giovedì, Giugno 4, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Cosa rimane dello sciopero del 12 dicembre?

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Dicembre 18, 2025
in In breve
A A
0
0
SHARES
210
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Il 12 dicembre si è tenuto lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private indetto dalla CGIL per l’intera giornata contro la manovra finanziaria presentata dal Governo Meloni per il 2026. Manovra giudicata dal sindacato “ingiusta e dannosa” per salari, pensioni, servizi pubblici e condizioni lavorative.

Secondo i dati diffusi dalla CGIL stessa, l’adesione allo sciopero ha raggiunto una quota media nazionale di circa il 68% dei lavoratori coinvolti nei diversi settori. La CGIL ha, inoltre, stimato che oltre mezzo milione di persone hanno partecipato alle oltre cinquanta manifestazioni e cortei organizzati in piazze e vie delle principali città italiane.

I numeri confermano che la partecipazione è stata bassa perché Landini ha traccheggiato sulla natura politica che lo sciopero aveva. I vertici della CGIL sono stati più attenti a parare i colpi da destra che a spingere fino in fondo sullo sciopero politico per cacciare il governo, una spinta coerente con l’ostilità al governo Meloni che si è diffusa su ampia scala negli ultimi mesi.

Una spinta ben espressa dai lavoratori a Firenze, dove Landini si è trovato sotto il palco lo striscione “mai più scioperi separati”. Confermata dal fatto che la mancata unità con i sindacati di base e la decisione di non “politicizzare” lo sciopero ha portato decine di migliaia di lavoratori a non scioperare e non scendere in piazza.

La tendenza a togliere la motivazione politica ha reso difficile a Landini anche semplicemente dire alla stampa che quello del 12 dicembre era uno sciopero politico. Un tentativo claudicante di tenere insieme capre e cavoli che sta spaccando le stesse organizzazioni sindacali – CGIL in testa – perché il tempo di chiedere è finito e bisogna imporre le conquiste. Con la lotta.

Questi i risultati che derivano da quella tendenza incarnata da Landini e dai vertici CGIL di riportare nei riti e consuetudini sindacali la spinta alla mobilitazione che i lavoratori e le lavoratrici di questo paese avevano dimostrato solo poche settimane fa.

Ma non si è trattato solo di un “traccheggiamento”. La Cgil ha fatto uno sciopero rituale con manifestazioni rituali, al punto da decidere di isolare i metalmeccanici per paura di non riuscire a controllarli e gestirli perché giustamente incazzati per la firma di un CCNL schifoso dopo 40 ore di sciopero. A Milano è stato addirittura vietato ai metalmeccanici di scendere in piazza con spezzoni di fabbrica.

Una lotta, quella per il CCNL dei metalmeccanici, in cui la Fiom non ha usato le forme di lotta usate del movimento popolare in solidarietà alla Palestina sintetizzate nella parola d’ordine “blocchiamo tutto”.

Eppure è stato evidente che quei metodi pagano, anche nella mobilitazione per il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici. A giugno, dopo l’occupazione della tangenziale di Bologna, il tavolo di trattativa che era fermo da settimane fu riaperto di fretta e furia.

È stato evidente anche a Genova dove gli operai dell’ex Ilva hanno bloccato la città e hanno imposto il tavolo al Mise, hanno fatto muovere il sedere a sindaca, presidente di Regione, parlamentari e governo per trovare una soluzione.

Lo sciopero è e rimane la principale arma dei lavoratori nella difesa dei diritti che rimangono e nella conquista di nuovi. Ma è un’arma che non può essere sciolta e liquidata nel rivendicazionismo. Lo sciopero deve essere politico. Il sindacato deve occuparsi di politica.

Gli ultimi mesi hanno dimostrato che le forze popolari, sindacali, politiche e sociali che hanno promosso il 22 settembre, il 3 e il 4 ottobre sono già in grado di mobilitare, direttamente o indirettamente una parte importante delle masse popolari, comprese quelle non ancora organizzate.

Hanno dimostrato che le stesse forze sono d’accordo che il governo Meloni è un governo inaccettabile e addirittura anche illegittimo. È un governo di vendipatria, servo degli imperialisti USA, complice dei sionisti di Israele e compare degli imperialisti UE, come e più dei governi delle Larghe Intese che lo hanno preceduto. Ha esteso la violazione e l’aggiramento della Costituzione del 1948 che ufficialmente è ancora vigente dato che nessun governo della Repubblica Pontificia pur violandola ha finora osato proporne l’abolizione.

Ma hanno dimostrato anche che per cambiare il corso delle cose bisogna che il governo del paese sia in mano a chi vuole cambiarlo, a chi vuole cambiare tutto. Opporsi è necessario, ma non basta.

Questo movimento deve avere una prospettiva. Occorre indicare, promuovere, preparare e organizzare una via d’uscita dal marasma della crisi, della guerra e della miseria, favorevole alle masse popolari. Occorre un blocco politico e sociale che nega ogni legittimità al governo Meloni, organizza e mobilita i lavoratori e le masse popolari a sostituirlo con un governo che attua la Costituzione del 1948 e a questo fine le mobilita senza tregua fino alla vittoria.

Sembra difficile, ma in verità è molto semplice perché i lavoratori delusi e schifati dalla politica sindacale che ripongono le proprie energie e il proprio attivismo in altri ambiti sono tantissimi. Sono loro il collegamento con le tante mobilitazioni già in corso contro lo stesso nemico: il governo Meloni.

L’abbiamo già fatto con le manifestazioni combattive per lo sciopero del 3 ottobre e il principio di fondo è dare continuità ai metodi di lotta che a settembre e ottobre si sono dispiegati ovunque. Non vuol dire per forza “bloccare tutto”, vuol dire impedire che il bon ton sindacale diventi il becchino dei diritti e delle conquiste dei lavoratori e delle masse popolari!

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Brescia] Il proletariato contro la terza guerra mondiale

Next Post

Intervista all’Assemblea Precaria di Genova 

Related Posts

[Massa Carrara] Solidarietà alle compagne e ai compagni colpite/i dalla repressione! Rispondiamo in maniera unitaria con la solidarietà e con la lotta!
In breve

Per un bilancio degli scioperi di maggio e l’unità sindacale

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 3, 2026
0

...

Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026
Federazione Campania

Dal dibattito “io parteggio” del 23 maggio nella Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Giugno 3, 2026
0

...

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Le chat di Fratelli d’Italia e l’uso dell’antisemitismo selettivo 

Giugno 1, 2026
2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione

2 giugno per un’Italia partigiana della Costituzione

Maggio 29, 2026
Dal dibattito “Fermare la Terza guerra mondiale. Che fare?” – Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Dal dibattito “Fermare la Terza guerra mondiale. Che fare?” – Festa della Riscossa Popolare Campania 2026

Maggio 28, 2026
A 52 anni dalla strage di Piazza della Loggia e il carattere eversivo della borghesia (da ieri a oggi…)

A 52 anni dalla strage di Piazza della Loggia e il carattere eversivo della borghesia (da ieri a oggi…)

Maggio 29, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d