Rilanciamo qui di seguito l’intervista a un compagno del Collettivo del liceo Einstein raccolta in occasione della mobilitazione contro la militarizzazione di scuole e Università del 4 novembre sotto l’Ufficio scolastico regionale.
Sull’attacco repressivo subito dagli studenti, riportiamo un passaggio del nostro comunicato Giù le mani dagli studenti. Dieci, cento, mille occupazioni per cacciare il governo Meloni!
“A Torino gli studenti del liceo Einstein hanno occupato la scuola tenendo fuori preside e insegnanti a seguito di un fatto molto grave. Per contestare un volantinaggio organizzato da una forza neofascista (e quindi anticostituzionale) uno studente sedicenne della scuola è stato trattato come un delinquente, ammanettato e portato in Questura. Dopo un presidio, un corteo che ha sanzionato la sede del Fuan e di Fratelli d’Italia e dopo una lettera di polemica dei genitori contro il preside dell’istituto i giovani hanno deciso di procedere con l’occupazione: «Oggi occupiamo in attesa di una forte condanna di quanto successo da parte della nostra presidenza. Ci scusiamo se per qualche giorno le lezioni saranno interrotte, ma per noi oggi è importante che gli studenti e le studentesse conquistino il potere di intraprendere iniziative politiche forti nel momento in cui le condizioni di vita vanno verso una miseria umana utile a creare automi per le guerre e per il profitto». Nella lettera i genitori scrivevano: «Nessuno ha provato a mediare, a proteggere e a evitare che una scena così violenta e umiliante si consumasse davanti agli occhi di tutte le studentesse e degli studenti, lasciati soli. Denunciamo pubblicamente la gravità di questo episodio, il silenzio che lo ha accompagnato e la mancanza di tutela nei confronti di tutte le studentesse e di tutti gli studenti, molti dei quali ancora minorenni»”.
Il movimento di resistenza di tutta Italia ha il compito di sostenere il movimento studentesco contro ogni attacco. Tutto il movimento popolare, a partire dalla classe operaia, ha il compito di mobilitarsi nella vigilanza e nella protezione degli studenti.
Questo renderà questi attacchi anche l’occasione per organizzarsi di più e meglio, per unire le forze e ricacciare indietro gli scimmiottatori degli squadristi ma anche tutti i tentativi di dividere il movimento studentesco in buoni e cattivi criminalizzando i giovani che si stanno mobilitando con forza, coraggio e intelligenza. Giù le mani dagli studenti!
Dieci, cento, mille occupazioni verso lo sciopero studentesco del 14 novembre: che sia un fiume in piena contro il governo Meloni!

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