Iniziativa della campagna “L’ora della riscossa popolare è ora!” organizzata dalla sezione di Brescia del P.Carc.
Il 22 novembre 2025 si è svolta l’iniziativa della campagna “L’ora della Riscossa Popolare è ora!” , organizzata dalla sezione di Brescia del P.Carc presso il Centro Sociale 28 Maggio di Rovato (BS).
Il dibattito, intitolato “Il proletariato contro la terza guerra mondiale – verso gli scioperi generali del 28 novembre e del 12 dicembre”, ha visto la partecipazione di circa 30 fra compagne e compagni.
Oltre a Cristian Bodei, segretario della sezione bresciana del P.Carc, sono intervenuti Sara Girelli del gruppo “Docenti per Gaza”; Luigi Borrelli, lavoratore e delegato Usb all’aeroporto di Montichiari (BS); Nicola Zanotti di Extiction Rebellion; Emanuele Lepore del Coordinamento Nazionale No Nato (Cnnn).
A seguire ci sono stati gli interventi di altri compagni e compagne attivi su vari fronti della lotta di classe sul nostro territorio: un operaio della Imp Pasotti di Pompiano (BS); un compagno del Centro Sociale 28 Maggio, che ci ospitava e che è attivo sul fronte della lotta alla Nato e aderente al Cnnn; esponenti del sindacato Usb, di Potere al Popolo, di Multipopolare, dell’opposizione interna Cgil, del Pci; compagni in prima linea nella lotta contro gli omicidi sui posti di lavoro.
Volevamo mettere in luce che nel nostro paese esiste un movimento oggettivo che necessita di darsi un obiettivo politico unitario. Sia fra i relatori che nel pubblico presente, c’erano soggetti e forze politiche che potenzialmente possono rappresentare alcuni nodi locali di quel fronte antigovernativo che può sviluppare le potenzialità di mobilitazione emerse soprattutto a settembre e ottobre. La situazione del paese lo richiede.
La crisi è arrivata a un punto tale che si fa sempre più concreta, anche nei paesi imperialisti come il nostro, la sua sintesi e il suo inevitabile approdo: la guerra.
A fronte di questo anche la mobilitazione popolare ha fatto passi avanti. Gli scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre, così come la manifestazione del 4 ottobre, dimostrano che se viene promossa una linea di lotta coerente con le loro aspirazioni, le masse popolari rispondono.
Questo salto è stato possibile per il ruolo assunto dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) di Genova: quando la classe operaia si mette alla sua testa è in grado di far avanzare ed elevare la combattività di tutto il movimento popolare.
Si è parlato della questione di come debbano essere i lavoratori organizzati a dettare la linea alle dirigenze sindacali; di quanto sia fondamentale liberare l’Italia dal giogo dalla Nato; di come la guerra interna che esiste nel nostro paese (pensiamo agli omicidi sul lavoro, alle morti per malasanità, per l’inquinamento, per la depressione ecc.) è acuita dalla tendenza alla guerra esterna.

Discutendo dei due scioperi generali separati del 28 novembre e del 12 dicembre, si è parlato di come trasformare un passo indietro sul piano dell’unità dei rappresentanti dei lavoratori in forza, rendendo le due date concatenate e unite nella parola d’ordine di cacciare il governo Meloni. Quello che va imposto è un governo partigiano della pace e che attui le misure necessarie alla vita delle masse popolari.
La vasta partecipazione che abbiamo visto in solidarietà con la lotta del popolo palestinese mostra uno scontento diffuso nel paese che necessita di questa prospettiva di cambiamento.
Il lavoro per dare un carattere unitario ai due scioperi generali non ha dato i frutti sperati. Ciò dimostra la necessità di proseguire sulla strada del confronto e del dibattito aperto e senza autocensure.
La convergenza non è un’esigenza del P.Carc, è un esigenza del movimento oggettivo. Ragionarci insieme è una strada da percorrere. Lo conferma la ricca, attiva e plurale partecipazione a questo dibattito.

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