Dallo sciopero del 22 settembre alla manifestazione nazionale a Roma del 4 ottobre, i lavoratori organizzati e le masse popolari organizzate hanno dato una dimostrazione della loro forza. Siamo milioni. La nostra forza è il numero. Dobbiamo organizzarci per farla valere e dare al movimento popolare uno sbocco all’altezza delle sue potenzialità: cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare. Un governo partigiano della pace e della Palestina libera che agisce attuando la Costituzione del 1948.
Fra settembre e ottobre, a milioni siamo scesi nelle piazze in solidarietà con il popolo palestinese, in sostegno della Global Sumud Flotilla e contro la complicità del governo Meloni con il genocidio perpetrato dai sionisti di Israele.
Un movimento enorme che ha bloccato i porti, le stazioni, le autostrade e le tangenziali, occupato le scuole e le università, fatto saltare leggi antisciopero e zone rosse. Un movimento che si è manifestato in tante case e in tante attività commerciali con i colori della Palestina che sventolavano dai balconi e campeggiavano sulle vetrine dei negozi. Un movimento come non se ne vedevano da decenni che ha chiamato il governo Meloni in causa e l’ha messo all’angolo.
Quel movimento non si deve fermare, deve continuare, proseguire e svilupparsi.
Perché in Palestina non c’è la pace, ma una tregua che i criminali sionisti stanno sistematicamente violando da quando è entrata in vigore, e non è finita l’occupazione.
Perché il governo Meloni e le istituzioni italiane continuano a collaborare con lo Stato terrorista d’Israele in mille forme: dalla fornitura di armi agli accordi economici e accademici.
Perché il governo Meloni continua a trascinare l’Italia nella Terza guerra mondiale al carro degli Usa, della Nato e della Ue contro la volontà e gli interessi delle masse popolari.
Perché il governo Meloni aggrava la guerra contro le masse popolari italiane per arricchire capitalisti, banchieri, grandi monopoli della finanza, alimenta il razzismo e la guerra fra poveri per dividere le masse popolari, usa la repressione per spaventarle, racconta balle per confondere le idee.
Perché il Pd e i suoi cespugli sono parte del problema, non la soluzione. L’alternativa al governo Meloni va costruita e imposta dal basso.
Organizzarsi!
– Sul posto di lavoro incontrarsi con colleghi e colleghe che hanno partecipato alle mobilitazioni delle scorse settimane, che sono solidali con il popolo palestinese, scontenti del governo Meloni, preoccupati di come vanno le cose: creare in ogni azienda un nucleo, anche piccolo, di lavoratori che iniziano a ragionare, decidere e agire insieme.
– Nelle scuole e nelle università aderire agli organismi studenteschi, mantenere alto il livello di mobilitazione e collegarsi con i professori e con il personale amministrativo: il mondo della scuola si è mobilitato in massa e quella mobilitazione va coltivata e sviluppata.
– In ogni città e in molti quartieri ci sono organismi e gruppi di coordinamento: partecipare, contribuire al loro sviluppo, al loro legame con i lavoratori, con gli studenti e con il resto della popolazione.
Il P.CARC sostiene tutti coloro che vogliono organizzarsi e rafforzare l’organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari. Dopo aver manifestato, vuoi attivarti sul posto di lavoro, a scuola, in università o nelle reti sociali? Contattaci: ragioniamo insieme su come organizzarsi, affrontare problemi e difficoltà, valorizzare tutte le possibilità per dare continuità e sviluppo al movimento popolare.
Per cambiare il nostro paese c’è bisogno del tuo contributo: il tuo contributo è prezioso!







