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Il governo Meloni non ascolta le piazze?

Teresa Noce by Teresa Noce
Novembre 3, 2023
in In evidenza, Primo piano, Resistenza n. 11-12/2023
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Non esiste problema o emergenza che un governo non abbia il potere, gli strumenti e le risorse per affrontare in modo efficace. Se non lo fa è solo per una questione di interessi (per conto di quali interessi agisce e opera) e quindi di volontà politica.
Il governo Meloni non può e non vuole affrontare in modo efficace e coerente con gli interessi delle masse popolari le “questioni ordinarie” – che a forza di essere tralasciate sono diventate emergenze – come il carovita, la difesa dei posti di lavoro contro lo smantellamento dell’apparato produttivo e il dissesto del territorio (a ogni pioggia un po’ più forte segue un disastro annunciato), ma nemmeno le questioni straordinarie. Le conseguenze della guerra che la Nato sta conducendo in Ucraina contro la Federazione Russa e quelle legate al massacro del popolo palestinese per mano dei sionisti lo dimostrano. Anzi, è talmente sottomesso agli imperialisti Usa e ai sionisti che con la sua condotta trascina il paese e le masse popolari italiane nella guerra.
Qualcuno potrebbe far notare che dal governo Meloni non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Vero. E il discorso sta proprio in questi termini, anzi in un termine specifico: “aspettare”.

Molte persone, operai, lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e studenti vedono la necessità e l’urgenza di mobilitarsi per cacciare il governo Meloni e si pongono una questione molto concreta.

Mobilitiamoci, manifestiamo, ribelliamoci…. Ma perché nessuno lo fa? Perché non ci sono manifestazioni di massa?

Partiamo da un fatto: non è vero che nessuno si mobilita per cacciare il governo Meloni.
Se Tv e giornali, anziché dare spazio a gossip e notizie spazzatura, dessero spazio alle tante manifestazioni che ci sono state e ci sono, nessuno si sentirebbe solo e rassegnato. Del resto non è un caso che Tv e giornali siano pieni di fuffa e descrivano la realtà solo per come fa comodo alla classe dominante.
In secondo luogo, i partiti che in parlamento fanno opposizione sono più occupati a “fare i pompieri delle mobilitazioni” che a chiamare le masse popolari a manifestare e a ribellarsi.
Prendiamo il Pd: altro che alternativa! Tutti i governi a cui ha partecipato in passato (per ultimo il governo Draghi) hanno fatto le stesse cose che oggi fa il governo Meloni; ha attuato in passato lo stesso programma e ugualmente farebbe oggi se fosse lui al governo.
Prendiamo il M5s, che dopo il governo Conte 1 si è progressivamente fatto inglobare nel sistema politico delle Larghe Intese e ha messo nell’armadio le ambizioni di essere il “vero rappresentante” degli interessi delle masse popolari.
Ma prendiamo anche la Cgil, che agisce e opera in funzione degli interessi e delle direttive che le impartisce il Pd: come può mettersi alla testa della mobilitazione per cacciare il governo Meloni, se poi il “suo governo di riferimento” attuerà lo stesso programma?

Questi “autorevoli centri dell’opposizione” si guardano bene dal chiamare le masse popolari alla mobilitazione per cacciare il governo Meloni: promuovono manifestazioni – molto al di sotto di quanto la situazione richiede – solo per contrastare questo o quel provvedimento del governo o, addirittura, per “aprire un dialogo ed essere ascoltati”.
Ma il governo Meloni se ne sbatte delle rimostranze e del “dialogo” e procede per la sua strada; cercare di essere ascoltati è il modo più efficace per lasciargli mano libera. Solo un esempio: quanti sono i lavoratori a cui, nel corso dell’anno, è triplicata la rata del mutuo per la casa nel totale silenzio-assenso del governo?
Per obbedire agli imperialisti Usa, ai sionisti, alla Ue il governo Meloni non si fa scrupoli a tradire i suoi stessi sostenitori e gli elettori di Fdi e Lega, figuriamoci se sta ad ascoltare le rimostranze degli oppositori!
Tutte le apparenze dicono che non c’è niente da fare, bisogna rassegnarsi e “aspettare che passi”. Ma quando sembra che non ci sia niente da fare, quello che bisogna fare a volte è sotto i nostri occhi. Basta vederlo, volerlo e darsi i mezzi per realizzarlo.

Le masse popolari del nostro paese sono alla ricerca di un centro autorevole che le organizzi e le mobiliti per cambiare il corso delle cose, perché la classe dominante sta portando il paese e la società intera alla rovina. Questa ricerca implica e comprende l’obiettivo di cacciare il governo Meloni e costituire un governo che abbia la volontà politica di usare il potere, gli strumenti e le risorse di cui dispone per affermare gli interessi delle masse popolari.
In questo contesto, il P.CARC porta in ogni ambito, in ogni piazza, azienda, scuola e territorio la parola d’ordine unitaria e unificante cacciare il governo Meloni e imporre un governo di emergenza popolare.

