Il Teatro alla Scala di Milano ha licenziato una maschera che ha urlato “Palestina libera” a un evento organizzato dal MEF, al quale erano presenti Giorgia Meloni e il ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti.
L’evento che si svolgeva a porte chiuse era organizzato per la riunione dell’Asian Development Bank, una banca regionale per promuovere lo sviluppo delle nazioni asiatiche e dell’area del Pacifico, che si pone come obiettivo la riduzione della povertà e il miglioramento delle condizioni economiche delle popolazioni. E’ una banca nata sulla falsariga della Banca Mondiale ed è dal 2002 osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La banca, da novembre 2024, nel pieno del genocidio del popolo palestinese, ha annesso fra i paesi membri anche Israele. Il suo rappresentante è Bezalel Smotrich, ministro delle finanze di estrema destra della colonia sionista d’Israele, che il 29 maggio 2025 ha annunciato di voler espandere l’occupazione con l’insediamento di 22 nuove colonie in Cisgiordania.
“La mia è stata una manifestazione di disobbedienza civile davanti a un genocidio. Il punto più rilevante è il mio ruolo da maschera: la direzione della Scala ha affermato che mi sarei nascosta come una vigliacca dietro l’istituzione, affermando che avrei dovuto pagare il biglietto per poter esprimere dissenso. Questo banalizza profondamente il valore e il significato della partecipazione culturale e democratica in quanto lavoratrice. Essere parte di un’istituzione non dovrebbe comportare la rinuncia al diritto di esprimere un pensiero. Soprattutto quando lo stesso luogo in cui lavoro, il Teatro alla Scala, è indifferente e quindi complice davanti al genocidio palestinese. Per la Palestina non ha mai neanche organizzato alcuna attività istituzionale, diversamente per l’Ucraina si è assistito fin da subito a una mobilitazione concreta, con iniziative di beneficenza. Ma soprattutto hanno preso una posizione politica fortissima quando hanno rimosso un noto direttore d’orchestra russo, per i suoi legami con Putin. Per la Palestina niente.
Se in passato ci fossero state iniziative solidali con la Palestina, allora si sarebbe potuto affermare in modo credibile che il mio licenziamento non sia dovuto al contenuto politico della mia azione.
Sanno che la Palestina non è solo una questione umanitaria, ma una questione soprattutto politica, una lotta contro l’imperialismo occidentale. Prendere una posizione chiara da parte della Scala significherebbe rompere alcuni rapporti di partnership: Credit Agricole, Allianz e Intesa San Paolo, istituti finanziari che hanno ingenti investimenti negli insediamenti coloniali israeliani e ne; nonché Edison spa che lucra sull’estrazione di combustibili fossili dalla Palestina occupata”. Ascolta l’intervista completa pubblicata su Radio Onda d’Urto.
A questa lavoratrice, che ha osato disobbedire nonostante la precarietà della sua condizione contrattuale, esprimiamo la nostra solidarietà! Che la mobilitazione per il suo reintegro alimenti ulteriormente il movimento di solidarietà alla resistenza palestinese in Italia e a Milano, che diventi un terreno importante per affermare i diritti dei lavoratori dentro i luoghi di lavoro e in particolar modo in un’istituzione culturale come è il Teatro alla Scala, che sia un tassello della lotta contro il Decreto Sicurezza, diventato legge in questi giorni.
Costringere con la mobilitazione il sindaco Sala e la sua giunta a essere conseguenti con le dichiarazioni di solidarietà a Gaza e alla Palestina!
L’ingiusto licenziamento della maschera della Scala è l’occasione per Sala e i suoi di dimostrare nei fatti e non solo con le chiacchiere il supporto alla causa palestinese e a tutte le sue forme di solidarietà.
Nel 2022 Sala ha potuto rimuovere il direttore russo Valerij Gergiev, che non aveva risposto alla sua richiesta di dissociarsi da Putin e “prendere le distanze dall’attacco russo in Ucraina”, perché è presidente della Fondazione teatro alla Scala. Ha quindi il potere per imporre il reintegro della lavoratrice!
Il 4 giugno Palazzo Marino è stata illuminata con la scritta “All eyes on Gaza”, un’iniziativa promossa da Francesca Cucchiara (Europa Verde), Beatrice Uguccioni (PD), Marzia Pontone (Lista civica – Sala Sindaco) e Giulia Pastorella (Azione), alla quale hanno aderito Europa Verde, PD, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Anpi, CGIL, Arci, Libera, I sentinelli di Milano e altre realtà progressiste.
Lo stesso Sala ha pubblicato sul suo canale Instagram le foto di Palazzo Marino illuminato.
Bene. Ora gli occhi li dobbiamo puntare su Palazzo Marino, perché questa iniziativa non rimanga solo simbolica, ma si traduca in azioni concrete: essere solidali con la Palestina vuol dire togliere il terreno ai sionisti in Italia, vuol dire sostenere chi in Italia lotta, si espone contro il genocidio e perde il lavoro per questo.
Il Sindaco Sala deve intervenire sulla direzione della Scala per fare ritirare il licenziamento. Se non lo farà da solo, deve essere la mobilitazione popolare a costringere il Comune a farsi portavoce della giusta lotta per il reintegro della lavoratrice licenziata!
Sostenere la lotta per il reintegro della maschera licenziata dalla Scala è un modo per sostenere in Italia la lotta del popolo palestinese: il silenzio complice della Scala sul genocidio è dovuto allo stretto legame economico che ha con istituti di credito (e non solo) che traggono profitto dall’occupazione della Palestina e dal genocidio. Imporre con la mobilitazione il reintegro di questa lavoratrice significa scardinare un pezzetto del potere economico e politico che i sionisti hanno nella città di Milano.
