giovedì, Giugno 4, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Preparare in ogni posto di lavoro e in ogni scuola il prima, il durante e il dopo lo sciopero del 22 settembre

Teresa Noce by Teresa Noce
Settembre 17, 2025
in Comunicati nazionali | 2025, In evidenza
A A
0
0
SHARES
21
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Cacciamo il governo Meloni che sostiene i sionisti e trascina l’Italia nella Terza guerra mondiale

Quando è proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare, indipendentemente dal sindacato che lo ha proclamato. Ricordiamo che anche ogni singola Rsu/Rsa può proclamare sciopero nella propria azienda, oltre ad aderire a quello proclamato altri sindacati.
Anche nel caso in cui nella propria azienda non esistano le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare e hanno copertura sindacale, anche quelli NON iscritti a un’organizzazione sindacale.
Indipendentemente dal sindacato a cui un lavoratore è iscritto o anche se non è iscritto a nessun sindacato, il 22 settembre può scioperare.
Lo sciopero è un diritto conquistato con le lotte dei decenni passati e che adesso deve essere esercitato. Per sostenere il popolo palestinese e per dare una legnata al governo Meloni che sta trascinando l’Italia nella complicità con il genocidio in Palestina e nella Terza guerra mondiale.

L’11 settembre si è svolta a Genova l’assemblea nazionale di lancio della giornata di sciopero generale e mobilitazione dispiegata a sostegno del popolo palestinese e della spedizione della Global Sumud Flotilla. L’intera assemblea è visibile su youtube.
Il P.Carc aderisce alla mobilitazione del 22 settembre e partecipa alla sua costruzione a partire dal sostegno allo sciopero generale, proseguendo con la partecipazione a tutti i momenti collettivi per definire le forme di lotta e con lo sguardo rivolto alla manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma a sostegno della resistenza palestinese, indetta dagli organismi palestinesi in Italia e sostenuta da tutto il movimento popolare.

Prepariamo uno sciopero più ampio e combattivo possibile

Rispetto allo sciopero generale tutte le istanze del P.Carc, raccogliendo l’appello lanciato dall’Usb, sono già attive per far convergere sullo sciopero generale del 22 settembre tutti i lavoratori di tutti i settori, indipendentemente dal sindacato di appartenenza o che siano appartenenti a un sindacato o meno.
Tutte le istanze del P.Carc stanno intervenendo di fronte ai cancelli delle aziende pubbliche e private dove è già in corso un intervento ordinario e stanno mobilitando i membri del Partito, i collaboratori, i simpatizzanti e i contatti affinché il 22 settembre scioperino e coinvolgano colleghi e compagni di lavoro per dare seguito concreto all’obiettivo dichiarato: bloccare il paese.
Dove siamo fisicamente presenti stiamo lavorando alla convergenza fra lavoratori iscritti a diversi sindacati (o non iscritti al sindacato) affinché spingano le Rsu delle aziende in cui lavorano a indire sciopero, anche laddove esse sono espressione dei sindacati confederali (tutte le Rsu possono indire sciopero), affinché lo sciopero sia conosciuto e propagandato, affinché si crei in ogni posto di lavoro la condizione che permette ai tanti lavoratori che sono solidali con il popolo palestinese di partecipare e contribuire a questa mobilitazione. Bloccare il paese con gli studenti, le donne, i pensionati delle masse popolari: ognuno può e deve fare la sua parte!
Dove abbiamo contatti diretti stiamo lavorando affinché le istanze locali della Filt – Cgil diano seguito pratico, proclamando lo sciopero, allo stato di agitazione che la Segreteria nazionale Filt ha comunicato il 12 settembre, seguendo l’esempio dei lavoratori portuali di Genova, di Ravenna e di Livorno che, pure in modo diversi, avevano comunicato la volontà di bloccare i posti se la Flotilla fosse stata messa in pericolo, come gli operai della Electrolux di Susegana.
Parallelamente stiamo sostenendo l’iniziativa di tutte le istanze territoriali della Cgil che hanno espresso la volontà di convergere sulla data del 22 settembre, spingendo ogni federazione della Cgil a indire sciopero.
Segnaliamo a questo proposito l’iniziativa dell’area di minoranza Cgil “Le giornate di marzo” che dal 10 settembre raccoglie le adesioni sulla proposta della proclamazione dello sciopero generale a sostegno del popolo palestinese. Adesso, oltre a esserci le condizioni e la necessità, c’è anche una data: il 22 settembre.