È un obiettivo unitario perché cacciare il governo Meloni è l’obiettivo politico che in questa fase sintetizza tutte le lotte di resistenza alla crisi, agli effetti della crisi e alle manovre della classe dominante.

È un obiettivo unificante perché imporre un governo di emergenza popolare è ciò che rende realistiche tutte le rivendicazioni dei lavoratori e delle masse popolari. Da qui discendono tre questioni.

a. Pd, M5s e sindacati di regime NON hanno alcuna intenzione di perseguire questi obiettivi, bisogna che siano gli organismi operai e popolari a farlo. In questa fase non è importante che siano già riconosciuti dalla maggioranza delle masse popolari, saranno riconosciuti – e quindi diventeranno rappresentativi – man mano che sviluppano la loro azione, si coordinano, si assumono la responsabilità di dare gambe alla lotta contro il governo Meloni (per cacciarlo) e dare una prospettiva alle masse (costituire un governo di emergenza popolare).
Sono i promotori del movimento contro la guerra degli imperialisti Usa e dei sionisti; sono i promotori del movimento contro la devastazione dell’ambiente e le speculazioni; sono gli organismi operai (legati alle organizzazioni sindacali o meno) in lotta contro lo smantellamento dell’apparato produttivo; sono i comitati dei disoccupati, ecc.
Gli organismi che oggi sono piccoli (o relativamente piccoli) e agiscono su scala locale diventeranno grandi e agiranno su scala nazionale quanto più si pongono apertamente la questione del governo che serve e si coordinano per imporlo.

Protestare e manifestare è necessario, ma è fondamentale che attraverso le mobilitazioni si formi una rete di organismi operai e popolari che si pone l’obiettivo di costituire e imporre un governo alternativo, un governo di emergenza delle masse popolari organizzate.
Quindi: bisogna rendere ingovernabile il paese con le mobilitazioni e porre continui problemi di ordine pubblico, ma principalmente bisogna curare che ogni mobilitazione contribuisca a rafforzare gli organismi operai e popolari esistenti, a farne nascere di nuovi, a favorire il loro coordinamento. Questa è la via per costruire la nuova classe dirigente del paese.

b. Cacciare il governo Meloni e imporre un governo di emergenza popolare sono obiettivi che non si possono “scomporre”. Non si può pensare di mobilitarsi per cacciare il governo Meloni senza porsi chiaramente la questione dell’alternativa. Un governo del Pd o Pd-M5s NON è l’alternativa. E del resto li abbiamo già visti all’opera. Se non si indica chiaramente l’alternativa, anche la mobilitazione per cacciare il governo Meloni non può svilupparsi oltre un livello elementare e chi se ne fa promotore non può che restare al carro degli eventi. Il che significa ANCHE portare acqua al mulino del Pd e della sua finta opposizione.
Al contrario, assumere l’obiettivo della costituzione di un governo di emergenza popolare consente di valorizzare anche la mobilitazione di facciata e d’opinione promossa dal Pd, quali che siano le sue reali motivazioni e i suoi obiettivi.

Pertanto c. Non ha nessun senso disertare o addirittura boicottare le manifestazioni promosse dal Pd, dal M5s e dalla Cgil in nome del fatto che la loro opposizione è parolaia e ipocrita, sconclusionata e opportunista. Non partecipare “per principio” alle loro mobilitazioni è un vezzo tipico di chi non si assume la responsabilità di cambiare le cose, come la grave situazione in cui siamo richiede.
A quelle manifestazioni – piaccia o meno – partecipano molte persone, la maggioranza delle quali è animata da uno spirito combattivo e da sani obiettivi. È sbagliato che i sindacati di base disertino le manifestazioni della Cgil, come è sbagliato che i partiti comunisti disertino le manifestazioni di piazza organizzate dal Pd e dai suoi cespugli. Se sindacati di base e partiti e organizzazioni comuniste hanno una linea più giusta, avanzata, coerente con gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari allora devono usare OGNI ambito e ogni mezzo per farla valere e contendere la direzione della mobilitazione ai collaborazionisti del governo e ai finti oppositori!

Ci sono ovviamente molti altri aspetti e considerazioni che sarebbe possibile fare, ma rimane un fatto attorno a cui inevitabilmente gira tutto: il governo Meloni non ascolta le piazze, le piazze devono rovesciarlo e imporre un governo che fa gli interessi delle masse popolari.

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