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Flotille verso Gaza

Teresa Noce by Teresa Noce
Febbraio 3, 2026
in Resistenza 2/2026
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A fine 2025 la Global Sumud Flotilla ha annunciato la preparazione, per la prossima primavera, di una nuova spedizione per portare aiuti umanitari a Gaza, forzando il blocco navale imposto dai sionisti.

Una missione più ampia della precedente, con il coinvolgimento di oltre cento imbarcazioni, tremila persone di equipaggio da oltre cento paesi.

L’obiettivo dichiarato è coinvolgere infermieri, medici, docenti e tecnici che, una volta arrivati, si fermino a Gaza per sostenere la popolazione.

Sullo stesso solco della solidarietà e del protagonismo popolare la Freedom Flotilla sta organizzando un ciclo di iniziative denominato “Cento porti – cento città” per valorizzare la solidarietà al popolo palestinese, che non è mai rifluita. Di seguito pubblichiamo l’appello.

***

Non aspettiamo che la storia venga scritta da chi si propone di fare affari cancellando un popolo e appropriandosi di un territorio ridotto a inferno.

Non aspettiamo che il futuro della Striscia di Gaza venga deciso da un gruppo di avvoltoi.

La storia del popolo palestinese la deve scrivere il popolo palestinese. Portiamo la loro storia e le loro voci con noi, nei porti, nelle città, tra la gente.

Freedom Flotilla Italia lancia un tour nazionale di mobilitazione civile: un’imbarcazione navigherà da porto a porto lungo le coste del nostro Paese e un camper viaggerà nelle zone interne, per unire l’Italia in un unico grande corridoio di solidarietà e resistenza politica.

“Non è un viaggio eroico, né un rito simbolico. È un’infrastruttura di lotta popolare per rompere l’assedio del silenzio.”

Informare, mobilitare, agire. Non vuole essere una sfilata, ma un cantiere politico diffuso e permanente che punta a:

* Controinformazione rigorosa: diffondere dati e testimonianze dirette, report, studi e analisi approfondite su Gaza e Cisgiordania, per integrare ciò che passa sui social e sui media tradizionali e specialmente ciò che non passa sui media di regime.

* Pressione istituzionale dal basso: coinvolgere e convincere amministrazioni locali, poli economici e università a interrompere ogni complicità con l’occupazione e l’apartheid praticati dall’entità sionista.

* Rompere il blocco: il nostro obiettivo storico, che continueremo a perseguire con le missioni verso Gaza, ma che vogliamo rafforzare con una maggiore azione politica nei territori e sulle istituzioni, per interrompere l’embargo illegale imposto a Gaza e poter organizzare un efficace corridoio umanitario via mare.

* Promuovere il sostegno alle strutture sanitarie a Gaza.

* Disobbedienza civile per opporsi alla logistica di guerra: porti e interporti non come luoghi neutri di transito merci, ma presidi di responsabilità etica e politica.

* Opposizione alla logica del riarmo: No alla propaganda di guerra nelle scuole. No ai tagli dei servizi e del welfare per alimentare i profitti dei padroni della guerra.

* Radicamento territoriale: trasformare l’indignazione spontanea e la partecipazione episodica in una rete attiva e ben organizzata: una rete di iniziative coordinate nelle Città Solidali e Resistenti. Diffondere tale organizzazione e coordinamento in un numero sempre maggiore di città, per poi allargarsi anche fuori dal Paese Italia.

Perché i porti e le città?

* I Porti sono i nodi dove passano gli interessi economici e le armi. Sono il confine materiale dove l’etica si scontra con il profitto.

* Le Città possono essere cuore pulsante della democrazia. Anche nei comuni più piccoli, la consapevolezza di pochi può allargarsi, farsi contagiosa e diventare la voce di molti.

Il proposito è quello di attraversare coscienze e spazi, per trasformarli in Luoghi Liberati dall’Indifferenza.

Ogni fermata del tour sarà un evento co-progettato con le realtà locali.

* Eventi, mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, talk con testimoni diretti e con esperti.

* Proposta di mozioni ai consigli comunali e provinciali per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per l’adesione alle campagne di boicottaggio.

* Sessioni pratiche su come avviare campagne Bds (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) nel proprio territorio.

* Incontri dedicati alle nuove generazioni per decolonizzare l’immaginario e la narrazione sul Medio Oriente.

Il tour sarà il megafono di battaglie urgenti e concrete.

* Sostegno diretto all’ospedale Al-Awda di Gaza, simbolo di resilienza medica sotto le bombe.

* Campagna per Marwan Barghouti, il Dr. Hussam Abu Safiya e tutti i detenuti politici palestinesi. Campagna per la liberazione di tutti i detenuti politici in Italia.

* Campagna per il riconoscimento pieno dello Stato di Palestina. Stop al genocidio. Stop all’occupazione.

* Promozione del boicottaggio etico come strumento non violento di pressione economica.

* Chiederemo alle città che toccheremo di gemellarsi con delle città di Gaza o Cisgiordania. Chiederemo alle scuole di gemellarsi con delle scuole di pari grado in Palestina.

Questo tour si propone di coinvolgere chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte. È la risposta / proposta a chi in questi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, ha chiesto: “Cosa posso fare io, in prima persona?”

Ti proponiamo di:

Organizzare, assieme a un gruppo locale, l’arrivo e la permanenza del camper e/o della barca nella tua città per 3-4 giorni. Con il tuo gruppo, e insieme a noi, organizza eventi, incontri, dibattiti, proiezioni, presentazione di libri.

Coinvolgi scuole, università, sindacati, associazioni, gruppi e collettivi locali.

Contatta, condividi, diffondi i materiali e partecipa alle azioni di pressione sulle istituzioni.

Contattaci per organizzare una tappa nel tuo territorio o per proporti in uno dei ruoli disponibili.

Per informazioni e adesioni:

[email protected]

oppure

[email protected]

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Tags: Movimenti
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