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Dal mondo dello sport: cartellino rosso per Israele!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Agosto 28, 2025
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Di questi giorni la polemica sollevata dal ministro Salvini contro la posizione pubblica presa dall’associazione Assoallenatori. L’associazione, negli scorsi giorni ha inviato una lettera alla Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio) chiedendogli di mobilitarsi per Gaza e di inoltrare a Uefa e Fifa la richiesta di sospensione della nazionale israeliana da ogni competizione internazionale. È stato poi il vice presidente Vossi a chiarire che l’iniziativa rientra in quelle necessarie azioni di contrasto internazionali che devono prendere piede anche nel settore calcistico. Il mondo è in fiamme – ha detto Vossi – e l’indifferenza è inammissibile. La sospensione della nazionale israeliana pochi giorni prima era stata invocata anche dal responsabile nazionale dello sport del Pd Mauro Berruto, dando vita a una petizione firmata da 44 parlamentari di Camera, Senato e Parlamento Europeo.

Di fine luglio invece la notizia che è stata la Federazione mondiale di Muaythai (disciplina non olimpica ma presente nelle competizioni internazionali come i Giochi Europei e Panasiatici) a deliberare il divieto dell’inno nazionale e dell’esposizione della bandiera israeliana in ogni loro manifestazione.

Insomma anche il mondo dello sport si sta mobilitando in solidarietà alla Palestina. Le ultime iniziative prese da associazioni e enti sportivi sono state precedute da prese di posizione di singoli atleti che hanno sventolato la bandiera palestinese durante le premiazioni o denunciato il genocidio perpetrato da Israele. Scorrendo il solo periodo che va da fine luglio ad agosto hanno fatto notizia la solidarietà alla Palestina data dall’ex calciatore Eric Cantonà all’indomani dell’uccisione di Suleiman Obeid, l’ex capitano e bomber della nazionale palestinese, e la vittoria del pugile irlandese Buddy McCurty sul suo avversario israeliano; vittoria conquistata al tempo del grido “Palestina libera”.  

Il mondo dello sport si muove sempre di più, su spinta e incalzo di tifosi e appassionati di sport. Spinta che è frutto del moltiplicarsi di campagne e iniziative contro il genocidio perpetrato dallo stato criminale di Israele. Come quella lanciata dalla Green Brigade (Brigata Verde) – la componente ultras del Celtic Glasgow Show Israel red card, che ha presto fatto il giro del mondo contando 32 tifoserie organizzate di vari paesi e una miriade di associazioni e realtà di sport popolare.

Leggi anche l’appello del (n)PCI Alle tifoserie organizzate che hanno aderito alla campagna “Show Israel the red card” e a tutte quelle solidali con la causa palestinese

O come quelle promosse da BDS che hanno preso di mira il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta de España portando in ogni angolo dei paesi le bandiere palestinesi, le parole d’ordine di Palestina libera e contestazioni ai ciclisti israeliani, per cacciarli (vedi Fuori Israele dal giro d’Italia: mobilitiamoci!). Come anche quella promossa contro l’azienda Erreà – sponsor di Israel Food Association – fino al suo ritiro dalla sponsorizzazione.

Le tifoserie organizzate e i singoli appassionati possono assumere un ruolo di peso nella campagna per l’isolamento internazionale di Israele moltiplicando ed estendendo più che riescono iniziative e campagne di solidarietà alla Palestina e di lotta contro la partecipazione di atleti israeliani alle manifestazioni sportive. Ogni pista, campo, palasport deve essere campo minato per lo stato criminale di Israele, per non passare impunito nemmeno da lì. Passi concreti che alimentano anche contraddizioni interne e internazionali.

La prossima data su cui tutte le tifoserie e le associazioni di sport popolare possono e devono convergere è quella del 4 ottobre, giorno in cui si terrà la manifestazione Tifiamo ancora Palestina, indetta a Udine da Comitato per la Palestina Udine, Comunità palestinese FVG e Veneto, ODV Salaam ragazzi dell’olivo Trieste, BDS e Calcio e Rivoluzione per impedire lo svolgimento della partita Italia – Israele valida per le qualificazioni mondiali 2026. Le adesioni alla manifestazione sono già oltre 200 e vanno fatte salire ulteriormente, per rendere impossibile e inagibile il territorio per la partita.

Leggi il comunicato Udine è con la Palestina: fuori Israele dalla FIFA!

Ma le tifoserie organizzate possono avere anche un ruolo di peso nell’alimentare ed estendere azioni e campagne di solidarietà alla Palestina fuori dai campi da gioco. Nel movimento variegato che nel paese cresce contro la guerra e il genocidio. Le occasioni che hanno per dare il proprio contributo al sostegno della resistenza palestinese sono numerose per il prossimo periodo. Tutte iniziative a cui partecipare, da sostenere ed estendere facendo partecipare in massa tifosi e atleti in modo da farne passi successivi che devono combinarsi con gli altri numerosi fronti di lotta che si riaccenderanno, dai rinnovi contrattuali, alla scuola e alla sanità pubblica, per rendere l’autunno campo minato per il governo Meloni.

Per il mese di settembre, di ottobre e anche di novembre sono già in programma numerose iniziative locali e nazionali.
■ 2-7 settembre, Venaus (TO): campeggio studentesco “Uniamoci contro chi ci vuole in guerra”,
■ 5-6 settembre, Cernobbio (CO): “L’altra Cernobbio, addio alle armi” promossa da Sbilanciamoci e Rete Pace e Disarmo,
■ 11 settembre, Roma: protesta contro il “Defence Summit” (incontro tra Forze Armate e industria delle armi),
■ 12-14 settembre, Cecina (LI): università estiva di Attac “Fermare l’economia di guerra, riprendersi il futuro”,
■ 15 settembre, Trieste: corteo “Fuori la guerra dal porto franco e internazionale di Trieste”,
■ 15-21 settembre: settimana di azione globale per la pace e la giustizia climatica,
■ 21 settembre, Roma: assemblea nazionale organizzata dal coordinamento “A pieno regime” contro la guerra, il governo Meloni e la deriva autoritaria,
■ 26-27 settembre: assemblea internazionale dei portuali contro la guerra promossa da USB,
■ 27 settembre, Roma: assemblea nazionale “Convergiamo” promossa da Stop Rearm Italia,
■ 4 ottobre (da confermare): mobilitazione nazionale per la Palestina indetta da Giovani Palestinesi in Italia, Unione Democratica Arabo-Palestinese e altre associazioni palestinesi,
■ 11 ottobre, Bologna: assemblea “Pensare l’Europa oggi: spazi e soggetti delle lotte in tempo di guerra” promossa da RESET Against the War, 
■ 11 ottobre, Firenze: corteo indetto dal Comitato No Comando Nato né a Firenze né altrove,
■ 12 ottobre, Umbria: marcia Perugia-Assisi,
■ 14 ottobre, Udine: manifestazione contro la partita di calcio Italia-Israele,
■ 25 ottobre (da confermare): manifestazione nazionale contro il riarmo e verso la legge di bilancio indetta dalla CGIL,
■ 4 novembre: giornata di lotta contro la propaganda di guerra e il militarismo (la convocazione dello sciopero non è ancora ufficiale) in occasione della festa nazionale delle Forze Armate,
■ 8 novembre, Roma (da confermare): manifestazione nazionale indetta dall’assemblea “Guerra alla guerra” organizzata il 27 luglio scorso dal movimento NO TAV.

Leggi l’intero Comunicato del (n)PCI: Mobilitazioni contro la guerra

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