Intorno a questa lavoratrice licenziata si sta creando una grande solidarietà e tante le organizzazioni sindacali, politiche, associative, il consigliere comunale Carlo Monguzzi che hanno preso posizione.
Oggi pomeriggio ci saraà anche un presidio di solidarietà alle h 16.45 in solidarietà alla lavoratrice a cui aderiamo e invitiamo ad aderire.
Questa solidarietà e la lotta per il reintegro della lavoratrice licenziata deve alimentare e legarsi al movimento popolare – in solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese e contro gli accordi tra il governo e le amministrazioni locali con lo Stato illegale e genocida di Israele, contro la Terza guerra mondiale e la corsa al riarmo, la NATO;
– alla lotta contro il Decreto Sicurezza (diventato legge!) che dà ulteriori strumenti per ricattare e reprimere;
– più in generale, alla lotta per i diritti dei lavoratori e per la cacciata del governo Meloni e di quei partiti d’opposizione delle Larghe Intese che gli reggono il gioco.
Per questo aderiamo e invitiamo a aderire, partecipare e promuovere la partecipazione a queste prossime mobiltazioni:
– 7 giugno corteo promosso da GPI, UDAP e CPL a Milano – h. 14.30 a Porta Venezia: “Stop accordo Militare tra Italia e Israele – Milano deve rompere i legami con l’entità sionista” .
– l’8-9 giugno Referendum: portiamo davanti ai seggi bandiere della Palestina, striscioni contro la guerra, volantini che promuovono lo sciopero del 20 giugno e le mobilitazioni contro la guerra e il riarmo del 21 giugno a Roma;
– lo sciopero del 20 giugno indetto dalla CUB e a cui hanno aderito USI, SGB, SI Cobas e altri contro il genocidio a Gaza; da USB contro la guerra; dai confederali per il rinnovo del CCNL dei metalmeccanici. Che questa data diventi una data “comune” contro la guerra, contro il genocidio a Gaza ma anche contro la guerra interna, le politiche antipopolari che padroni e governo delle Larghe Intese promuovono contro i lavoratori nel nostro paese.
Riportiamo il comunicato degli iscritti della CGIL della Scala in solidarietà alla lavoratrice e di adesione allo sciopero del 20 giugno contro il geneocidio:
“COMUNICATO SINDACALE
La posizione del Professor Lattuada, tenuta in Sala Gialla e ribadita pubblicamente sui social, sul licenziamento della lavoratrice maschera non ci appartiene.
Anzi è incompatibile col nostro essere cittadini del mondo.
Il dissenso e il malumore degli iscritti CGIL su questa vicenda è talmente grande che abbiamo deciso di renderlo noto.
A genocidio in corso non è tollerabile e giustificabile tale mistificazione su un gesto si spontaneo ma del tutto innocuo. Essere sponda e megafono della Direzione del Teatro è un ruolo che altre sigle sindacali sanno bene interpretare; non è mai stato nelle corde della CGIL in Teatro.
La Segreteria milanese è corsa ai ripari con un’ipocrita comunicato che ancora una volta parla di “cessate il fuoco” quando la Striscia di Gaza non esiste più: un macabro tentativo di voler difendere la rendita di posizione a scapito del popolo palestinese.
Per tali ragioni invitiamo tutti i lavoratori del Teatro Alla Scala ad aderire allo sciopero generale Pro Gaza 20/6
ISCRITTI CGIL”
– le mobilitazioni del 21 giugno contro la guerra il riarmo e le politiche guerrafondaie: all’oggi ce ne saranno due entrambe a Roma. Quella No contro guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo convocata dalla rete Stop Rearm Europe e l’altra No al riarmo, no alla guerra, per il disarmo convocata dall’area Potere al Popolo, Rete dei Comunisti.
Sempre a Roma ci sarà anche l’assemblea del Coordinamento Nazionale NO NATO alle h. 10 presso la Sede UAAR, via Francesco Negri, 67/69.
Infine, il 14 e 15 giugno presso il GTA – Gratosoglio Autogestita (Milano – via Lelio Basso, 7) si terrà la Festa di Riscossa Popolare: un momento di confronto, organizzazione e coordinamento di tutte quelle realtà e singoli che si ribellano e si mobilitano contro lo stato di cose presenti, contro la spirale di guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione, la repressione (anche quella nei luoghi di lavoro). Vedi il programma completo qui: https://www.facebook.com/riscossapopolaremi/
Se chi non lotta ha già perso… è il momento di lottare per vincere!

![[Milano] Adesione allo sciopero generale del 26 maggio 2026](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/05/sciopero-generale-29-maggio.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1)
![[MILANO] CRONACA DALLA GIORNATA DI SCIOPERO GENERALE, BLOCCHIAMO TUTTO, PER CONQUISTARE TUTTO!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-18-at-19.07.11.jpeg?fit=2040%2C920&ssl=1)
![[Milano] La Milano antifascista e antisionista ha vinto. Ora serve rilanciare subito!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/25-aprile-2026-cacciata-dei-sionisti.jpeg?fit=572%2C320&ssl=1)
![[Milano] Non permetteremo alla Brigata del genocidio di sfigurare il 25 Aprile a Milano](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/Duomo-Palestina.jpeg?fit=593%2C443&ssl=1)
![[Lombardia] Sul corteo per la sanità dell’11 aprile a Milano](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/commissariamento-Regione-Lombardia.jpg?fit=2048%2C1536&ssl=1)
