[Firenze] La lotta del popolo palestinese è la nostra lotta!

Contro l’installazione del comando NATO a Firenze!

Contro la militarizzaizone dei territori e la normalizzazione della cultura della guerra nelle nostre scuole e università!

Contro la servitù militare, economica e politica del nostro paese all’imperialismo USA-NATO e ai sionisti!

Cosa ci insegna il contrattacco delle forze palestinesi lanciato il 7 ottobre? che resistere è possibile, che contrattaccare è possibile anche di fronte a una schiacciante disparità di forze. Le forze della resistenza palestinese hanno raggirato il più esteso e sviluppato sistema di controllo del mondo infliggendo il più duro colpo all’occupante sionista della sua storia!

Una simile operazione sarebbe stata impossibile senza il supporto e il sostegno delle masse popolari palestinesi.

Ebbene, dimostra che cosa? Che non c’è esercito che tenga davanti alle masse popolari quando queste sono armate di una giusta causa e della giusta convinzione nel perseguirla. Questi sono gli insegnamenti che i sionisti e gli imperialisti vogliono cancellare con una cortina fumogena di intossicazione e disinformazione mentre stanno radendo al suolo la striscia di Gaza e ne stanno sterminando la popolazione.

E allora, bando al complottismo e bando alla divisione tra “buoni” e “cattivi”! L’operazione del 7 ottobre vede congiunte tutte le organizzazioni della resistenza palestinese nonostante la propaganda di regime abbia già assegnato il ruolo dei cattivi ad Hamas, con il preciso intento di spaccare il fronte della solidarietà. Non dobbiamo cadere in questo tranello, né tanto meno sindacare sulle forme, i mezzi e gli strumenti della resistenza palestinese: nessun popolo in lotta deve chiedere il permesso di lottare; né quello di usare gli strumenti e i modi che ritiene efficaci. Questo è l’insegnamento che ricaviamo dalla Resistenza antifascista; dalla lotta dei vietcong, da quella dei Paesi Baschi, dell’Irlanda del Nord e potremmo continuare con gli esempi. La verità è che la classe dominante è terrorizzata dalla solidarietà al popolo palestinese che si sta dispiegando anche nei paesi imperialisti e quindi sta creando il clima per criminalizzare chi è solidale cercando (inutilmente) di vietare le manifestazioni.

Il compito dei comunisti è quello di lottare contro questa operazione sporca dispiegando al massimo la solidarietà e l’appoggio alla resistenza e alla lotta palestinese collegandola con le tante, prossime mobilitazioni: dalle manifestazioni contro le basi NATO del 21 ottobre a Ghedi, Pisa e Palermo, fino alla giornata del 4 novembre contro le forze armate, per fare della solidarietà internazionalista un’arma per rovesciare i complici e gli alleati dei sionisti che stanno al governo del nostro paese. Infatti, le politiche di Israele sono un problema anche per noi. I sionisti sono tra i principali alleati dell’imperialismo USA-NATO che occupa il nostro paese da quasi 70 anni e che oggi vorrebbero imporre un comando NATO nella nostra città; i sionisti sono pesantemente radicati nella città di Firenze (e in generale in tutta la Toscana): pensiamo al gruppo immobiliare Omnam che ha rilevato l’ex ostello della gioventù di villa Camerata (stessa fine ha fatto il Palazzo degli Angeli di via Calimala); pensiamo alle telecamere disseminate in ogni angolo di Firenze “fornite” dalle aziende di Marco Carrai, frutto delle ormai note collaborazioni con aziende israeliane che forniscono software all’avanguardia (saranno mica gli stessi che i palestinesi sono riusciti ad aggirare?).

Da questi pochi esempi si evince che la lotta contro la militarizzazione dei nostri territori è strettamente collegata alla lotta contro l’imperialismo; alla resistenza e alla riscossa dei popoli oppressi.

Il contributo che possiamo e dobbiamo dare alla lotta di liberazione di tutti i popoli oppressi consiste, dunque, nel rovesciare i governi dei partiti delle Larghe Intese (dal PD a FdI, fino a FI e alla Lega); rovesciare il governo Meloni e il sistema di potere su cui si poggia; sviluppare l’iniziativa rivoluzionaria qui per dotarci di un governo che sia espressione dei nostri interessi. Fare questo presuppone alimentare e sviluppare la resistenza spontanea delle masse popolari. Questo significa, innanzitutto, rafforzare la loro organizzazione; il loro coordinamento; la loro partecipazione alla lotta di classe. Per questo motivo sosteniamo senza riserve la lotta del Comitato NO comando NATO né a Firenze né altrove; rilanciamo e invitiamo quante più persone possibili a partecipare alle sue attività e alla mobilitazione prevista per il 4 novembre.

Alziamo, ovunque, la bandiera della resistenza e della riscossa palestinese, fino alla vittoria!

Federazione Toscana del Partito dei Carc

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