Rispetto alla discussione sulle forme di lotta da mettere in campo il 22 settembre, il P.Carc sostiene politicamente e sosterrà praticamente, tutte le iniziative che vanno nella direzione di bloccare il paese, le merci e la circolazione.
A questo proposito è utile un riflessione. Gli sforzi delle organizzazioni e dei partiti comunisti, quelle del movimento antimperialista, gli sforzi delle organizzazioni sindacali d’avanguardia e di tutta la parte avanzata dei lavoratori, degli studenti e delle masse popolari devono combinarsi per dare forma concreta all’obiettivo di bloccare il paese: attraverso lo sciopero (picchetti e blocco delle aziende o comunque gravi problemi di funzionamento alle aziende), attraverso manifestazioni di strada (blocco della circolazione nelle città in cui si svolgeranno cortei e presidi), attraverso l’occupazione dei porti, delle stazioni, delle autostrade, dei valichi (blocco della circolazione e delle merci).
Solo la mobilitazione dispiegata è in grado di imporre di fatto quel messaggio che il governo Meloni e tutti gli altri servi della Nato e dei sionisti fanno finta di non sentire, non vogliono ascoltare. Bisogna mettere con la mobilitazione il governo Meloni con le spalle al muro: o toglie il sostegno a Israele oppure se ne deve andare.
Siamo perfettamente consapevoli che questa strada comporta la possibilità di incorrere in attacchi polizieschi (cariche, pestaggi, fermi) e in una o più delle disposizioni del Decreto Sicurezza, pensato e approvato dal governo Meloni con lo specifico obiettivo di impedire, o almeno limitare, la mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari. Ma siamo anche perfettamente consapevoli che l’unica strada efficace per contrastare il Decreto Sicurezza è violarlo in massa e sistematicamente, renderlo inapplicabile nella pratica.
In questo senso, la mobilitazione del 22 settembre, oltre a essere uno strumento della solidarietà al popolo palestinese è anche uno strumento di lotta contro il governo Meloni, le sue leggi repressive e la criminalizzazione delle lotte.

Abbiamo uno sguardo rivolto alla manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma, dicevamo. Questo perché lo sciopero e la mobilitazione del 22 settembre devono avere già una concatenazione e una continuità.
Siamo consapevoli del fatto che non sarà sufficiente una giornata di lotta, per quanto ampia e generosa, a mettere il governo Meloni con le spalle al muro: o toglie il sostegno a Israele oppure se ne deve andare. Dunque gli stessi sforzi che vengono oggi profusi per preparare la mobilitazione del 22 settembre devono essere profusi per mettere le basi per dare continuità e rafforzare la mobilitazione.
Dall’assemblea di Genova è emerso chiaramente che se la Global Sumud Flotilla venisse attaccata prima del 22 settembre, la mobilitazione generale e dispiegata sarebbe anticipata (nonostante ciò comporterebbe la violazione delle norme anti sciopero). Ebbene, la stessa determinazione deve essere messa in campo per dare seguito alla mobilitazione affinché il 22 settembre sia una scintilla per le mobilitazioni delle prossime settimane e dei prossimi mesi, per rovesciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo partigiano della Palestina libera e della pace, un governo di emergenza che trae la sua forza dagli organismi operai e popolari e che opera in attuazione delle parti progressiste della Costituzione, a partire dall’articolo 11.
Quindi lavoriamo affinché il 22 settembre sia una giornata di sciopero generale e di mobilitazione che blocca il paese e ragioniamo in modo che tutte le iniziative che seguiranno siano parte della lotta di liberazione dell’Italia dai governi servi della Nato, degli Usa, della Ue e dei sionisti. Questo è il contributo più alto che dal nostro paese possiamo dare alla causa del popolo palestinese.

Di seguito il testo del volantino che stiamo diffondendo – scaricalo e diffondilo

Preparare la giornata di mobilitazione del 22 settembre

Sciopero generale in solidarietà al popolo palestinese

Lo scorso 11 settembre l’Unione sindacale di Base (Usb) ha proclamato per il 22 settembre lo sciopero generale per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato a sostegno del popolo palestinese e della missione della Global Sumud Flotilla. Allo sciopero hanno già aderito la Confederazione Unitaria di Base (Cub) e altri sindacati di base. Stanno aderendo anche alcune Rsu e alcune strutture locali dei sindacati confederali, in particolare Cgil e Fiom.
In queste ore l’esercito israeliano ha iniziato l’occupazione via terra della Striscia di Gaza per deportare tutta la popolazione sopravvissuta a due anni di genocidio.
I crimini delle autorità dello Stato illegittimo d’Israele sono possibili solo perché hanno il sostegno della Comunità Internazionale degli imperialisti: degli imperialisti Usa, di quasi tutti i paesi della Ue e anche dell’Italia del governo Meloni. Gli agenti dello stato sionista di Israele sono radicati nelle istituzioni, nei partiti dei due poli delle Larghe Intese e nei media di regime del nostro paese.
Nessun governo dei paesi imperialisti ha la volontà di fermare il genocidio in corso. L’unica strada per fermarlo è che i lavoratori e le masse popolari dei paesi imperialisti si sollevino per imporre ai governi dei loro paesi di sospendere subito ogni sostegno e ogni collaborazione con i sionisti e con il genocidio.
Per quanto riguarda il nostro paese si tratta di mettere con la mobilitazione il governo Meloni con le spalle al muro: o toglie il sostegno a Israele oppure se ne deve andare.
L’Usb ha lanciato l’appello a tutte le altre organizzazioni sindacali affinché lo sciopero del 22 settembre sia unitario e di massa: uno sciopero che realmente riesca a bloccare il paese: le aziende (con l’astensione dal lavoro), le merci e la circolazione (con i picchetti, le manifestazioni, i presidi sui principali snodi del trasporto: porti, aeroporti, autostrade, valichi, ecc.).
Il P.Carc sostiene la mobilitazione lanciata dall’Usb e chiama i lavoratori e le lavoratrici a organizzarsi, a preparare lo sciopero, a scioperare e a scendere in strada in modo organizzato. È necessario allargare il più possibile la partecipazione.

