Dieci, cento, mille iniziative di lotta e sabotaggio contro le operazioni di guerra della NATO e dei sionisti!

Lo sciopero generale del 20 ottobre indetto da SI Cobas, Adl Varese, Cub, Sgb, Usi e le manifestazioni indette per il 21 ottobre a Ghedi (BS), Pisa, Palermo, sono appuntamenti importanti in cui far convergere la più ampia partecipazione popolare e di lavoratori, con cui alimentare la lotta per cacciare il governo Meloni, per farla finita con l’economia di guerra e il protettorato USA sul nostro paese, per avanzare verso un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate.

Questo sciopero e queste manifestazioni si stanno combinando sempre più con le mobilitazioni di solidarietà con la resistenza del popolo palestinese in lotta contro il governo sionista di Israele. Particolare risonanza sta avendo l’appello dei sindacati palestinesi rivolto alle forze sindacali e sociali di tutto il mondo perché si mobilitino per sabotare i propri governi e i legami che intessono con il governo sionista israeliano.

Sono diversi i sindacati e i collettivi operai che stanno aderendo all’appello e lo stanno rilanciando. Tra questi il Si Cobas (qui l’adesione all’appello), l’ ADL Cobas (qui il video dell’adesione) e il CALP di Genova (qui il video dell’adesione). L’aspirazione e il proposito di legare la mobilitazione contro la guerra e l’imperialismo è un deciso passo avanti perché i sindacati di base assumano un ruolo politico ed elevino la combattività, l’organizzazione e il coordinamento tra i settori della classe operaia e del proletariato che vivono in Italia. Rilanciamo in questa direzione il comunicato del (nuovo) Partito comunista italiano che dettaglia tali azioni di sabotaggio, mobilitazione e lotta che è necessario portare avanti nel nostro paese (clicca QUI).

Per liberare il paese dai guerrafondai e dai servi della Nato bisogna moltiplicare le manifestazioni e le iniziative fino a rendere il paese ingovernabile ai vertici della Repubblica Pontificia, ponendo continui problemi di ordine pubblico, ma principalmente bisogna curare che ogni mobilitazione sia strumento per rafforzare gli organismi operai e popolari esistenti, farne nascere di nuovi, favorire il coordinamento di tutti e accrescere in loro la fiducia che è possibile costituire un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate. Il successo della mobilitazione per cacciare il governo Meloni è strettamente legato alla mobilitazione per costituirlo.

Dieci, cento, mille iniziative di lotta e sabotaggio contro l’economia di guerra, le basi militari e la partecipazione del nostro paese alle operazioni di guerra della NATO e dei sionisti!

***

APPELLO

Israele ha chiesto che 1,1 milioni di palestinesi evacuino la metà settentrionale di Gaza, sottoponendoli a continui bombardamenti. Questa mossa spietata fa parte del piano di Israele, sostenuto dal sostegno incrollabile e dalla partecipazione attiva degli Stati Uniti e della maggior parte degli stati europei, volto a compiere massacri atroci e senza precedenti contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza e ad effettuare una pulizia etnica totale.

Da sabato Israele ha bombardato indiscriminatamente e intensamente Gaza, tagliando carburante, elettricità, acqua, cibo e forniture mediche. Israele ha ucciso più di 2.600 palestinesi, tra cui 724 bambini, raso al suolo interi quartieri, spazzando via intere famiglie e ferendo più di 10.000 persone. Alcuni esperti di diritto internazionale hanno iniziato a mettere in guardia sugli atti genocidi di Israele.

Altrove, il governo di estrema destra israeliano ha distribuito più di 10.000 fucili ai coloni estremisti nella Palestina del ’48 e nella Cisgiordania occupata per facilitare i loro crescenti attacchi e pogrom contro i palestinesi. Le azioni, i massacri e la retorica di Israele evidenziano la sua intenzione di attuare la seconda Nakba promessa da tempo, espellendo quanti più palestinesi possibile e creando un “Nuovo Medio Oriente” in cui i palestinesi vivano in perenne sottomissione.

La risposta degli stati occidentali è stata di completo e totale sostegno allo Stato di Israele, senza nemmeno un frettoloso cenno al diritto internazionale. Ciò ha amplificato l’impunità di Israele, dandogli carta bianca per portare avanti senza limiti la sua guerra genocida. Oltre al sostegno diplomatico, gli stati occidentali forniscono armamenti a Israele, autorizzando l’attività delle aziende produttrici di armi israeliane all’interno dei loro confini.

Mentre Israele intensifica la sua campagna militare, i sindacati palestinesi chiedono agli altri sindacati a livello internazionale e a tutte le persone dotate di coscienza di porre fine ad ogni forma di complicità con i crimini di Israele, fermando con urgenza il commercio di armi con Israele, così come tutti i finanziamenti e la ricerca militare. Il momento di agire è adesso: le vite dei palestinesi sono in bilico.

Questa situazione urgente e genocida può essere prevenuta solo da un aumento massiccio della solidarietà globale con il popolo palestinese – ciò può frenare la macchina da guerra israeliana.

Abbiamo bisogno che voi agiate immediatamente, ovunque siate nel mondo, per impedire l’armamento dello Stato israeliano e delle aziende coinvolte nelle infrastrutture del blocco. Ci ispiriamo alle precedenti mobilitazioni dei sindacati in Italia, Sud Africa e negli Stati Uniti, e a simili mobilitazioni internazionali contro l’invasione italiana dell’Etiopia negli anni ’30, la dittatura fascista in Cile negli anni ’70 e altrove dove la solidarietà globale ha limitato la portata della brutalità coloniale.

Chiediamo ai sindacati dei settori interessati di:

1. Rifiutarsi di costruire armi destinate a Israele.

2. Rifiutarsi di trasportare armi in Israele.

3. Approvare mozioni nel loro sindacato in tal senso.

4. Agire contro le aziende complici coinvolte nell’attuazione dell’assedio brutale e illegale di Israele, soprattutto se hanno contratti con la vostra istituzione.

5. Fare pressione sui governi affinché interrompano ogni commercio militare con Israele e, nel caso degli Stati Uniti, i relativi finanziamenti.

Lanciamo questo appello mentre assistiamo ai tentativi di vietare e mettere a tacere ogni forma di solidarietà con il popolo palestinese. Vi chiediamo di parlare apertamente e di agire di fronte all’ingiustizia come hanno fatto storicamente i sindacati. Facciamo questo appello nella convinzione che la lotta per la giustizia e la liberazione palestinese non sia solo una lotta determinata a livello regionale e globale.

È una leva per la liberazione di tutti i diseredati e gli sfruttati del mondo!

Palestinian General Federation of Trade Unions, Gaza.

General Union of Public Service and Trade Workers

General Union of Municipal Workers

General Union of Kindergarten Workers

General Union of Petrochemicals Workers

General Union of Agricultural Workers

Union of Palestinian Women’s Committees Generation

Union of Media and Print Workers

Palestinian General Federation of Trade Unions (PGFTU)

General Union of Palestinian Teachers

General Union of Palestinian Women

General Union of Palestinian Engineers

Palestinian Accountants’ Association

Professional Associations Federation including:

Palestinian Dental Association—Jerusalem center

Palestinian Pharmacists Association—Jerusalem Center

Medical Association—Jerusalem Center

Engineers Association—Jerusalem Center

Agricultural Engineers Association—Jerusalem Center

Veterinarians Syndicate—Jerusalem Branch.

Palestinian Journalists’ Syndicate

Palestinian Bar Association

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