Strappiamo i bavagli della censura. Solidarietà a Lino Parra!

Venerdì 14 luglio si è svolto il presidio davanti al tribunale di Lanciano (Ch) per l’udienza del  processo al compagno Lino Parra a cui, insieme ai compagni del P.CARC ha partecipato una delegazione di compagni dell’USB locale e una dello Slai Cobas.

Il 4 giugno 2021 infatti, Lino è stato denunciato dalla polizia durante un volantinaggio davanti ai cancelli della Sevel di Atessa dopo che, col megafono, ha intimato agli agenti di andare a indagare su chi ha ammazzato Luana D’Orazio – morta il giorno prima in una fabbrica tessile a Prato –  e avergli detto di essere conto gli operai.

Se l’obiettivo della polizia è quello di intimorire i lavoratori e impedire che si organizzino nelle fabbriche, guidati dai comunisti, per riconquistare il diritto a un lavoro utile e dignitoso e impedirne la chiusura, questa volta ha preso male la mira!

Lino è sotto processo perché in questo sistema i capitalisti e le forze dell’ordine che ne tutelano gli interessi vogliono intimorire chi alza la voce. Non perché ha detto un’idiozia, non perché ha detto una menzogna, ma perché accusato di aver detto la verità.

E l’ha detta, più che con le parole, con il fatto di essere presente davanti ai cancelli di quella fabbrica in cui, come in ogni azienda, i controlli per la sicurezza non vengono fatti o vengono fatti con un occhio chiuso. In cui i ritmi e i carichi di lavoro sono massacranti, ma “bisogna andare sempre più veloce”. In cui i lavoratori sono vittime di incidenti che diventano sempre più spesso mortali.

Il compagno Lino rischia una condanna da 6 mesi a 3 anni di reclusione per aver rotto il ricatto a cui sono sottoposti tutti proletari: “taci e lavora, oppure la paghi”. E la solidarietà è arrivata e deve continuare ad arrivare da operai e organizzazioni politiche e sindacali per contrapporre alla rassegnazione e alla sottomissione, la via della mobilitazione e della riscossa.

Il processo è stato rinviato al 1° marzo 2024, ma rinnoviamo l’appello alla solidarietà verso il compagno Lino Para e a tutti i lavoratori costretti dall’obbligo di fedeltà aziendale a tacere sui soprusi, le intimidazioni, i ricatti.

La Solidarietà è un’arma, usiamola!

***

Nel giugno del 2022, a distanza di pochi giorni dalla morte di una giovane operaia, Luana D’Orazio, uccisa da un macchinario tessile che poi risulterà essere stato manomesso per accrescere la produzione, Lino Parra attivista del Partito del CARC parlava davanti ai cancelli dello stabilimento Stellantis di Atessa (ex SEVEL) nel corso di un volantinaggio di denuncia contro gli omicidi nei luoghi di lavoro.
In quella occasione Lino fu identificato dalle forze dell’ordine e in seguito denunciato per aver rivolto frasi che ledono l’immagine del Corpo di Polizia. Lino rischia una condanna pesante.
Noi non eravamo presenti ai cancelli della fabbrica e possiamo solo che ipotizzare che i termini da lui usati potrebbero essere considerati offensivi, soprattutto se decontestualizzati e scissi dalla rabbia di attivisti sindacali e politici contro le quotidiane morti sul lavoro, molte delle quali impunite. Per questo motivo siamo assai preoccupati per questa denuncia ai danni di Lino e in generale davanti a fenomeni repressivi quotidiani contro sindacalisti, lavoratori e delegati.


Cub Pisa

Comunicato di solidarietà Slai Cobas di Chieti
Comunicato di solidarietà USB Abruzzo e Molise
Comunicato di solidarietà Si Cobas – Modena
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