La Federazione Toscana del P.CARC aderisce e chiama tutti ad aderire e partecipare al corteo “Firenze contro la guerra, fuori la Nato dalla nostra terra”, indetto dal comitato No Comando Nato né a Firenze né altrove del prossimo 11 ottobre (concentramento in piazza A. De Gasperi davanti alla sede Rai, ore 15.00).
Questo corteo si inserisce nel contesto di fermento delle grandi mobilitazioni degli scorsi giorni in solidarietà al popolo palestinese e alla Global Sumud Flotilla ed è stato chiamato anche a seguito della conferma dell’installazione del Comando Nato nella Caserma Predieri di Rovezzano dello scorso luglio.
Un Comando che può di fatto collaborare attivamente e strategicamente per assecondare le attenzioni dello stato sionista di Israele su tutta l’area mediterranea, al pari di altre basi italiane, americane o Nato nel nostro paese che sappiamo già essere attive in operazioni connesse al genocidio del popolo palestinese.
Un Comando che espone i quartieri circostanti e Firenze a diventare un bersaglio delle logiche di guerra in cui il governo Meloni ci sta cacciando, con la complicità di tutti i partiti delle Larghe Intese di maggioranza e di opposizione. Tra questi, citiamo il ruolo del PD che governa sia il Comune di Firenze che la Regione Toscana e che in questi anni di mobilitazione del comitato contro l’installazione del Comando non ha MAI risposto alle domande che venivano fatte, anche solo in materia di urbanistica e sicurezza degli abitanti di Rovezzano. Un silenzio assordante che sta a indicare la complicità con il resto dei partiti delle Larghe Intese, con il governo e soprattutto con la Nato e i sionisti che a Firenze hanno un ruolo a dir poco nefasto (citiamo a titolo di esempio l’ormai noto Console di Israele Marco Carrai).
Il Comando Nato di Firenze è un anello della catena della guerra promossa e foraggiata dagli imperialisti, che riduce le masse popolari in miseria non solo per le bombe, i droni e i missili, ma anche per i tagli ai servizi pubblici (scuola e Sanità in primis), per il caro bollette e caro prezzi, per i tagli alla sicurezza sul lavoro, per il dissesto idrogeologico e lo smantellamento dell’apparato produttivo. Con la prossima legge finanziaria il governo, in ossequio a quanto comandato dalla Nato, ha intenzione di aumentare ancora di più i fondi destinati al comparto militare, per arrivare nel 2035 addirittura al 5% del Pil!
Il corteo di sabato, quindi, non sarà solamente una tappa della mobilitazione contro il governo Meloni, ma soprattutto una tappa nella costruzione del per, ovvero nella costruzione dell’alternativa dal basso al governo dei territori e del paese.
Oggi esiste già un fronte politico alternativo ai due poli delle Larghe Intese, ai guerrafondai, alla sottomissione agli imperialisti Usa, ai sionisti e alla Ue, che ha la volontà, la capacità e le relazioni per portare il paese su un binario diverso da quello a cui le Larghe Intese lo obbligano. Esiste già una mobilitazione dispiegata che è stata in grado di bloccare il paese nelle scorse settimane, non solo in solidarietà alla Palestina ma per un lavoro utile e dignitoso, contro lo smantellamento del settore pubblico e l’economia di guerra. Esiste anche una cerchia ben più ampia di settori popolari che per un motivo o per un altro non sono ancora mobilitati, ma sono sensibili, preoccupati e mobilitabili, che guardano, valutano, studiano, cercano conferme e incoraggiamento per prendere parte alla mobilitazione generale.
Esistono quindi tutte le possibilità concrete per strutturare e coordinare questo fronte popolare di lotta; un fronte che sostiene ogni tipo di mobilitazione, iniziativa di lotta, forma di resistenza e contrattacco di cui gli organismi operai e popolari saranno capaci e che si deve porre in maniera sempre più cosciente la questione del GOVERNO del paese.
Da Firenze, alla Toscana, all’intero paese, fermiamo la guerra dei padroni facendo crescere il fronte di resistenza delle masse popolari!
Firenze non è zona di guerra, fuori la Nato dalla nostra terra!
P.CARC, Federazione Toscana

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