Da qualche mese nel nostro paese è in corso il dibattito sul “ritorno alla leva”. Dibattito alimentato da Salvini, che da tempo propone la leva obbligatoria di sei mesi, e rilanciato dalla proposta del Ministro della Difesa Crosetto di una leva volontaria per un supporto logistico, organizzativo e assistenziale all’esercito.
Che si tratti di un tentativo effettivo di legare i giovani alle loro istituzioni, di intrupparli al loro servizio, o che si tratti di uno spauracchio per alimentare un clima di tensione nel paese, il governo Meloni non perde occasione per alimentare la tendenza alla guerra. In risposta a questa l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha pubblicato una lettera rivolta agli studenti e alle organizzazioni giovanili.
Una lettera in cui si pone come centro promotore del dibattito sul tema del ritorno alla leva e nella quale fa appello a costruire momenti di formazione e discussione in ogni città in cui ci siano studenti disponibili a farlo. L’Osservatorio si pone nell’ottica di avanzare nella costruzione di un fronte unito tra studenti, insegnanti e personale scolastico contro l’avanzare della Terza guerra mondiale e il governo Meloni.
Fronte che deve allargarsi a comprendere tutte le principali organizzazioni che oggi sono promotrici della lotta contro la guerra e la militarizzazione del paese, contro l’economia di guerra e per la difesa di posti di lavoro, di servizi e diritti. Un Comitato di liberazione nazionale che si assuma la responsabilità di legare le principali mobilitazioni popolari con l’obiettivo di dare seguito alla necessità di liberarsi del governo Meloni, sostituendolo con un governo partigiano della pace e della Palestina.
Anche gli studenti possono e devono contribuire al processo di costruzione di un simile organismo. Possono avere un ruolo di prim’ordine nel farlo, come hanno dimostrato più volte nella storia del paese. Cominciare a farlo vuol dire riempire di contenuto la parola d’ordine del “NO alla scuola dei padroni” e quindi ribaltare le condizioni per cui i padroni, i guerrafondai, gli speculatori e i sostenitori del genocidio in Palestina usano le scuole e le università per i loro interessi.
Sono gli organismi operai e popolari che devono usare la scuola e l’università per i propri interessi, a partire dal fatto che l’istruzione deve essere uno dei motori della formazione e dell’emancipazione di tutte le masse popolari.
***
Agli studenti e alle studentesse
Alle organizzazioni studentesche
Alle organizzazioni giovanili
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio.
Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese.
Crediamo che occorra sin da subito affrontare con decisione e lucidità la questione del ritorno della leva e crediamo anche che questa campagna debba essere portata avanti non solo dal movimento pacifista e antimilitarista presente nel Paese, ma soprattutto debba essere assunta dai/dalle giovani.
Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi.
Ci auguriamo che la nostra proposta sia accolta e aspettiamo eventuali vostre disponibilità.
Per contattarci scrivere a [email protected].
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università