A questo proposito è utile sapere che:
– Quando è proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare, indipendentemente dal sindacato che lo ha proclamato. Anche nel caso in cui nella propria azienda non esistano le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare e hanno copertura sindacale, anche quelli NON iscritti a un’organizzazione sindacale. Indipendentemente dal sindacato a cui un lavoratore è iscritto o anche se non è iscritto a nessun sindacato, il 22 settembre può scioperare. Lo sciopero è un diritto conquistato con le lotte dei decenni passati e che adesso deve essere esercitato.
– Tutte le Rsu, indipendentemente dalla sigla sindacale di cui sono espressione, possono indire sciopero aziendale. Non è necessario che a indire sciopero siano le strutture sindacali nazionale, regionali o provinciali. Ad esempio, le Rsu che sono espressione della Cgil e della Uil possono proclamare sciopero per il 22 settembre.

Cosa possono fare i lavoratori e le lavoratrici?
• Coordinarsi per allargare il più possibile la portata dello sciopero e la partecipazione alle manifestazioni.
• Fare pressione pressione affinché la Cgil trasformi la dichiarazione dello “stato di agitazione” che ha già proclamato in vari settori in adesione allo sciopero generale.
• Nelle scuole, fare un lavoro per sensibilizzare gli studenti e costruiscano con loro spezzoni della scuola che il 22 settembre disertano la aule, scendono in strada, sostenendo presidi e picchetti dei lavoratori davanti alle aziende e il blocco della circolazione e delle merci.
• Dopo lo sciopero e la mobilitazione del 22 settembre organizzare assemblee nelle aziende e nelle scuole per fare il bilancio della giornata e rilanciare la mobilitazione a partire dalla partecipazione al corteo nazionale in solidarietà al popolo palestinese del 4 ottobre a Roma.

In ogni città sono previsti concentramenti, manifestazioni, presidi, il blocco della circolazione e delle merci. Se fai fatica a trovare informazioni, vai su www.carc.it recapiti e contatta la Sezione del P.Carc più vicina oppure il Centro Nazionale.

La mobilitazione in solidarietà al popolo palestinese è parte integrante della mobilitazione necessaria a cacciare il governo Meloni. Il governo che mentre collabora e sostiene il genocidio in Palestina conduce la guerra anche contro i lavoratori e le lavoratrici del nostro paese. Cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo partigiano della Palestina libera e della pace, un governo di emergenza che trae la sua forza dagli organismi operai e popolari e che opera in attuazione delle parti progressiste della Costituzione, a partire dall’articolo 11.

Locandina:

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Solidarietà al centro sociale La Strada e Alessandro Di Battista per l’attacco sionista subito a Roma

Next Post

Preparare lo sciopero generale del 22 settembre in solidarietà al popolo palestinese

Related Posts

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?
Editoriali

Alimentare l’incendio. E voi che piani avete per la primavera?

by Teresa Noce
Maggio 2, 2026
0

...

Resistenza
Comunicati nazionali

Sulle perquisizioni per “terrorismo” del 21 aprile

by Teresa Noce
Aprile 28, 2026
0

...

Milano. Appello all’equipaggio di terra e di mare: per un 25 Aprile senza sionisti e guerrafondai

Milano. Appello all’equipaggio di terra e di mare: per un 25 Aprile senza sionisti e guerrafondai

Aprile 16, 2026
Dal 28 marzo al 4 aprile verso la primavera di Riscossa

Regime change in Italia

Aprile 16, 2026
Avviso di sfratto per il governo Meloni. Adesso tutti in piazza per sostituirlo con un governo che attui la Costituzione antifascista

Avviso di sfratto per il governo Meloni. Adesso tutti in piazza per sostituirlo con un governo che attui la Costituzione antifascista

Marzo 26, 2026
Votiamo in massa NO. Usare anche il referendum del 22 e 23 marzo per cacciare il governo Meloni

Votiamo in massa NO. Usare anche il referendum del 22 e 23 marzo per cacciare il governo Meloni

Marzo 6, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d