[Firenze] Di quale antifascismo abbiamo bisogno?

La Federazione Toscana del Partito dei CARC esprime solidarietà alla dirigente scolastica del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze, Annalisa Savino. In seguito all’aggressione di una squadraccia fascista a danno di alcuni studenti del Michelangelo (vedi qui) la dirigente scolastica ha scritto una comunicazione ai propri studenti, alle loro famiglie, ai docenti e al personale ATA per denunciare quanto accaduto quel 18 febbraio.

Questa mattina alcuni militanti di Blocco Studentesco hanno affisso uno striscione davanti all’istituto Da Vinci che recitava: “Non ci fermerà una circolare studenti liberi di lottare” e girato un video in cui veniva dato fuoco a una copia della circolare stessa. Inoltre, nella stessa giornata di oggi, il Ministro Giuseppe Valditara del Governo Meloni, ha definito l’iniziativa della preside Savino strumentale e minacciato di prendere provvedimenti.

Quel “fenomeno” di Valditara abbiamo imparato a conoscerlo (anche se non smette mai di stupirci) e soprattutto a conoscere il suo anticomunismo: come dimenticare la circolare inviata agli studenti di tutta Italia in ricordo del 9 novembre, “Giorno della libertà” istituito dal Parlamento Italiano in cui si celebra la caduta del Muro di Berlino? oppure la querela agli studenti della Rete degli Studenti Medi di Milano che protestavano contro il rifiuto del risarcimento alla famiglia di Giuliano De Seta, morto a settembre a Noventa di Piave nella fabbrica dove era impegnato nell’alternanza scuola-lavoro? Del resto, che il governo Meloni non concepisca altra risposta che non siano minacce e repressione non deve sorprenderci (sono le reazioni scomposte di chi non sa che pesci pigliare!).

Per quanto riguarda i vari fascisti e i fascistelli che impestano i nostri quartieri, evidentemente la risposta della Firenze antifascista che si è riversata nelle vie della città con una partecipatissima manifestazione in questi giorni, non gli è bastata a dissuaderli dall’uscire dai loro covi, anzi li ha messi un po’ in agitazione…Hanno voglia a minacciare e rivendicare la propria servile esistenza a questo losco sistema, la loro fine sarà sempre e comunque quella di tornare nelle fogne almeno fino a quando non la faremo finita con lo sporco sistema che li ha generati, che li nutre e li protegge: il sistema capitalista in cui siamo ancora immersi.

A questo proposito, non possiamo non riscontare come da più parti, politici, intellettuali, presidi e docenti chiamino in causa le “istituzioni democratiche” a cui i giovani dovrebbero affidarsi per scongiurare il pericolo fascista. Eh già, quelle stesse istituzioni che hanno lasciato e lasciano agibilità, spazio e impunità ai fascisti, ai razzisti e agli xenofobi e che criminalizzano gli studenti che si organizzano contro lo smantellamento del diritto allo studio.

Oggi sentiamo Nardella e altri esponenti del PD dare solidarietà alla preside Savino e agli studenti antifascisti aggrediti e pretendere dichiarazioni di condanna da parte della Meloni. Dopo che per decenni il PD ha prima usato, poi protetto e sdoganato le organizzazioni fasciste e razziste e gli scimmiottatori del Ventennio, adesso mobilita una parte dei suoi esponenti ad agitare lo spauracchio del pericolo del ritorno del fascismo (a proposito sono gli stessi che paragonano la Resistenza antifascista a quanto sta avvenendo in Ucraina per giustificare l’invio di armi al governo nazista di Kiev, nella sporca guerra al carro della NATO contro la Federazione Russa).

Ebbene, questa gente che parla di pericolo del ritorno del fascismo puzza di falso e di marcio, la loro “testimonianza”, è falsa e marcia, la strumentalità dell’uso che fanno del pericolo fascista è oggi sintetizzata nell’unico obiettivo di tornare essi stessi al governo del paese. Tornare per fare che cosa? Per chiudere i covi fascisti? No di certo, semmai per attuare la stessa agenda del Governo Meloni che è l’agenda Draghi, l’agenda degli speculatori, dei padroni, degli affamatori delle masse popolari! Quelli che creano il terreno di disoccupazione, abbandono, degrado materiale, morale e sociale in cui i fascisti sguazzano.

Le nostalgie per il Ventennio che caratterizzano il governo Meloni sono un ulteriore motivo di mobilitazione per cacciarlo ma questa mobilitazione per non essere tradita e strumentalizzata, per non portare acqua agli speculatori che promuovono l’antifascismo e l’antirazzismo padronale, deve essere incanalata nella lotta per un governo di emergenza popolare!

Ecco perché l’antifascismo è anzitutto lotta contro il capitalismo, la miseria, l’oppressione di classe e i privilegi, lotta per l’eguaglianza, contro la schiavitù del bisogno e della paura.

Non esiste un antifascismo che sia staccato dalla lotta di classe. L’unico antifascismo efficace è l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari.

Antifascismo è lottare per il socialismo, una società superiore a questa ormai marcia e decadente, la nuova società per cui sacrificarono la vita i nostri partigiani.

Questo è il testimone che vogliamo e dobbiamo raccogliere quotidianamente dalle scuole, alle fabbriche fino ai nostri quartieri.

Federazione Toscana del Partito dei Carc

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