Fermare l’escalation dentro le scuole: far vivere i collettivi e i consigli d’istituto!

Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato una compagna insegnante per segnalarci e far conoscere lo strumento del Vademecum contro la militarizzazione delle scuole elaborato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole per insegnanti, studenti e genitori. Come segnala la compagna, il vademecum è pensato e deve essere usato come strumento d’azione contro le manovre militari nelle scuole e soprattutto come strumento per far vivere i Collegi dei docenti, i Consigli d’Istituto e i Consigli di classe come organismi di democrazia popolare negli istituti scolastici, anche a partire dal confronto e dall’uso di questo vademecum. Rispetto al ruolo che Consigli d’istituto e Collegi hanno avuto in passato nel nostro paese e il ruolo che possono assumere ancora oggi rimandiamo a Comunicato del (n)PCI Lottare fino all’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro! Riappropriarsi dei consigli d’istituto per fermare la mattanza!

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Cari compagni,

sono un’insegnante di Siena che fa parte dal 2020 di un comitato, il Comitato dei Lavoratori della Scuola di Siena,  nato durante il covid per contrastare la Dad e per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali al tema della scuola e dell’istruzione pubblica (ormai da anni soggette allo smantellamento). 

Nel giugno dello scorso anno abbiamo partecipato, come comitato, ad un corteo a Coltano contro la costruzione di una nuova base militare e abbiamo iniziato ad interessarci in maniera crescente al tema della guerra partecipando anche alla grande manifestazione organizzata dalla CGIL a Roma ad ottobre 2022. Ma è stato solo dopo l’incontro con l’Osservatorio contro la militarizzazione di scuola e università – avvenuto, tra l’altro, durante la festa federale del P.Carc a Firenze – che mi sono resa conto di quanto il tema della guerra sia strettamente legato all’istruzione. Negli ultimi anni infatti – in seguito ad un accordo tra Ministero della Difesa, Ministero dell’Istruzione e Ministero del Lavoro e con l’aggravarsi della situazione bellica internazionale – la presenza delle forze dell’ordine all’interno delle scuole si è moltiplicata con l’intento di abituare gli studenti alla guerra e alla repressione e addirittura di reclutare. Finalità quest’ultima non troppo celata e che nella nostra regione si è manifestata ad esempio nella provincia di Pisa con l’organizzazione da parte di alcuni istituti della provincia di percorsi di alternanza scuola-lavoro all’interno delle caserme. A questa ingerenza palese (portare studenti a fare alternanza in caserma!) se ne affianca poi una più indiretta e sottile che vede coinvolti alunni di tutte le età (a partire dall’infanzia):   così assistiamo a corsi organizzati dai carabinieri sul bullismo o sulla droga, a corsi tenuti dalla polizia che spiegano la storia della Costituzione o la differenza di genere. Questa presenza costante delle Forze dell’Ordine è stata a tal punto normalizzata nelle scuole che tanti colleghi non la riconoscono neanche più come fenomeno preoccupante e in contraddizione con quanto ci viene chiesto di insegnare (educazione alla pace, al dialogo, all’inclusione). 

L’attività dell’Osservatorio, da quello che ho potuto seguire, si sta muovendo su due fronti: uno di denuncia, raccogliendo testimonianze da tutta Italia (tra gli ultimi ricordo quello sulla vendita di zaini Giochi Preziosi con nomi di reparti militari stampati a mo’ di decorazione); uno che mira ad elaborare strumenti per chi lavora e frequenta la scuola. Tra questi in particolare un vademecum che può essere usato da insegnanti, studenti e genitori come strumento di attuazione dei principi di pace che la scuola dovrebbe promuovere (solo per citare qualche riferimento legale e costituzionale l’articolo 11  della Costituzione, nota MIUR prot. n. 4469, art 1 comma 7 della legge 107/2015).  Il vademecum contiene dei modelli di mozione da presentare nel collegio docenti, di opzioni di minoranza, di diffide per genitori e studenti, di diffide ai dirigenti e, nella parte finale, la risposta ad alcune domande su cosa fare se ci si trova di fronte ad attività legate a Forze Armate, Carabinieri, Polizia di Stato. 

