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[Toscana] Sull’assassinio di Marah Abu Zuhri: che cento focolai di lotta al sionismo infiammino il paese!

Federazione Toscana by Federazione Toscana
Agosto 21, 2025
in Federazione Toscana, Federazione Toscana
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21.08.2025

Ieri, 20 agosto, si sono svolti a San Giuliano Terme i funerali di Marah Abu Zuhri, ventenne palestinese, giunta in Italia da Gaza tramite un volo dell’aeronautica militare e deceduta all’ospedale Santa Chiara di Pisa il 15 agosto scorso. Ci stringiamo alla famiglia di Marah che ha dovuto seppellire la propria figlia in una terra straniera, ci stringiamo con immensa rabbia e tristezza ma senza venire meno alla doverosa denuncia di questo ennesimo omicidio che ha una sola causa: l’assedio che viene portato avanti da mesi nei confronti dei gazawi per mano dell’IDF e dei suoi mandanti. Il Governo Meloni è pienamente complice di questa uccisione basti pensare che solo nel 2024 l’Italia ha esportato in Israele “armi e munizioni” (cat. 93) per circa 5.8 milioni di euro, dei quali ne esplicita solo l’11% (https://www.archiviodisarmo.it/armi-italiane-a-israele-arrivato-il-momento-di-fermarsi.html). Questa è la realtà nonostante le macchinazioni faziose dell’Hasbarà che per bocca del COGAT (l’ente governativo israeliano che “gestisce” l’apartheid a Gaza e in Cisgiordania) ha accusato i medici di Pisa di aver falsificato i certificati necroscopici sulla morte della giovane. L’accesso a un documento ospedaliero teoricamente riservato mostra l’evidente grado di INGERENZA dei sionisti nel nostro paese, la fitta RETE SPIONISTICA e di delatori che evidentemente è ben ramificata anche da noi. Che ne dicono i servizi segreti e le forze dell’ordine “nostrane” di questa clamorosa invasione di campo? Nulla! Questa vicenda rende ancora una volta evidente il nostro compito: smascherare e cacciare gli agenti sionisti che occupano il nostro paese e infestano le istituzioni politiche, culturali, enti privati e pubblici a tutti i livelli. La lotta contro il sionismo dev’essere imbracciata da tutti coloro che si dichiarano solidali con il popolo palestinese a partire dalle istituzioni locali che erano presenti ai funerali della giovane Marah.

Per quanto riguarda quei sindaci e quegli eletti che in una qualche misura si sono già schierati con la Palestina devono tradurre nella pratica il loro schieramento. Agire ora per:

1. l’interruzione immediata di ogni rapporto diplomatico, politico, culturale, scolastico e sportivo di ogni livello con omologhe istituzioni israeliane;

2. l’abolizione di ogni sgravio fiscale e misura economica di favore alle aziende che operano sul territorio comunale che fanno affari con quelle sioniste (miltari ma anche “dual use”, tipo telecamere e altri congegni atti allo spionaggio), con controlli serrati e rigorosi in materia di sicurezza e di tutela della salute con sanzioni adeguate in caso di difformità;

3. allertare e mobilitare i vigili urbani sulla presenza di militari e altri criminali di guerra sionisti indicati dalla CPI e altri organismi internazionali che possono essere di passaggio sul territorio e provvedere al loro fermo immediato;

4. azioni di boicottaggio di tutti i prodotti e delle aziende israeliane o che hanno rapporti con Israele. A questo proposito sosteniamo l’iniziativa intrapresa da alcune lavoratrici della ASL Toscana Sud Est che hanno voluto rimarcare con forza la giustezza del boicottaggio dei prodotti farmaceutici di origine israeliana. In queste ore sta circolando il video dimostrativo della loro azione: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/20/farmaci-israeliani-video-boicottaggio-toscana-notizie/8100153/ contro cui la a consigliera regionale di Frattelli d’Italia, Elisa Tozzi, si è scagliata definendolo: “un gesto tanto folle quanto molto grave”. No cara Tozzi: i folli e CRMINALI siete voi, servi e scendiletto di uno stato straniero alla faccia del “prima gli italiani!”. Ben venga che i lavoratori di ogni settore e comparto si organizzino, si attivino e si mobilitino contro il genocidio. L’organizzazione in questi casi è fondamentale per scongiurare ed eventualmente affrontare le ritorsioni aziendali e poliziesche che certamente in questi casi non si fanno mancare. Lorenzo Falchi, ex sindaco di Sesto Fiorentino e attuale candidato al consiglio regionale (a sostegno del PD e di Eugenio Giani) ha avuto il merito di essere il primo sindaco ad avviare un boicottaggio sistematico dei farmaci TEVA: ebbene lui per primo deve prendere posizione pubblicamente in solidarietà di queste lavoratrici, deve usare la sua notorietà e visibilità per far desistere eventuali ritorsioni e attacchi da parte dell’azienda sanitaria (oltretutto la Sanità Toscana è nelle mani del PD con cui Falchi è candidato…).

