Ieri, 27 ottobre, abbiamo partecipato all’assemblea “Una sana disobbedienza”, convocata dal Collettivo di Fabbrica – Lavoratori GKN al Teatro Puccini di Firenze. Un’incredibile partecipazione che conferma la vitalità di questa lotta, il suo enorme potenziale e il ruolo centrale della classe operaia. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di intervenire, ma se l’avessimo avuta, avremmo portato il messaggio che segue.
Avanti con la lotta!
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La lotta continua: dopo il 18 ottobre, la determinazione del movimento operaio per una fabbrica pubblica e sostenibile
Con la manifestazione del 18 ottobre, culminata con l’irruzione all’aeroporto di Firenze, abbiamo voluto ribadire la nostra determinazione nel sostenere una lotta giusta e necessaria: quella per una fabbrica pubblica, sostenibile e socialmente integrata nel territorio. Quella giornata è stata il frutto di un impegno collettivo. Eravamo presenti, la rivendichiamo e ci assumiamo ogni possibile conseguenza. Nessuno sarà lasciato solo di fronte alla repressione. Chiediamo a chi non ha ancora preso posizione pubblicamente di solidarizzare e sostenere la legittimità di quanto fatto, e di adoperarsi fin da ora per costruire la rete di solidarietà necessaria qualora qualcuno venisse colpito dalla repressione.
Un segnale al movimento nazionale
Le azioni del 18 ottobre hanno mandato un segnale forte al movimento popolare nazionale, almeno per due motivi.
Primo: dopo il “blocchiamo tutto” del CALP di Genova, ancora una volta è un gruppo operaio che trascina il resto del movimento popolare a mettere in campo azioni decise su un tema che riguarda la nostra vita qui e ora: avere un lavoro utile e dignitoso e lottare per questo “senza se e senza ma”, così come lottiamo senza se e senza ma per e con la Palestina.
Secondo: non esistono “buoni e cattivi” di fronte alla rabbia operaia e popolare. Tutti siamo complici e solidali. Dobbiamo ringraziare il Collettivo di Fabbrica GKN, che in quella giornata è stato netto, chiaro e senza esitazioni.
Una lotta che afferma autonomia e dignità di classe
Le azioni del 18 ottobre sono la naturale prosecuzione delle mobilitazioni iniziate nel 2021. Con la scrittura di leggi o con azioni come l’occupazione di un aeroporto, affermiamo la nostra autonomia come classe e la nostra agibilità al di fuori dei vincoli imposti da sistema, questure, tribunali e decreti sicurezza.
Abbiamo colpito gli interessi di Marco Carrai – presidente della Fondazione Meyer, di Toscana Aeroporti e delle Acciaierie di Piombino – che fa affari con i padroni ucraini delle ex acciaierie di Mariupol. Un sionista e un padrone che ha tutto da guadagnare dal fallimento dell’esempio GKN e che mira a trasformare il tessuto industriale toscano in funzione della guerra, del riarmo e del genocidio.
È quindi evidente che la lotta della GKN è strettamente legata a quella per rimuovere Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer, così come alla lotta contro il riarmo e contro la presenza di un comando NATO a Firenze.
Costruire rapporti di forza nel mondo del lavoro
Dal 2021 lo diciamo chiaramente: la lotta dei lavoratori ex GKN dimostra che l’aspetto strategico di ogni conflitto sociale è costruire rapporti di forza nel mondo del lavoro. È lì che si decide cosa, come e per chi produrre.
Questi rapporti si ribaltano solo costruendo collettivi di fabbrica come quello della GKN, almeno nelle principali aziende del territorio.
La battaglia GKN è il porto in cui approdare, perché l’affermazione del progetto di fabbrica pubblica e socialmente integrata significa una gestione alternativa di una parte della produzione toscana. Ed è proprio questo che i signori speculatori, guerrafondai e sionisti vogliono evitare a tutti i costi. Questo sistema ha un nome e un volto: il Partito Democratico, volto politico di un potere che governa la Toscana dal dopoguerra.
Un sistema che interviene sempre allo stesso modo, con la sua rete pervasiva di cooperative, associazioni, circoli e leghe, che tentano di fagocitare le lotte, normalizzare il conflitto e rinchiuderlo nei limiti della compatibilità.
Tavolo dopo tavolo, riunione dopo riunione, finiscono per logorarti dentro.
E’ giusto che i lavoratori esplorino tutte le strade possibili per difendere i propri diritti, ma alle forze politiche spetta il compito di stare sul pezzo: cacciare il PD dal governo della Toscana e costruire un’alternativa politica, con o senza elezioni. Questa giunta regionale è nata praticamente senza il consenso delle urne e contro le piazze: che legittimità ha?
Se non cambiamo la direzione politica dei territori, non ci sarà mai un cambiamento nel modello produttivo, questo è chiaro.
Per questo le organizzazioni politiche devono garantire che i lavoratori possano condurre la propria lotta nelle condizioni migliori per poterla fino alla vittoria.
Cosa fare adesso
- Sostenere la lotta dei lavoratori GKN, spingendo perché si vadano a prendere tutto ciò che serve per dare gambe al progetto, senza delegare nulla alle istituzioni.
- Collegare le lotte locali: la battaglia contro il comando NATO a Rovezzano non può procedere separata da quella della GKN. Noi ci facciamo ponte tra queste due lotte.
- Costruire lo sciopero del 28 novembre nei luoghi di lavoro, rendendolo un’altra giornata di lotta e di blocco del Paese.
- Costruire collettivi di fabbrica in ogni luogo di lavoro. Dopo quattro anni la GKN è ancora qui perché un Collettivo di Fabbrica non ha delegato a nessuno il proprio destino. Se fosse dipeso da sindacati, forze politiche o istituzioni, la GKN sarebbe già un ricordo lontano.
Compagni, non abbiamo scelta: dobbiamo vincere!

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