La Federazione Toscana del Partito dei CARC aderisce, partecipa e invita tutti a partecipare al corteo organizzato dal Collettivo di Fabbrica GKN sabato 18 ottobre, concentramento ore 14:30 in Piazza Ugo di Toscana (Università di Novoli) a Firenze.
Mobilitiamoci “per tutto, per altro, per questo”. Prendiamo a esempio il Collettivo di Fabbrica GKN che è uscito dalla fabbrica per legare la propria lotta alle istanze delle masse popolari, combinando la lotta per la difesa dei posti di lavoro e per una riconversione ecologica della fabbrica alle mobilitazioni contro la guerra e per la Palestina libera.
Nelle settimane passate, l’intero paese si è mobilitato a sostegno della resistenza palestinese e contro il genocidio sionista. Decisivo per il salto di qualità della mobilitazione è stata l’azione del CALP di Genova, cioè la classe operaia che ha indicato parole d’ordine e obiettivi chiari: se viene toccata la Flottilla, bloccheremo tutto, non arriverà più neanche un chiodo in Israele! La promessa è stata mantenuta con i blocchi ai porti, alle stazioni ferroviarie e delle strade di grande comunicazione di tutta Italia.
Allo stesso modo il Collettivo di Fabbrica ci mostra un modo concreto di fermare la militarizzazione del settore produttivo, elaborando un piano industriale dal basso: i lavoratori che decidono cosa produrre e come produrre rappresentano un esempio che ai padroni fa paura perché dimostra che esiste un’alternativa al modo di produzione imposto dall’alto.
In quattro anni di mobilitazione e lotta, i lavoratori ex-GKN sono riusciti a elaborare un piano pubblico di reindustrializzazione all’avanguardia, imporre una legge nazionale contro le delocalizzazioni e un consorzio industriale pubblico facendo ingoiare ai padroni una legge regionale, ridando una prospettiva allo stabilimento e soprattutto ai lavoratori.
Di contro, il governo regionale del rieletto Giani, dopo aver approvato la legge sui consorzi industriali, prende e perde tempo non nominando il revisore, non avviando le pratiche di esproprio del sito: ancora una volta e come sempre, le Larghe Intese si pongono nella pratica a servizio dei padroni, contro i lavoratori che si organizzano.
Emerge quindi con sempre maggiore forza la necessità di dare uno sbocco politico a questa manifestazione e a tutte le mobilitazioni oceaniche in favore della Palestina, contro la guerra e contro il governo Meloni che nelle ultime settimane hanno attraversato il paese, al corteo della CGIL del 25 ottobre: alimentiamo la convergenza per cacciarli tutti!
Per cambiare i rapporti di forza in favore della classe operaia e delle masse popolari, è necessario che da tutte queste iniziative si sviluppino organizzazioni operaie e popolari che si coordinino a un livello sempre maggiore a livello locale e nazionale e impongano dal basso un governo di emergenza. Questo è lo sbocco politico necessario!
Serve un governo che risponda del suo operato ai lavoratori e al resto delle masse popolari e che attui sistematicamente misure come:
- Assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale perché nessuna azienda deve essere chiusa.
- Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e a usi collettivi secondo piani e criteri universalmente noti e democraticamente decisi.
- Assegnare a ogni individuo un lavoro utile e garantirgli una vita dignitosa perché nessun lavoratore deve essere licenziato e nessun individuo deve essere emarginato.
- Eliminare attività e produzioni inutili o dannose.
- Riorganizzare tutte le altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva.
Si tratta di costituire formalmente un Comitato di liberazione nazionale che agisca consapevolmente da potere alternativo e antagonista al governo Meloni e alle istituzioni borghesi, che sia in grado di valorizzare tutti i settori della società che vogliono mobilitarsi e avere un ruolo positivo contro la guerra, il riarmo e a sostegno della resistenza palestinese, che raccolga le mille rivendicazioni delle masse popolari per farle confluire nella medesima mobilitazione e dare a tutte un comune sbocco politico. Bisogna costruire un coordinamento di forze capace di tenere collegamenti stretti e diretti territorio per territorio, azienda per azienda, scuola per scuola con le reti corrispettive che si formano a livello locale e di dirigerle: un nuovo CLN che liberi il paese dalle Larghe Intese, dagli imperialisti USA, NATO, UE e sionisti.
In sostanza, dobbiamo fare noi quello che i governi e le istituzioni borghesi si rifiutano di fare!
P.CARC, Federazione Toscana


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