Sciopero generale in solidarietà al popolo palestinese
Lo scorso 11 settembre l’Unione sindacale di Base (Usb) ha proclamato per il 22 settembre lo sciopero generale per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato a sostegno del popolo palestinese e della missione della Global Sumud Flotilla. Allo sciopero hanno già aderito la Confederazione Unitaria di Base (Cub) e altri sindacati di base. Stanno aderendo anche alcune Rsu e alcune strutture locali dei sindacati confederali, in particolare Cgil e Fiom.
In queste ore l’esercito israeliano ha iniziato l’occupazione via terra della Striscia di Gaza per deportare tutta la popolazione sopravvissuta a due anni di genocidio.
I crimini delle autorità dello Stato illegittimo d’Israele sono possibili solo perché hanno il sostegno della Comunità Internazionale degli imperialisti: degli imperialisti Usa, di quasi tutti i paesi della Ue e anche dell’Italia del governo Meloni. Gli agenti dello stato sionista di Israele sono radicati nelle istituzioni, nei partiti dei due poli delle Larghe Intese e nei media di regime del nostro paese.
Nessun governo dei paesi imperialisti ha la volontà di fermare il genocidio in corso. L’unica strada per fermarlo è che i lavoratori e le masse popolari dei paesi imperialisti si sollevino per imporre ai governi dei loro paesi di sospendere subito ogni sostegno e ogni collaborazione con i sionisti e con il genocidio.
Per quanto riguarda il nostro paese si tratta di costringere con la mobilitazione il governo Meloni con le spalle al muro: o toglie il sostegno a Israele oppure se ne deve andare.
L’Usb ha lanciato l’appello a tutte le altre organizzazioni sindacali affinché lo sciopero del 22 settembre sia unitario e di massa: uno sciopero che realmente riesca a bloccare il paese: le aziende (con l’astensione dal lavoro), le merci e la circolazione (con i picchetti, le manifestazioni, i presidi sui principali snodi del trasporto: porti, aeroporti, autostrade, valichi, ecc.).
Il P.Carc sostiene la mobilitazione lanciata dall’Usb e chiama i lavoratori e le lavoratrici a organizzarsi, a preparare lo sciopero, a scioperare e a scendere in strada in modo organizzato. È necessario allargare il più possibile la partecipazione.
A questo proposito è utile sapere che:
– Quando è proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare, indipendentemente dal sindacato che lo ha proclamato. Anche nel caso in cui nella propria azienda non esistano le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero generale, tutti i lavoratori possono scioperare e hanno copertura sindacale, anche quelli NON iscritti a un’organizzazione sindacale. Indipendentemente dal sindacato a cui un lavoratore è iscritto o anche se non è iscritto a nessun sindacato, il 22 settembre può scioperare. Lo sciopero è un diritto conquistato con le lotte dei decenni passati e che adesso deve essere esercitato.
– Tutte le Rsu, indipendentemente dalla sigla sindacale di cui sono espressione, possono indire sciopero aziendale. Non è necessario che a indire sciopero siano le strutture sindacali nazionale, regionali o provinciali. Ad esempio, le Rsu che sono espressione della Cgil e della Uil possono proclamare sciopero per il 22 settembre.
Cosa possono fare i lavoratori e le lavoratrici?
• Coordinarsi per allargare il più possibile la portata dello sciopero e la partecipazione alle manifestazioni.
• Fare pressione pressione affinché la Cgil trasformi la dichiarazione dello “stato di agitazione” che ha già proclamato in vari settori in adesione allo sciopero generale.
• Nelle scuole, fare un lavoro per sensibilizzare gli studenti e costruiscano con loro spezzoni della scuola che il 22 settembre disertano la aule, scendono in strada, sostenendo presidi e picchetti dei lavoratori davanti alle aziende e il blocco della circolazione e delle merci.
• Dopo lo sciopero e la mobilitazione del 22 settembre organizzare assemblee nelle aziende e nelle scuole per fare il bilancio della giornata e rilanciare la mobilitazione a partire dalla partecipazione al corteo nazionale in solidarietà al popolo palestinese del 4 ottobre a Roma.
In ogni città sono previsti concentramenti, manifestazioni, presidi, il blocco della circolazione e delle merci. Se fai fatica a trovare informazioni, vai su www.carc.it recapiti e contatta la Sezione del P.Carc più vicina oppure il Centro Nazionale.
La mobilitazione in solidarietà al popolo palestinese è parte integrante della mobilitazione necessaria a cacciare il governo Meloni. Il governo che mentre collabora e sostiene il genocidio in Palestina conduce la guerra anche contro i lavoratori e le lavoratrici del nostro paese. Cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo partigiano della Palestina libera e della pace, un governo di emergenza che trae la sua forza dagli organismi operai e popolari e che opera in attuazione delle parti progressiste della Costituzione, a partire dall’articolo 11.







