In occasione dello sciopero nazionale del trasporto aereo indetto dai sindacati di base nella giornata del 26 settembre, la Commissione di Garanzia dello Sciopero nei servizi pubblici essenziali (Cgsse) ha cercato invano di mettere i bastoni tra le ruote sia all’Usb che alla Cub per il carattere politico assunto dallo sciopero in questione relativamente a quanto sta accadendo in Palestina e al sostegno alla missione della Global Sumud Flotilla.
Lo sciopero è stato inizialmente indetto il 31 luglio dalla sola Cub, contro il taglio di salari e diritti dei lavoratori da parte delle aziende del settore. Usb vi ha aderito il 13 settembre, aggiungendo alle rivendicazioni sulle condizioni di lavoro e sul salario il tema della guerra e del genocidio in Palestina. Ed è su questo che la Cgsse si è appigliata, in quanto le motivazioni includevano temi riferiti al rifiuto della guerra, agli scenari di violazione dei diritti umani in Palestina e quindi erano diverse da quelle della Cub Trasporti!
Il tentativo di stoppare lo sciopero e la mobilitazione dei lavoratori ha fatto però un buco nell’acqua, Usb infatti ha prontamente chiarito a tutti i lavoratori che: “Usb non seguirà l’indicazione della Cgsse perché non si può accettare che si comprima così il diritto di sciopero, assumendosene la responsabilità come organizzazione sindacale che non implica assolutamente nulla per i lavoratori; che lo sciopero della Cub Trasporti non è stato messo in discussione e pertanto i lavoratori sono liberi di scioperare totalmente garantiti dalla loro indizione e Usb invita tutti alla massima partecipazione”.
Lo sciopero si è quindi svolto regolarmente, con un’alta adesione da parte dei lavoratori e la cancellazione di circa una settantina di tratte, di cui trenta a Malpensa, venti a Bologna, dieci a Pisa e un’altra decina negli scali di Roma, Napoli e Firenze.
Oltre allo sciopero si sono svolti anche cortei e presidi partecipati non solo dai lavoratori, ma anche da studenti, cittadini e passeggeri che hanno solidarizzato con la resistenza palestinese e contro l’uso degli scali aeroportuali per il transito di armamenti e dotazioni militari dirette in Israele.
All’aeroporto di Capodichino, a Napoli, i manifestanti hanno contestato l’arrivo dell’ennesimo volo battente bandiera israeliana con cui, negli ultimi due anni, soldati dell’esercito israeliano impegnati in prima persona nel genocidio a Gaza vengono a trascorrere le ferie nel nostro paese, scortati e protetti dalle forze di polizia italiane.
All’aeroporto di Malpensa, invece, la Cgsse ha provato a intervenire anche sulla Cub Trasporti per cercare di interrompere la manifestazione in corso nello scalo. Durante lo sciopero ha emesso una “indicazione immediata”, contestando le modalità del presidio organizzato a Cargo Malpensa (il principale hub italiano per la gestione delle merci via aerea) e invitando l’organizzazione sindacale a revocare l’iniziativa in pieno svolgimento. I lavoratori non si sono fatti intimidire e in corteo, insieme a studenti e cittadini, hanno continuato a sfilare fino alla zona Cargo dove è stato bloccato l’ingresso delle merci con la parola d’ordine “non un chiodo per Israele”.




![[Toscana] Liberare la Toscana dal protettorato dei gruppi imperialisti USA-NATO, dalla complicità con i sionisti di Israele e dalla gabbia dell’UE!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2025/05/bandierarossa-4186767557.png?fit=1522%2C1344&ssl=1)