Non solo: comitati, sindacati e organizzazioni politiche, i candidati delle liste anti Larghe Intese (come Toscana Rossa e il PCI) devono sostenere e rivendicare la giustezza dell’iniziativa di queste lavoratrici e aiutare altri lavoratori a organizzarsi al meglio nel portare avanti azioni di protesta contro il genocidio in corso in Palestina.

Andiamo davanti agli ospedali e presidi sanitari, portiamo la bandiera della Palestina e la nostra solidarietà alle lavoratrici della ASL Toscana Sud Est!

***

Rilanciamo la presa di posizione di Marco Lenzoni, infermiere, delegato sindacale USB RSU ASL nord-ovest Toscana che è un esempio positivo di solidarietà di classe: https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=24307922475538577&id=100002424898001&rdid=pz1GTwMXuZLTzhUZ

***

5. Destituzione del Console d’Israele Marco Carrai dalla fondazione Meyer. A tal proposito hanno fatto bene i compagni di Toscana Rossa che hanno contestato la presenza di Eugenio Giani ai funerali della giovane palestinese (https://www.facebook.com/share/1CL9xZJRkv/), Giani che oggi spende lacrime di coccodrillo non ha ancora fatto la cosa che da più parti e da più tempo gli è richiesta dai comitati e dalle associazioni palestinesi: destituire Marco Carrai dalla Fondazione. E no, non basta che Carrai condanni (a parole) il genocidio in Palestina come ha suggerito la candidata di AVS Silvia Noferi. Una condanna che, tra l’altro, non arriverà mai dato che si parla di un sionista dichiarato e come tale sostenitore dell’occupazione della Palestina e della pulizia etnica che si compie da bene prima del 7 ottobre…La Noferi anziché fare proposte che provano a salvare la faccia a Carrai dovrebbe essere in prima fila per chiederne le dimissioni come stanno facendo diversi rappresentanti istituzionali nonché il suo “compagno di Partito” Falchi!

Naturalmente, cosa, come e quanto amministratori, eletti o candidati faranno DIPENDE solo e soltanto dalle masse popolari organizzate: dall’iniziativa che riusciremo a sprigionare dal basso, dal livello di lotta che riusciremo ad alzare.

Bisogna sfruttare la campagna elettorale per le elezioni regionali promuovendo irruzioni e proteste ai comizi elettorali, mobilitazioni, azioni di disobbedienza civile, di protesta e di disturbo, blocco del traffico di armi e di merci e prodotti di origine israeliana. Bisogna fare azioni ad alta visibilità, azioni che seppur illegali sono legittime perché vanno negli interessi della causa del popolo palestinese! Iniziative che servono a rafforzare le battaglie, ad accumulare forze, a imparare a fare cose nuove, a imparare ad affrontare la repressione che inevitabilmente colpisce chi lotta (perché lotta!) ma che possiamo ribaltare contro chi ce la scaglia addosso!

Le elezioni sono una fastidiosa liturgia per la classe dominante ma non possono (ancora) farne a meno: ne hanno bisogno per dare una parvenza di democrazia…Rendiamogliele ingestibili! Come ingestibili dobbiamo rendere i nostri territori a ogni governo delle Larghe Intese fino a cacciarlo e sostituirlo con Amministrazioni comunale e regionali che siano reale espressione degli interessi delle masse popolari!

***

E’ legittimo tutto quello che va negli interessi delle masse popolari anche se illegale

A Pisa nel quartiere di S. Ermete abbiamo realizzato una scritta, la stessa che è apparsa su un muro di Cecina per cui il nostro compagno Gianluca Marinai è sotto processo. Abbiamo scritto “Palestina libera” perché non è stato Gianluca a fare quella scritta, siamo stati tutti noi, tutti i solidali con la causa palestinese. Abbiamo ribadito che non è un reato scriverlo! E se questo Stato lo ritiene un reato allora siamo tutti colpevoli ed è QUESTO Stato a dover essere cacciato!

Ancora Pisa abbiamo portato le parole d’ordine di liberazione del nostro paese dall’occupazione militare della Nato e degli imperialisti USA sulle mura della stazione di Tombolo, ennesimo pezzo del territorio pisano in via di espropriazione delle basi militari. Cacciamo questi occupanti abusivi, terroristi e guerrafondai!

A Firenze abbiamo sostenuto e partecipato all’iniziativa di Firenze per la Palestina che l’11 agosto, in occasione della commemorazione della Liberazione di Firenze, ha organizzato una mobilitazione per far irrompere le bandiere e la causa della Palestina. In quell’occasione alcuni attivisti hanno calato uno striscione con su scritto: “Palestina Libera” da Palazzo Vecchio.

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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