Tutti assolti nella trattativa Stato-Mafia

Non sarà la borghesia a distruggere la Mafia ma le masse popolari organizzate!

Il 28 aprile, la Cassazione ha emesso una sentenza in cui smentisce gran parte della ricostruzione dell’assise di Palermo rispetto alla cosiddetta “trattativa Stato-Mafia”. Sono stati assolti tutti i carabinieri coinvolti, confermate assoluzioni eccellenti come quella di Marcello Dell’Utri e prescritti tutti i reati dei boss poiché derubricati a semplice “tentata” minaccia allo Stato. Nessuna condanna di fatto nel processo che da anni i media borghesi strombazzano come un passaggio storico della Repubblica.

L’esito del processo conferma quello che i media borghesi non dicono (non possono e non vogliono dire), che la cosiddetta “trattativa” è parte delle trame occulte del sistema di potere della borghesia installato nel nostro Paese dal 1948, il regime della Repubblica Pontificia (Vaticano, Confindustria e le altre organizzazioni padronali, organizzazioni criminali come la Mafia, imperialisti USA e UE). Il processo e la sentenza fanno parte della “guerra per bande” tra i gruppi borghesi in corso nel nostro paese. Una guerra che è acuita e alimentata dall’avanzare della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale.

Mentre la sinistra borghese e i sinceri democratici si sperticano in analisi sull’ingiustizia di queste sentenze, per gli operai, i lavoratori e gli studenti avanzati essa è un elemento utile a ragionare del regime politico vigente nel nostro paese, delle forze che lo occupano e opprimono le masse popolari e soprattutto della via per costruire una nuova Liberazione e portare in fondo l’opera dei partigiani e di chi ci ha preceduto, fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

https://www.youtube.com/watch?v=ZWOqF8LtrSY
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È Stato la Mafia? Sì

L’equilibrio politico su cui si è assestato il nostro paese dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1992 è stato quello del regime della Democrazia Cristiana, regime politico che sintetizzava gli interessi di quei gruppi imperialisti e centri di poteri internazionali e locali che erano usciti più rafforzati dalla guerra, sia rispetto alla lotta con gli altri gruppi imperialisti che nell’alleanza conto il movimento comunista che avevano stretto. Tali poteri sono gli USA, il Vaticano, le organizzazioni padronali e la Mafia.

Nel nostro paese, quindi, la Mafia costituisce, insieme al Vaticano e ai gruppi imperialisti americani, una parte di quella anomala combinazione di poteri sovrani occulti e irresponsabili di cui si compone il regime politico instaurato nel 1948 e oggi in pieno disfacimento: la Repubblica Pontificia. Tale regime, inoltre, in virtù della debolezza della sua borghesia e della compresenza di tanti gruppi e centri di potere che si scontrano tra loro è particolarmente instabile, alimenta l’ingovernabilità del Paese e favorisce l’azione dei comunisti.

I fatti avvenuti all’inizio degli anni novanta vanno inquadrati nella lotta furibonda tra i gruppi imperialisti del nostro paese. Tali scontri erano e sono alimentati dall’avanzare della crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitali (iniziata a metà degli anni Settanta) che aveva segnato la fine del “capitalismo dal volto umano”, su cui reggeva il Regime della Democrazia Cristiana (DC), l’avvio della fase di attacco alle conquiste economiche e sociali (e il conseguente sviluppo di movimento di resistenza alla crisi), che spinge i vari gruppi a cercare di imporre un ordinamento politico del paese più confacente alla nuova situazione economica e politica (da qui l’inizio della fase di putrefazione del Regime DC (guerre per bande e di mafie, corruzione dilagante, instabilità politica, ecc.) in cui il paese è immerso da 25 anni.

Quanto successo nel 1993, dunque, è parte della guerra per bande, fatta di scontri sanguinosi e di tregue armate che attraversa la borghesia imperialista del nostro come degli altri paesi imperialisti. Le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ecc. hanno rappresentato, in particolare, la risposta della Mafia da un lato e dei gruppi politici ed economici facenti capo al CAF (Craxi – Andreotti – Forlani) dall’altro al tentativo, portato avanti tramite l’operazione Tangentopoli – Mani Pulite, di estrometterli dal nuovo assetto politico del paese. L’esito di questo scontro fu, appunto, la “trattativa” condotta da parte dei vertici militari (Mori, Subranni, De Donno), dei servizi segreti (Contrada) e della politica (Napolitano, Mancino, Conso, ecc.) conclusasi con la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e del suo sodale, il mafioso Dell’Utri, quali nuovi referenti politici della Mafia.

È fuorviante quindi parlare di trattativa Stato-Mafia. La Mafia è parte integrante dello Stato, è uno dei poteri di cui lo Stato italiano è composto.

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La lotta alla Mafia è lotta di classe

La lotta alla Mafia è un pezzo della lotta per liberare il nostro paese dalle forze occupanti che tengono in scacco e opprimo gli operai, i lavoratori, i precari e i disoccupati. Una lotta in cui fare piazza pulita dei gruppi imperialisti Usa, Ue e sionisti, del Vaticano, delle Organizzazioni Criminali e di tutte le associazioni dei padroni come Confindustria. Questa è la liberazione del paese che serve e che le masse popolari italiane guidate dai comunisti sono chiamate a fare. Questa la via per mettere fine alla guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista gli muove contro, che oggi ha come suoi alfieri Sergio Mattarella, il commissario Ue Mario Draghi e la loro burattina, la scimmiottatrice del fascismo del XX secolo, Giorgia Meloni. Una liberazione che oggi passa dalla costituzione di organismi operai e popolari che in ogni azienda e quartiere non devono tregua al nemico, ma moltiplicarsi, coordinarsi e agire da nuove autorità fino a imporre un proprio governo, un Governo di Emergenza Popolare. Questa la via per costruire e rafforzare le condizioni per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

I comunisti del nostro paese da sempre hanno combattuto la Mafia e il suo ruolo di oppressione, repressione e sfruttamento delle masse popolari in combutta con gli altri poteri che dirigono lo Stato. Un ruolo che oggi va ripreso, rinnovato e portato fino in fondo, fino all’instaurazione del socialismo in Italia. Facciamo nostra l’affermazione del compagno Peppino Impastato “la Mafia è una montagna di merda” portandola alle sue estreme conseguenze. La Repubblica Pontificia è una montagna di merda. Per porre fine a questo stato di cose gli operai, i lavoratori, i precari e i disoccupati del nostro paese, insieme ai comunisti, devono far valere tutta la loro forza e spazzarla via!

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