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Intervista a Pietro Vangeli, Segretario nazionale del Partito dei Carc

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Ottobre 15, 2025
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Pubblichiamo l’intervista rilasciata all’Agenzia Stampa dal Segretario nazionale del Partito dei Carc, nella quale vengono messi a fuoco i principali aspetti della situazione internazionale e nazionale, quale è lo stato del campo delle masse popolari all’indomani della grande mobilitazione del 4 ottobre e quali invece i compiti dei comunisti oggi.

***

Innanzitutto ti chiediamo di mettere a fuoco quali sono i principali sviluppi della situazione a livello internazionale.

Per capire la situazione internazionale dobbiamo innanzi tutto collegarci alla seconda crisi generale del sistema capitalista che è in corso ormai da più di 40 anni e che dirige gli eventi sia nel campo della borghesia che in quello delle masse popolari. Dobbiamo tenere conto quindi della lotta di resistenza delle masse popolari al procedere della crisi e per la difesa delle conquiste; della ribellione dei popoli del mondo contro i paesi imperialisti e contro l’egemonia e la direzione degli imperialisti USA nel mondo. In ultimo ovviamente della terza guerra mondiale.

Questo corso delle cose ha subito un’accelerazione prima con la pandemia da Covid-19 e poi con la guerra in Ucraina, che appunto è la guerra degli imperialisti della NATO e degli imperialisti USA ed europei contro la Federazione russa. Nell’ultimo periodo la situazione si è ulteriormente aggravata con il genocidio in Palestina per mano dei sionisti sostenuti dagli imperialisti USA ed europei, con la neo colonizzazione della Cisgiordania ecc..  Questi sono tutti avvenimenti che assumono un senso e si possono comprendere solo se li leghiamo alla seconda crisi generale di sovrapproduzione assoluta del capitale che ha avuto una svolta nel 2008, cioè quando la crisi del sistema capitalista è entrata nella sua fase acuta e terminale.

Tutto questo ha accelerato il percorso verso la Terza guerra mondiale in corso, che è conseguenza della crisi politica del sistema imperialista che è sotto i nostri occhi tutti i giorni: da quello che succede in Francia, l’avvento di Trump negli Stati Uniti, l’attacco al Venezuela che sta proseguendo in questo periodo con l’assegnazione del premio Nobel per la pace all’oppositrice del governo Maduro. Queste sono tutte manifestazioni concrete della Terza guerra mondiale.

Ma in questa Terza guerra mondiale c’è anche l’aspetto della ribellione, della rivolta, della Resistenza delle masse popolari, in cui ha assunto un ruolo di primo piano la Resistenza del popolo palestinese. Proprio in questi giorni abbiamo pubblicato la dichiarazione rilasciata dalle forze della resistenza palestinese, del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, del movimento di Resistenza islamica Hamas e del movimento Jihad islamico, che mostrano bene come anche gli “accordi di pace” in corso per fermare il genocidio da parte di Israele sono frutto della Resistenza del popolo palestinese. Sono frutto della caparbietà e della capacità della Resistenza di un popolo di far fronte all’esercito più potente della zona, quello sionista appoggiato dagli imperialisti USA e europei. Questo dimostra che è in corso la Resistenza e la rivolta dei popoli.

Gli imperialisti USA oggi sono una forza decadente dal punto di vista politico e economico. Fare la guerra è l’unico modo che hanno per cercare di mantenere il loro dominio il più a lungo possibile, ma noi sappiamo che l’imperialismo non ha futuro. Lenin aveva già definito la fase imperialista come la fase delle guerre e delle Rivoluzioni. Ci sono già state due ondate rivoluzionarie: prima la Rivoluzione d’Ottobre e poi la Rivoluzione Cinese dopo la Seconda Guerra Mondiale. Oggi inoltre è in corso un rilancio dell’azione politica della Repubblica Popolare Cinese e del Partito Comunista Cinese con la formazione dei BRICS+, composti da quei popoli che si organizzano contro la comunità internazionale degli imperialisti Usa ed europei per cercare una strada contro il disastroso corso delle cose che l’imperialismo genera in tutti i popoli e che rappresenta un elemento di novità degli ultimi 10-15 anni.

.. e a livello nazionale?

Il nostro Paese è inserito in quella che noi definiamo comunità dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei. Il governo Meloni è asservito a questa comunità internazionale non solo politicamente e militarmente. Infatti il governo Meloni oltre ad essere complice del genocidio in corso in Palestina e a sostenere la guerra in Ucraina per interposta persona contro la Federazione russa da parte della Nato, sostiene tutte le operazioni criminali che la borghesia sta commettendo.

A fronte di questa situazione vediamo invece che le masse popolari del nostro paese, i giovani e i lavoratori si stanno organizzando e lottano per costruire un nuovo governo del paese, un nuovo sistema di relazioni economiche, politiche e sociali.  Questa è la Resistenza delle masse popolari contro l’attuale corso disastroso delle cose impresso dall’imperialismo.

