convertito definitivamente in legge il nuovo decreto Sicurezza del governo, varato a febbraio dal Consiglio dei ministri. Un ulteriore tentativo di arginare preventivamente quel fiume in piena che ha riempito le piazze nell’autunno scorso, malgrado le minacce, i ricatti e le precettazioni; quel movimento che ha generato e rafforzato centinaia di organismi operai, popolari e giovanili che tutt’ora sono la parte più sana e attiva della società; quel fiume in piena variegato e partecipato che ha diffuso un “nuovo senso comune” e popolare che si è riversato anche nelle urne del referendum sulla giustizia, mandando un chiaro avviso di sfratto al governo Meloni e ai suoi impresentabili ministri. Quell’insubordinazione popolare di massa brucia e spaventa il Governo Meloni perchè è alla canna del gas, si dimena nel suo ruolo di servo di USA-NATO e sionisti, e ha portato il paese in Terza Guerra Mondiale, tanto quanto gli altri partiti delle Larghe Intese che ne compartiscono la promozione dei programmi di lacrime e sangue per i lavoratori, di riarmo e riconversione bellica del paese.
Il clima repressivo è diffuso certo, anche l’ultimo attacco repressivo al P.Carc punta a creare oggi un allarme terrorismo, un’accusa che cerca di isolare ma ha avuto l’effetto opposto generando un’enorme solidarietà tra i compagni e compagni con cui condividiamo le piazze, le lotte o tra chi, malgrado le divergenze, capisce che ogni attacco a un organismo che lotta è un attacco a tutto il movimento.
La repressione non è una novità, né un nuovo decreto “ci impedirà da oggi in poi di lottare”, è proprio la prova invece che il quando il nemico attacca è perché stiamo facendogli male e mettiamo a nudo le contraddizioni interne alla classe dominante, si arrampicano sugli specchi per nascondere i propri crimini che sono ormai sotto gli occhi di un’ampissima parte delle masse popolari e dei lavoratori.
Siamo nel pieno della Terza Guerra Mondiale e ai nostalgici del ventennio evocare la Resistenza e l’antifascismo fa girare la testa.
Il 25 aprile a Cagliari il Coordinamento Antifascista Cagliaritano condurrà lo spezzone popolare in corteo da Piazza Garibaldi, giustamente ponendosi in mezzo alle masse popolari che parteciperanno al corteo istituzionale. Che anche questa giornata porti alta la bandiera della Resistenza che ha cacciato il fascismo e l’oppressore, oggi abbiamo da continuare quel cammino per andare fino in fondo, cacciare il Governo della guerra e della repressione che affama, avvelena e opprime i lavoratori e le lavoratrici, i giovani, le donne e tutte le masse popolari del nostro paese.
Rinnoviamo anche oggi in vista del corteo del 25 aprile la solidarietà ai compagni e le compagne che portano avanti la nuova Resistenza nel nostro paese, colpiti da repressione a Cagliari già a febbraio, che da sempre muovono un’opposizione legittima e necessaria ai criminali e terroristi guerrafondai dello Stato italiano, di USA-NATO e sionisti, contro i tentativi di riabilitare le passerelle fasciste, per la Palestina, a difesa della sanità pubblica, il diritto a un’istruzione libera dalla militarizzazione, a difesa della propria terra. Tra questi la nostra compagna:
Sono Giulia del Partito dei CARC
-A Cagliari 91 tra compagne e compagni, tra cui anche la sottoscritta, siamo indagati a vario titolo. La procura e la Digos hanno notificato gli avvisi di conclusione indagini a 91 persone indagate per i cortei dei giorni 22 settembre, 3 ottobre e 4 ottobre in solidarietà alla Palestina e contro il genocidio sionista, e per le proteste contro il corteo dei fascisti di Blocco studentesco dello scorso anno.
– Di fatto sono accuse politiche che cercano di colpire i comunisti, le avanguardie di lotta ma anche giovani e lavoratori che, insieme a migliaia di persone, si sono mobilitati contro la violenza sionista verso il popolo palestinese e contro il governo Meloni e affini che cercano di imporre un ordine di guerra, ricatto, miseria e sfruttamento, militarizzazione e distruzione dei territori. Sottomesso e complice dei crimini di USA-Nato e sionisti e contro le prove di fascismo a cui il governo Meloni da spago soffiando sulla guerra tra poveri.
Noi rigettiamo la narrazione tossica di equiparazione di antisionismo ed antisemitismo, e rigettiamo il tentativo di alimentare la guerra tra poveri e dividere il movimento tra “buoni e cattivi”. La repressione non è conseguenza della lotta di classe (non “ce l’andiamo a cercare”) è parte integrante della lotta di classe.
La classe dominante deve darsi i mezzi affinché il movimento comunista e antifascista non si sviluppi perché è un problema per le sue scorribande e i suoi affari. Il fatto che ricorre alla repressione vuol dire che è in difficoltà ed è prova che stiamo colpendo nel segno.
Dobbiamo ribaltare questi attacchi repressivi: nel torto è il governo Meloni e le autorità e istituzioni che collaborano con i sionisti genocidari, con chi uccide in mare i migranti e devasta il paese, il suo tessuto produttivo, il suo ambiente, i diritti sociali conquistati con le lotte di lavoratori e lavoratrici.
– E’ necessario promuovere un’azione unitaria contro la repressione al di là di tessere e appartenenze, dobbiamo promuovere la solidarietà di classe e rivoltare contro il nemico le accuse. Ogni azione che è volta a fermare la guerra mondiale in cui ci trascina il governo Meloni è innanzitutto legittima, al di là delle norme liberticide imposte dalla classe dominante.
– La solidarietà di classe è un’arma, usiamola contro i veri criminali che ci hanno trascinato nella Terza guerra mondiale.
– Ci vogliono arruolati e zitti, ci avranno rivoluzionari!
La lotta di classe non si processa!
La solidarietà è un’arma, usiamola!



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