
1 giugno 2025, Festa della Riscossa Popolare
Siamo lieti invitarvi alla nuova edizione della Festa federale di Riscossa Popolare organizzata dalla Federazione di Roma e Lazio del Partito dei CARC, quest’anno con la collaborazione e l’ospitalità del Centro di Iniziativa Popolare del quartiere Alessandrino, in via delle Ciliegie 42.
Programma
h.10, apertura del gazebo – stand delle Edizioni Rapporti Sociali (ERS), l’editoria al servizio della lotta di classe. Vieni a consultare ed acquistare le nostre pubblicazioni.
h. 15.00 – Tavolo tematico. La scuola pubblica è sotto attacco: ORGANIZZIAMOCI! Le ultime “riforme” del ministro Valditara – dal modello 4+2 alle nuove Indicazioni Nazionali – rappresentano solo l’ultimo atto di un processo che affonda le radici nel passato e che ha un obiettivo chiaro: privatizzare l’istruzione pubblica e sottometterla agli interessi delle imprese capitaliste.
Preparare e rendere docili i giovani delle masse popolari a un futuro segnato da guerra tra poveri, miseria e sfruttamento è diventata la missione educativa assegnata alla scuola pubblica. A ciò si accompagna un massiccio investimento ideologico e materiale per inculcare soggezione verso il militarismo della classe dominante. La militarizzazione della scuola è ormai una realtà: finanziamenti, accordi con l’esercito, propaganda nazionalista a scuola fino all’alternanza scuola-lavoro in caserma. L’obiettivo: formare la carne da cannone per la terza guerra mondiale già in corso sotto traccia.
Negli ultimi anni si è sviluppata una mobilitazione crescente nel settore dell’istruzione:
– le lotte degli studenti contro l’alternanza scuola-lavoro e i PCTO
– le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina, come occupazioni e manifestazioni nelle scuole e nelle università, che hanno denunciato il ruolo delle istituzioni educative nel sostegno a regimi oppressivi e all’oppressione dei popoli
– l’emergere di movimenti di base dei lavoratori della scuola, come la Rete Scuola Pubblica e l’Osservatorio contro la militarizzazione
– le lotte dei lavoratori delle cooperative sociali e dei servizi esternalizzati, come quelle portate avanti a Roma dagli AEC-OEPAC (assistenti educativi e alla comunicazione), che rivendicano diritti, stabilizzazione e riconoscimento professionale
Tuttavia, il quadro resta difficile. La forsennata differenziazione tra i lavoratori della scuola – attraverso barriere contrattuali, precarietà e terziarizzazioni – frena lo sviluppo di una resistenza efficace contro i piani di smantellamento e privatizzazione.
Le lotte sindacali, per quanto importanti e necessarie, finiscono spesso per alimentare questa frammentazione, soprattutto quando si sviluppano in forma settoriale e competitiva, disgiungendo invece di unire. Il settarismo e la concorrenza tra sigle sindacali rappresentano un’ulteriore aggravante. La divisione dei lavoratori della scuola è oggi una delle principali armi in mano ai governi che smantellano l’istruzione pubblica e ai loro agenti nei luoghi della formazione.
Costruiamo unità e resistenza. È fondamentale costruire, scuola per scuola, organizzazioni di base capaci di unire e coordinare le lotte, da quelle degli studenti a quelle di tutte le figure che lavorano nella scuola e nella formazione.
Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della scuola – e più in generale del mondo della formazione – a partecipare a questo tavolo di confronto: per scambiare esperienze, ragionare insieme su come fare rete, organizzarsi, costruire strumenti di resistenza collettiva.
Un primo terreno di convergenza può essere la valorizzazione e la promozione della campagna per i 5 SÌ al referendum dell’8 e 9 giugno: un’occasione per costruire collegamenti reali nei territori e nei luoghi di lavoro.
Contro la frammentazione, l’individualismo e la guerra tra poveri, costruiamo insieme solidarietà, unità e organizzazione.
h.18; dibattito “Organizzare la resistenza, soffiare sul fuoco della rivolta”. Nel mese di aprile la mobilitazione popolare ha compiuto un salto. Si è trattato di un salto quantitativo, cioè riguarda il numero di settori delle masse popolari coinvolti, l’allargamento dei temi della mobilitazione, il numero di persone coinvolte e le forme di lotta adottate. E di un salto qualitativo, nel senso che si è andata consolidando sia la tendenza a sfidare divieti e prescrizioni imposti dalle autorità sia quella a sviluppare coordinamento fra diversi organismi operai e popolari e fra i diversi ambiti di lotta (lotte operaie e sindacali, contro la guerra, il riarmo e in solidarietà con la resistenza palestinese, contro la crisi climatica e il decreto sicurezza, ecc.). Questo è il risultato cui hanno concorso una varietà di iniziative: dagli scioperi dei metalmeccanici fino alla grande giornata di mobilitazione del 25 Aprile, passando per la manifestazione contro la guerra del 5 aprile a Roma e da quella in solidarietà al popolo palestinese del 12 aprile a Milano e per la miriade di mobilitazioni territoriali e tematiche.
Nel mese dell’80° anniversario della liberazione dal nazi-fascismo abbiamo avuto numerose e concentrate dimostrazioni che la mobilitazione popolare e la resistenza possono svilupparsi e raccogliere vasto seguito anche nelle circostanze più difficili. La condizione del loro sviluppo ulteriore, fino a produrre iniziative che incidano nella lotta di classe, è che emergano le forze organizzate che con determinazione, audacia e lungimiranza se ne mettano alla testa, che si occupino di promuovere la mobilitazione, promuovere la più ampia confluenza in essa e condurla fino in fondo. Se la gloriosa giornata del 5 ottobre 2024 è stata una prima grande dimostrazione di ciò, le mobilitazioni che si sono succedute ad aprile ce ne hanno dato una conferma. In particolare il successo della mobilitazione antifascista e antisionista del 25 aprile a Porta San Paolo ci ha dimostrato che rompere con il disfattismo e l’attendismo e i loro agenti è il presupposto per estendere e sviluppare la resistenza.
Generalizzare e far valere queste lezioni è compito in primo luogo dei comunisti ma anche degli oppositori più determinati a farla finita con il regime della classe dominante. Dipende da noi promuovere il massimo dispiegamento della mobilitazione di massa contro il coinvolgimento italiano nella III guerra mondiale, contro crisi climatica e degrado delle condizioni di vita e di lavoro, al fianco della resistenza palestinese e di tutti i popoli che resistono alle scorribande degli imperialisti USA, UE e sionisti, per cacciare il governo Meloni e porre le basi della nuova liberazione nazionale che serve al paese per rinascere. E dipende da noi anche dare battaglia per isolare e neutralizzare settarismo e spirito di concorrenza che fiaccano e sabotano il successo delle nostre iniziative.
Sono alcune delle questioni su cui concentrarsi e su cui chiamiamo a dibattere apertamente per intervenire con successo e senza perderci per strada lezioni acquisite, nelle grandi mobilitazioni della prossima fase, dalla battaglia per i 5 SI al referendum dell’8 e 9 giugno alla prosecuzione del movimento di solidarietà con la resistenza palestinese, dalla prosecuzione della miriade di lotte particolari in corso fino alla giornata di mobilitazione contro la guerra del 21 giugno.
h.20.30 – Cena sociale e intrattenimento poetico – musicale
Promuove l’iniziativa: Federazione Lazio del Partito dei CARC
Per contatti: [email protected] ; 3517829230 ; contatti FB e IG

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