Oggi ci sono tutte le condizioni per dare continuità e alimentare il movimento di massa che si è sviluppato nel paese. Movimento di cui esistono già prime forme di coordinamento, come la costituzione di un Comitato di Liberazione Nazionale che deve diventare il Fronte della mobilitazione delle masse popolari e dei lavoratori, capace di attuare subito le misure che servono per fermare il genocidio.

Il ruolo assunto dai lavoratori portuali di Genova, di Livorno, Ravenna ecc.. per bloccare le armi verso Israele, è esempio di come le misure concrete che il governo Meloni non ha voluto adottare, perché è dipendente dagli imperialisti Usa, europei e sionisti, possono essere ugualmente attuate.È quindi questo il movimento che comincia a porsi la questione di come liberare il nostro paese dall’imperialismo e a darsi le misure che farlo comporta dal punto di vista delle relazioni economiche e sociali all’interno del paese.

L’insegnamento che dobbiamo trarre della Resistenza popolare palestinese allora, è che i popoli possono e devono costruire un loro percorso di liberazione. Anche in un paese imperialista come il nostro dobbiamo liberarci dalla Comunità internazionale dei paesi imperialisti che domina e ci porta alla guerra. Quindi per far fronte alla guerra bisogna liberare il nostro paese dagli imperialisti. Serve a questo la proposta di costituire da subito un Comitato di liberazione nazionale o un Comitato di salvezza nazionale, un Fronte popolare contro il governo Meloni, espressione di questo sistema imperialista nel nostro paese.

Le mobilitazioni di queste settimane hanno dimostrato che è possibile attuare misure urgenti senza fare appello al governo affinché faccia cose che non vuole e non può fare. Oggi la questione che si pone è che o le masse popolari organizzate costruiscono il loro governo che mette in campo le misure che servono o altrimenti continueranno a subire le conseguenze del corso disastroso dalle cose imposte dalla borghesia imperialista nel mondo e nel nostro Paese.

Quanto sta avvenendo nelle ultime settimane dimostra che le masse popolari sono disponibili a farlo: hanno violato tutte le norme e le misure che il governo Meloni aveva imposto con il decreto sicurezza occupando stazioni, autostrade, porti e bloccando le città.

Il problema però è ancora quello di costruire quel Fronte di forze politiche e sindacali che già esiste ed è composto delle centinaia e migliaia di organizzazioni operaie e popolari diffuse nel paese che prendono in mano e diventano artefici del nuovo governo del paese, di quello che noi chiamiamo Governo di blocco popolare.

Il governo di blocco popolare è un governo in cui al centro ci sono i lavoratori, i giovani e le masse popolari organizzate che dettano le misure che servono al paese, come quelle che servono a fermare la guerra e interrompere tutte le azioni criminali della borghesia nel mondo. Tutte le misure che servono affinché le masse popolari abbiamo un lavoro, assistenza sanitaria di qualità ecc..

Alla luce di una tale situazione, quali sono i compiti dei comunisti?

I comunisti del nostro paese oggi hanno un compito importante, perché devono diventare il centro dell’organizzazione della Resistenza delle masse popolari al procedere della crisi generale e della Terza guerra mondiale. Hanno una grande responsabilità e devono assumersela per costruire un Fronte di forze politiche, sociali e sindacali che si pone l’obiettivo di dare uno sbocco politico: puntare al governo del paese.

È sempre più evidente che il problema non è fare dichiarazioni, piattaforme e denunce sull’andamento disastroso del corso delle cose o appelli rivolti ai governi di fare questo o quello. Questi governi non possono fare niente perché sono dipendenti e asserviti alla borghesia, ai padroni, al sistema di relazioni legato alla Comunità internazionale dei gruppi imperialisti e al Vaticano.

I comunisti devono mettersi al centro del Fronte anti larghe intese. Devono esserne il motore e promuoverne lo sviluppo per costruire un Governo di blocco popolare che è una tappa della lotta per costruire la società socialista nel nostro paese. L’unica società dove si porrà fine alle guerre e ai disastri del sistema imperialista mondiale.

Come dicevo, il Governo di blocco popolare come noi intendiamo è solo una tappa della rivoluzione socialista nel nostro paese e i comunisti devono diventare, in maniera sempre più cosciente, gli artefici di questo processo, i propulsori della lotta per il socialismo nel nostro paese.

Non ha sento chiamarsi comunisti se non si è artefici della costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese. Farlo rappresenta un tassello nella rinascita del movimento comunista internazionale, del vero internazionalismo proletario, del sostegno alle guerre di liberazione dei vari popoli, della lotta delle masse popolari di tutto il mondo per una società più giusta e più adeguata.

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