Esprimiamo massima e incondizionata solidarietà alle compagne e ai compagni del CS Lambretta, ZAM e Gaza Free Style che negli scorsi giorni hanno ricevuto dalla questura di Milano misure cautelari e denunce per la mobilitazione a Milano del 22 settembre 2025.
Misure e denunce che a scopo intimidatorio arrivano a pochi giorni dalla manifestazione nazionale No Kings a Roma del 27-28 marzo e a poche settimane dalle mobilitazioni di aprile. Considerando che per il 25 Aprile sono già in corso le polemiche rispetto alla partecipazione dei sionisti in un corteo in cui sono, di fatto, considerati dalla maggior parte dei partecipanti corpi estranei e che quindi non hanno diritto di presenziare né a Milano né altrove.
Mobilitazioni che, insieme alle tante altre previste, alimentano la cacciata del governo Meloni.
Quella del 22 settembre è stata una giornata di lotta che rispondeva alla chiamata dello sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base e da tutto il sindacalismo di base e, in particolare, alle parole d’ordine del “blocchiamo tutto” lanciate dal CALP di Genova a sostegno della Global Sumud Flotilla. Queste azioni repressive si aggiungono a quelle che hanno inflitto centinaia e centinaia di multe e denunce dal nord al sud del paese per i vari blocchi di ferrovie, porti e tangenziali. Si aggiungono agli arresti di Hannoun Moahmmad e altri solidali e sostenitori della resistenza del popolo Palestinese. Alla condanna di Anan Yaeesh per aver rivendicato il diritto di resistere all’occupazione illegale da parte dello Stato sionista di Israele. Alle notifiche di conclusione di indagini per istigazione all’odio razziale (antisemitismo) effettuate dalla Digos di Milano che stanno arrivando ad alcune compagne e compagni del P.CARC per la manifestazione in solidarietà alla Palestina del 28 settembre 2024 a Milano (video 1, video 2 e video 3). Durante quel corteo, infatti, alcuni compagni e compagne esponevano cartelli di denuncia raffiguranti le facce di alcuni agenti sionisti che operano nel nostro paese e frasi pronunciate da loro stessi che li qualificano come tali. Un chiaro tentativo di reprimere equiparando l’antisionismo all’antisemitismo!
Il movimento di solidarietà con il popolo e la Resistenza palestinese che da due anni e mezzo non si è mai fermato ha avuto un ruolo fondamentale nel denunciare la complicità del governo Meloni con i sionisti e gli imperialisti USA-NATO, che stanno perpetrando un genocidio contro il popolo palestinese. Allo stesso tempo, proprio le mobilitazioni dell’autunno scorso hanno fatto carta straccia dei decreti sicurezza applicando il principio per cui “i diritti si difendono praticandoli”. Per questo hanno fatto tremare il governo Meloni, con i blocchi dei porti, delle stazioni, delle strade.
Operai, lavoratrici, studenti hanno avuto la forza e il coraggio di fare quello che nessun governo ha scelto di fare: dire STOP e fermare, almeno per alcuni giorni, l’invio di armi al governo criminale dei sionisti.
Ciò dimostra che la repressione, i decreti sicurezza approvati in tutta fretta, non hanno sortito l’effetto desiderato né nell’ottobre scorso e nemmeno a seguito del nuovo pacchetto sicurezza approvato a febbraio dopo le mobilitazioni a sostegno di Askatasuna. Solo la settimana scorsa, il movimento “No base né a Coltano né altrove” e tanti altri attivisti, hanno bloccato la stazione di Pisa dove transitavano treni che trasportavano armi.
Non c’è repressione che tenga, perché le mobilitazioni contro la guerra e il governo Meloni sono una lotta giusta e necessaria per non soccombere: per porre fine alla complicità con gli attacchi degli imperialisti USA-NATO, sionisti e dell’UE a danno dei popoli di tutto il mondo come in Palestina, in Iran, in Venezuela. Per porre fine alle conseguenze che ricadono sulla pelle e sulle vite dei lavoratori del nostro paese (la guerra è anche interna!).
Dobbiamo fare della lotta alla repressione un ambito per sviluppare e allargare la mobilitazione, praticando la solidarietà in tutte le forme possibili (iniziative, presidi, manifestazioni, blocchi, casse di resistenza per affrontare le spese legali); per coordinarci e rafforzare il fronte delle forze che si mobilitano contro la guerra e che vogliono farla finita con il governo dei nostalgici dei fascisti e dei guerrafondai, ma anche con qualsiasi altro governo delle larghe intese (a trazione PD). È anche imparando a far fronte alla repressione che tempriamo le nostre forze, rafforziamo il movimento contro la guerra (come il movimento NO TAV ci insegna) e avanziamo.
Cacciare il governo Meloni e le Larghe Intese è il primo passo. Imporre un governo delle masse popolari organizzate che attui le parti progressiste della Costituzione nata dalla Resistenza Partigiana è lo sbocco che oggi serve a dare voce e gambe a tutte le rivendicazioni e lotte, a inceppare la macchina bellica e bloccare la spirale della Terza guerra mondiale.
Non un passo indietro, compagne e compagni! Usiamo le prossime mobilitazioni e iniziative per far sentire tutta la nostra solidarietà ai compagni denunciati, imputati e multati!
Prossimi appuntamenti
– 25 marzo: presentazione della nuova edizione del Manuale di Autodifesa Legale, h. 19 a Milano presso GTA, Via Lelio Basso 7
– 28 marzo: manifestazione nazionale NO KINGS a Roma h. 14 a Piazza della Repubblica
– 31 marzo: presidio in solidarietà a Mattia per le multe del 4 dicembre 2021, h. 10.30 in via Sforza 23 Milano
– 4 aprile: mobilitazioni contro la NATO fuori dalla base militare di Ghedi (BS) e a Milano
– 25 Aprile: fuori i sionisti e i guerrafondai dal corteo di Milano…per una nuova Liberazione!

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