Dalla resistenza al contrattacco
Per una nuova Liberazione
Aldo dice (ancora) 26X1
Cacciare ora il governo Meloni e sostituirlo con un governo che attua la Costituzione
Il governo Meloni è entrato in una fase di crisi terminale e degenerativa. Solo sette mesi fa, con la parola d’ordine “blocchiamo tutto”, il movimento in solidarietà al popolo palestinese lo ha fatto vacillare: le autorità e le istituzioni del potere costituito, per alcune settimane, hanno avuto meno autorevolezza delle assemblee popolari.
Quella mobilitazione ha perso slancio da sola, non è stata spezzata dalla repressione. La repressione, cioè la rappresaglia, è iniziata dopo (ed è ancora in corso): decine di inchieste con centinaia di coinvolti (multe, processi, misure cautelari, fogli di via) per il “blocchiamo tutto”.
Nel frattempo il governo ha solo aggravato il coinvolgimento dell’Italia nella complicità con il genocidio del popolo palestinese e nell’aggressione alla Repubblica Islamica dell’Iran, al Venezuela bolivariano e a Cuba.
L’Italia è diventata, più di quanto già non fosse, retroterra della Terza guerra mondiale promossa dagli imperialisti Usa e dai sionisti. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
Le prossime settimane saranno il contesto di un nuovo salto della mobilitazione popolare. Facciamo ovviamente riferimento alla partenza della Global Sumud Flotilla.
Saranno settimane simili a quelle di settembre e ottobre 2025, ma per alcuni motivi saranno anche diverse perché in sette mesi le condizioni generali della lotta di classe si sono sviluppate.
A settembre e ottobre il governo Meloni ostentava una forza che non aveva, ma nel corso dei mesi (anche a seguito dell’esito del referendum del 22 e 23 marzo) è ben più debole e precario e la parola d’ordine di cacciarlo si è fatta strada fra le masse popolari.
A settembre e ottobre il grado di coordinamento fra gli organismi operai e popolari era (relativamente) poco sviluppato, ma proprio quelle mobilitazioni hanno contribuito a far nascere una miriade di organismi – nelle aziende private, in quelle pubbliche, nelle scuole, ecc. – a moltiplicare e a rendere più capillare e solido il loro coordinamento.
Una consistente parte di masse popolari si sta sollevando. Lo ha fatto nelle piazze, con le mobilitazioni di settembre e ottobre e con quelle dei mesi successivi, e lo ha fatto anche nelle urne referendarie.
Lo fa quotidianamente organizzandosi nei luoghi di lavoro e nelle scuole, nei quartieri delle metropoli e nei paesi di provincia, lo fa costruendo coordinamenti e reti sociali. Procede ancora in ordine sparso, fronteggia in ordine ancora sparso la repressione, ma si solleva e cova il contrattacco dopo decenni di resistenza.
Bloccare tutto, ancora, per assediare il governo Meloni fino a cacciarlo. Non c’è alcuna necessità o opportunità di aspettare le elezioni del 2027.
Il governo Meloni va cacciato adesso perché ogni temporeggiamento è un regalo che Giorgia Meloni e la sua cricca, i suoi padrini e i suoi mandanti non meritano; è un margine di iniziativa e di manovra che si traduce in maggiore repressione e maggiore criminalizzazione, maggiore coinvolgimento dell’Italia nei crimini degli imperialisti Usa, dei sionisti e della Ue.
Se al grido di “blocchiamo tutto” – come è stato fatto a settembre e ottobre – occupando le piazze, i porti, le stazioni, le autostrade, le tangenziali, il movimento popolare impone la cacciata del governo Meloni, il governo Meloni cade subito.
Se con la mobilitazione le masse popolari si oppongono all’installazione di un governo di qualche funzionario del capitale al posto del governo Meloni, Mattarella può cercare tutti i conigli che vuole nel suo cilindro, ma il governo tecnico non ci sarà perché il paese è ingovernabile (cioè le autorità e le istituzioni del potere costituito hanno meno autorevolezza e meno controllo della situazione delle assemblee popolari).
Tutti quelli che si stanno chiedendo quale potrebbe essere l’alternativa al governo Meloni è bene che inizino a confrontarsi, tutti insieme, sui nomi dei ministri del governo di emergenza che deve sostituire il governo Meloni. Poi, dopo aver cacciato il governo Meloni, penseremo anche alle elezioni: saranno utili a dare una maggioranza parlamentare al governo che viene dal “blocchiamo tutto” e ha il mandato popolare di attuare le parti progressiste della Costituzione.
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