Sabotare la guerra dai posti di lavoro! 

L’esempio del Calp di Genova

Genova 27 ottobre…la guerra è sempre più attorno a noi, in questo pericoloso scenario anche nel porto di Genova si intrecciano strani movimenti… la lotta contro i traffici di armi non si è mai fermata ma ha bisogno di essere messa a punto tenendo conto dei cambiamenti in corso… rispondendo per adesso idealmente all’ appello dei sindacati palestinesi, invitiamo chi si vuole impegnare ad una assemblea generale operativa

Così il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) di Genova ha lanciato un’assemblea cittadina per oggi, 31 ottobre 2023 in risposta all’appello lanciato dai sindacati palestinesi al boicottaggio del rifornimento di armi a Israele (di cui abbiamo trattato qui).

Quella promossa dal Calp è un’iniziativa che risponde all’appello e che si impegna per farlo non solo idealmente, ma che vuole trovare, definire e mettere in pratica le vie concrete con cui realizzare il sabotaggio del rifornimento di armi allo Stato Israeliano, come a qualunque altro gruppo imperialista impegnato nelle sue scorrerie.  

Questa è un’iniziativa che va moltiplicata nei luoghi di lavoro! 

Ogni lavoratore che vuole attivarsi può riportare l’appello e discuterlo sul posto di lavoro. Può organizzare delle riunioni o degli incontri per fare inchiesta con i colleghi, per capire insieme in che modo l’azienda in cui si lavora partecipa – anche indirettamente – al sostegno alla guerra e trovare le modalità con cui fermare quell’ingranaggio (dallo sciopero nella produzione di componenti di guerra a quelli che riguardano la fabbricazione di componenti per il trasporto di queste, fino alla gestione delle infrastrutture, dell’informazione ecc.). 

Ogni iscritto o delegato sindacale può portare l’appello sul proprio posto di lavoro ed estenderlo a iscritti ad altri sindacati e a non iscritti per spingere anche il proprio sindacato ad occuparsene e a mettersi al lavoro su questa strada. 

Questo è il modo per fermare il sostengo del nostro paese alle guerre Usa-Nato e quelle degli imperialisti sionisti! Questo è anche il modo per estendere, ramificare e far crescere un movimento contro la guerra e contro la militarizzazione del territorio capillarmente e su obiettivi concreti e comuni, da cui poi proseguire passo dopo passo fino a cacciare il governo dei servi della Nato per imporre al governo solo chi è pronto a lavorare per fare gli interessi di tutti quelli che oggi si sono organizzati e hanno già le soluzioni! 

Gli operai e i lavoratori del paese devono far valere il ruolo e la forza che hanno! Sono loro le gambe e le braccia che permettono alle cose di accadere o meno, se si fermano loro si ferma il paese, se loro decidono che una cosa non si deve fare, quella cosa non viene fatta! 

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