Il Partito dei CARC alle prossime elezioni amministrative del Comune di Ravenna del 25 e 26 maggio vota e farà votare Marisa Iannucci sindaca e una qualsiasi delle quattro liste che la sostengono. Per il suo riconosciuto impegno militante, per essersi messa a disposizione del movimento per il lavoro, l’ambiente, la Palestina e la lotta alla guerra e l’economia di guerra.
La tornata elettorale si svolge nel contesto della terza guerra mondiale a pezzi che investe pienamente il territorio del ravennate, non solo per l’installazione del rigassificatore e per il traffico illegale di armi destinate a Israele nel porto ma anche per il fronte interno di questa guerra, con il progressivo smantellamento dell’apparato industriale, gli omicidi sul lavoro, le privatizzazioni, la devastazione del territorio e dell’ambiente.
Valutiamo positivamente che si sia riusciti a schierare quattro liste per un’unica candidata sindaco visto che fra le forze che oggi si oppongono ai partiti delle Larghe Intese (quelli che a livello locale e nazionale governano il paese) oggi c’è frammentazione e che, se non ci fosse stato uno specifico sforzo in questo senso, ci saremmo ritrovati con quattro liste concorrenti.
La frammentazione, del resto, è uno specchio della debolezza, prima di tutto ideologica, di chi queste forze dirige. Questa campagna elettorale ha fatto emergere, infatti, alcuni limiti che oggi impediscono al movimento popolare di crescere e far valere la sua forza anche sul piano elettorale.
I principali sono due:
– il legalitarismo, cioè l’attestarsi a una campagna elettorale fatta di sottomissione ai regolamenti e alle prassi consolidate da campagne “vecchio stile”, invece di usare le elezioni per mettere in campo, coi più di 80 candidati che abbiamo a disposizione, azioni di rottura, sul modello, per esempio, di quelle organizzate da Extinction Rebellion a livello nazionale con la loro “primavera rumorosa”;
– il settarismo e lo spirito di concorrenza che a volte sfocia in un vero e proprio atteggiamento da “guerra per bande”.
Queste, in un mondo sottosopra e in guerra, sono le principali forme di sottomissione ideologica alla classe dominante fra chi oggi si propone di invertire il disastroso corso delle cose. Pensiamo quindi, a prescindere dal risultato, che queste elezioni saranno state utili se di esse sapremo fare, collettivamente, un giusto bilancio, nel senso di usarle per continuare a far vivere e far crescere, anche oltre la tornata elettorale, quanto di solido è stato costruito e di correggere invece quanto di nocivo è stato messo in campo. Il nostro Partito è a disposizione per discutere questo bilancio e rilancio sul territorio.
Avanti nella costruzione del Fronte anti Larghe Intese! Costruiamo un’amministrazione locale di emergenza che sia espressione agli organismi operai e popolari del territorio!


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