Quello che mi ha spinto a scrivere questa mail è proprio promuovere la diffusione dell’uso di questo vademecum tra i colleghi, gli studenti e i genitori. È infatti uno strumento molto utile proprio perché fa leva sulla democrazia che dovrebbe vigere a scuola  attraverso il confronto all’interno dei vari organi (collegio docenti, consiglio d’istituto e consiglio di classe) e perché rende genitori e studenti concretamente protagonisti di quanto viene deciso a scuola. Ritengo infatti che solo l’organizzazione dei lavoratori, degli studenti e dei genitori possa invertire la rotta bellicista nella quale i governi delle Larghe intese che si sono succeduti negli ultimi decenni hanno deciso di inserire la scuola. E partire dall’uso del vademecum, dal confronto all’interno dei vari organi di rappresentanza nelle scuole è un passo per farli vivere come organismi di democrazia partecipata dal basso! Questi sono gli ambiti in cui davvero si deve decidere della gestione dell’istruzione e degli istituti scolastici.

Chiaramente iniziative come questa e più in generale l’organizzazione dentro le scuole devono legarsi a ad altre iniziative territoriali – come l’Osservatorio sta facendo partecipando a diverse iniziative – perché non si può parlare di militarizzazione della scuola senza parlare di militarizzazione del territorio, del conseguente smantellamento dell’Istruzione o della sanità pubbliche o senza preoccuparsi del deturpamento dell’ambiente. 

Occasioni per farlo, per legare i diversi organismi e comitati che si occupano di militarizzazione, degli effetti della guerra, della gestione delle scuole, dei territori, dei servizi pubblici, dell’apparato produttivo e dell’ambiente sono la mobilitazione generale per fermare l’escalation che si terrà il 21 ottobre a Pisa, in Sicilia e in Lombardia (a Ghedi) e quelle che si terranno il 4 novembre per contrastare le celebrazioni istituzionali in occasione del giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Queste date devono essere viste per quello che sono, ovvero come tappe di un percorso più ampio. Ho sentito spesso dire, partecipando alle iniziative contro la militarizzazione della scuola, “dobbiamo tornare a vincere”: vincere è possibile e necessario ma farlo significa andare oltre le tessere sindacali, andare oltre il singolo problema e la singola lotta e vedere il filo rosso che ci unisce tutti, dalle scuole alle fabbriche, dagli ospedali ai quartieri. Significa coordinare tutto quello che si muove e fare in modo che altre mille organizzazioni nascano, si coordinino per imparare a trovare e imporre le soluzioni che ci servono dal basso! 

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VADEMECUM contro la militarizzazione delle scuole: strumenti pratici e mozioni

Con questoVademecumL’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università intende fornire a tutte le componenti degli strumenti formali e pratici per contrastare la crescente presenza militare nelle scuole e allo stesso tempo proporre un’idea altra di scuola e di società. Un punto fermo per l’Osservatorio è la centralità degli organi collegiali e democratici della scuola (Collegio dei docenti, Consiglio d’Istituto, Consigli di classe) e il loro corretto funzionamento. Attraverso essi deve passare per intero il lavoro didattico, le attività, le iniziative e i progetti della programmazione scolastica e della cosiddetta offerta formativa. Sono questi gli spazi e i momenti in cui è fondamentale intervenire per opporsi alla militarizzazione delle scuole, per decidere se vogliamo i militari a scuola oppure no, se vogliamo favorire una pedagogia della guerra oppure della pace, se vogliamo formare all’acquiescenza nei confronti dell’esistente oppure a un reale pensiero critico.

Mettiamo qui a disposizione alcuni modelli di mozioni da presentare nel Collegio docenti, opzioni di minoranza, diffide per genitori e studenti, diffide ai dirigenti. Oltre a questo materiale, attraverso la formula delle domande frequenti, forniamo indicazioni pratiche su cosa fare qualora ci si trovi di fronte ad attività legate alle Forze Armate (italiane e straniere), alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria, alla Polizia Locale, sia dentro che fuori dalla scuola, nonché per prevenirle. Questo vademecumvuole essere un invito all’azione, a non rassegnarsi, a non adagiarsi in una passiva accettazione dello stato di cose presente.

Noi diciamo esplicitamente che non c’è nulla di scontato, di ovvio e di naturale nella presenza dei militari nelle scuole, ma al contrario che si tratta di un fenomeno storico di cui si può avere lucida coscienza comprendendone la nocività e reversibilità, e che si debba agire di conseguenza. Ci auguriamo che il vademecum possa essere un strumento utile, convinte e convinti che sia interesse di tutta la comunità scolastica il reale progresso della società.

In basso il Vademecum in pdf.

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