Tutte le argomentazioni per il Sì al referendum sono menzogne. La riforma della giustizia di Nordio e Meloni non riguarda principalmente la “separazione delle carriere”, non velocizza i processi, non garantisce affatto una “giustizia più giusta” e, soprattutto, una magistratura meno asservita ai poteri forti.
Anche tutta la propaganda del polo Pd delle Larghe Intese per il No alla riforma è della stessa sostanza di quella per il Sì, ovvero un imbroglio.
È del tutto falso che respingere la riforma è la strada per “una giustizia più giusta” (e già che usino gli stessi argomenti dei promotori del Sì dovrebbe insospettire!), a partire dal fatto che il mantenimento del sistema giudiziario vigente è la negazione stessa della giustizia.
Non è affatto vero che respingere la riforma è un modo per “difendere la Costituzione”, soprattutto se a dirlo sono quelli che hanno contribuito a violarla ed eluderla in tutti i modi e in ogni contesto, a svuotarla di significato. Non ricorderemo qui le mille picconate che i governi del Pd hanno dato alla Costituzione, le mille collaborazioni con gli eversori avvolti nella bandiera della Ue o degli Usa; non ricordiamo qui i contributi alla svendita e allo smantellamento delle aziende pubbliche (industria, elettricità, telefonia, trasporti) e dei servizi pubblici (sanità, scuola, pensioni e assistenza) o il sostegno e il coinvolgimento dell’Italia nelle guerre della Nato e al genocidio dei sionisti.
Non li ricordiamo noi perché potete farlo voi per valutare quanto siano genuini gli appelli a “difendere la Costituzione” del Pd e dei suoi cespugli.
Non è affatto vero, infine, che respingere la riforma è un modo per “difendere la democrazia”. A partire dal fatto che quella che loro chiamano democrazia è il sistema di potere e di governo della borghesia (padroni, finanzieri, speculatori) da cui sono sistematicamente esclusi i lavoratori e le masse popolari, al punto che la maggioranza della popolazione ha persino smesso di andare a votare.
Se il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia non fosse un referendum pro o contro il governo Meloni, sarebbe stato l’ennesima recita nel teatrino della politica borghese: tanta intossicazione per nascondere la presa per il culo delle masse popolari.
Tuttavia il principale contenuto del referendum del 22 e 23 marzo è esattamente questo: l’opportunità di dare una spallata al governo Meloni. E l’opportunità va colta, sostenuta e alimentata.
Ecco perché è nell’interesse di tutte le masse popolari votare in massa NO ed è compito di tutte le organizzazioni politiche e sindacali, dei movimenti, reti sociali e organismi operai e popolari schierarsi per il NO e lavorare attivamente affinché vinca il NO.
L’esito del referendum non influirà minimamente sul “funzionamento della giustizia”. La legge dei borghesi e dei padroni è fatta per proteggere i borghesi e i padroni e non può esistere una “giustizia giusta” finché esiste il capitalismo. Votiamo in massa NO. Non per difendere la giustizia di lor signori che c’è ora o la casta dei magistrati. Votiamo in massa NO per cacciare il governo dei guerrafondai, dei Fratelli della Nato e dei sionisti, dei nostalgici del ventennio.
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