Sabato 24 maggio alle ore 14:00 il Partito dei Carc parteciperà al corteo per la Palestina organizzato da GioveSì e che attraverserà la città di Sesto Fiorentino partendo da Piazza Vittorio Veneto fino all’Unione Operaia di Colonnata.
Questa manifestazione segue ed è in continuità con quella, pienamente riuscita, di Firenze per la Palestina in occasione dei 77 anni dalla Nakba dello scorso sabato 17 maggio. Questa manifestazione deve porsi in concatenazione con i prossimi appuntamenti dei mesi di maggio e di giugno: la manifestazione nazionale del 31 maggio a Roma contro il decreto sicurezza, le mobilitazioni del 2 giugno, i referendum dell’8 e del 9 giugno, la manifestazione nazionale contro la guerra del 21 giugno a Roma.
Dobbiamo usare in modo concatenato tutti questi appuntamenti per non dare tregua al governo Meloni e soprattutto per rafforzare il nostro campo: rafforzarci organizzativamente e politicamente. Chi oggi si proclama a favore della Palestina e contro il genocidio in corso deve, come prima cosa, contribuire a lottare contro i governi dei paesi imperialisti che sono complici di Israele. Il Governo Meloni è in prima fila e non manca di dare prova del suo intrinseco sionismo. Basti pensare che l’Italia, assieme alla Germania, si è opposta alla revisione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele. I governo Meloni è tra i governi maggiormente complici dell’Olocausto palestinese in corso!
Ebbene, il corteo del 24 maggio vede le adesioni di una parte sensibile di amministratori ed associazioni provenienti da tutta la Piana, in continuità con quanto di buono stanno facendo sindaci, assessori e consiglieri, in particolare dei comuni di Sesto, Campi e Calenzano che si sono schierati a sostegno della lotta dei comitati come Sanitari per Gaza e Firenze per la Palestina, che da tempo denunciano il fatto che il sionista Marco Carrai ricopra la Presidenza della Fondazione Meyer. Lo stesso soggetto è anche Presidente di Toscana Aeroporti e convinto fautore della speculazione volta all’allargamento dell’aeroporto di Peretola.
Adesso si tratta di dare continuità e trasformare i segnali in azioni pratiche. Contro la guerra e la militarizzazione della Toscana è stato scritto un appello firmato da amministratori di tutta la regione, ma non dal Sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi: perché? Eppure c’è un nesso evidente tra la lotta contro il genocidio in Palestina e quella contro la militarizzazione del nostro territorio, dato che il nostro paese viene usato come retroterra strategico delle principali operazioni della NATO, degli imperialisti USA e dei sionisti. Firenze è stata prescelta per ospitare il più grande comando NATO dell’Europa del Sud (vedasi qui: https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/caserma-rovezzano-nato-lh8ul1ip). Il problema non riguarda solo il capoluogo, ma tutta la provincia – la piana fiorentina in primis– se non la regione e l’intero paese. Dunque i tre sindaci devono associarsi alla lotta del Comitato No Comando NATO che da due anni porta avanti attività e iniziative di sensibilizzazione sul tema. Non può esserci pace e non è possibile parlare seriamente di pace senza mettere in discussione la principale organizzazione criminale che dal secondo dopo guerra semina morte e distruzione per difendere gli interessi del complesso militare-industriale statunitense (principale alleato, fino ad oggi, dello stato illegittimo di Israele). Dunque, saremo in piazza per sostenere queste e le altre rivendicazioni dei comitati come quella che chiede al Presidente della regione Giani di prendere posizione contro il ruolo del Console dello stato genocida di Israele nell’ ospedale pediatrico fiorentino e per ribadire l’appoggio alla Resistenza Palestinese. Gli amministratori devono essere in prima fila su ciascuna di queste rivendicazioni: schierandosi e facendo tutto ciò che è in loro potere per sostenere l’agibilità dei comitati e le loro battaglie.
In un territorio come la Piana, martoriato dal precariato, dalla speculazione edilizia che deturpa l’ ambiente, dal carovita, è quanto mai necessario, anche qui, oggi, che i lavoratori e le masse popolari facciano quadrato per opporre la giusta resistenza alle mire della classe dominante che, come in Palestina, se ne frega dei diritti e persegue solo i propri luridi interessi trascinando il paese verso la terza guerra mondiale.
La soluzione per far fronte al disastroso corso delle cose esiste e si chiama protagonismo popolare! A partire da quello della classe operaia, motivo per cui facciamo appello ai lavoratori della Piana, a cominciare da quelli dell’ex Collettivo di Fabbrica GKN, a partecipare numerosi a questa manifestazione.
È il momento di una solidarietà coraggiosa e guidata dai lavoratori! Quali che siano i settori in cui sono impiegati, quali che siano le loro mansioni, quali che siano i loro contratti e le loro condizioni di lavoro, gli operai sono i migliori alleati di tutti coloro che nella società capitalista si sollevano, si ribellano, resistono; gli operai sono i migliori alleati del popolo palestinese perché sono nella condizione di fermare il paese, di renderlo ingestibile al governo Meloni fino a cacciarlo! Cacciarlo, sì: questo è lo sbocco politico unitario a tutte le mobilitazioni che sono già in corso, perché ognuna di esse parla della necessità di liberare il paese dalla forze che lo occupano, dagli agenti sionisti, dai guerrafondai, dagli imperialisti USA e NATO, dal Vaticano. Cacciare il governo Meloni e imporre, con la lotta e la mobilitazione, un governo che trasformi in legge le principali rivendicazioni dei lavoratori e delle masse popolari, un governo che interrompa qualsivoglia rapporto con la colonia sionista e che sostenga con tutte le forme e modalità possibili la Resistenza palestinese; un governo di Emergenza Popolare lo chiamiamo noi, ma la questione non è il nome, la questione è impiegare le energie per costruire la nostra soluzione di governo: ci sembra difficile solo perché non osiamo farlo!
In conclusione, rilanciamo l’invito alla Festa della Riscossa Popolare che svolgeremo il 27, 28 e 29 giugno all’Unione Operaia di Sesto Fiorentino: tre giorni di sana socialità, ristorante, dibattiti, ma soprattutto di dibattito politico; segnaliamo in particolare il dibattito di sabato 28 che sarà proprio sul tema del “che fare” per mettere fine al vortice della Terza Guerra Mondiale in corso. La lista degli ospiti è in aggiornamento, al momento hanno confermato la presenza Claudio Grassi dell’Associazione “Il coraggio della Pace. Disarma” e Sharif Amad, palestinese di Gaza.
P. CARC, Presidio di Sesto Fiorentino

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