Il 27 marzo abbiamo reso noto il fatto che due nostre compagne della Segreteria Federale Toscana, Silvia e Chiara, sono state raggiunte da verbali di “accertamento e contestazione di violazione amministrativa”, ossia da multe che vanno dai mille ai diecimila euro, in seguito alla realizzazione di un video con uno striscione di denuncia delle politiche di guerra e repressione del Governo Meloni nei pressi della sede di Fratelli d’Italia in Piazza Oberdan a Firenze.
Si è trattato, per quanto ne sappiamo, della prima applicazione del “nuovo” Decreto Sicurezza firmato da Mattarella lo scorso 26 febbraio. Da lì in poi, pare che la Questura di Firenze si sia fatta “prendere la mano”, dato che analogo trattamento è stato riservato a quattro cittadini che hanno preso parte alle mobilitazioni contro l’apertura della sede di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci in Piazza Tanucci, e ancora, estendendo lo sguardo verso Prato, anche i sindacalisti del SUDD Cobas sono stati colpiti da migliaia di euro di multe per avere impedito ai fascisti di “Remigrazione e Rinconquista” di manifestare a Prato il 7 maggio.
Nei nostri comunicati e nel corso della conferenza stampa che abbiamo svolto a Palazzo Vecchio insieme al Consigliere Dmitrij Palagi abbiamo annunciato pubblicamente che non avevamo intenzione di pagare neanche un centesimo di quelle multe (farlo vorrebbe dire, in una qualche misura, dare legittimità all’azione repressiva) e che ci saremmo mossi sia sul piano tecnico/legale che, soprattutto, con l’unica moneta con cui vale la pena di pagare questo Governo: quella della mobilitazione popolare.
Per quanto riguarda quest’ultima, sono decine e decine gli attestati di solidarietà e anche i contributi economici per gestire le spese legali che ci sono arrivati e stanno arrivando da partiti politici, organismi popolari, collettivi di lavoratori e giovani, molti dei quali (ma non tutti) sono racchiusi nel nostro comunicato del 20 aprile.
Con questa nota intendiamo fornire degli aggiornamenti anche relativamente al piano legale. Tramite il nostro avvocato, le compagne hanno presentato ricorso e hanno richiesto di essere sentite dal Prefetto, questo non certo in ragione di qualche tipo di velleità per il quale illudersi di poter “convincere” delle nostre buone ragioni il nostro interlocutore, ma semmai perché reputiamo che la lotta contro la repressione vada portata avanti su tutti i fronti, dentro e fuori i luoghi del potere, sempre con l’ottica di passare da accusati ad accusatori.
Le nostre compagne sono quindi state convocate presso la Prefettura di Firenze (Via Antonio Giacomini n.8) giovedì 28 maggio alle ore 11:00: invitiamo tutte le realtà e i singoli che, nelle scorse settimane, si sono interessati alla vicenda, a passare fuori dalla Prefettura ad esprimere solidarietà e far sentire la propria vicinanza alle compagne: trasformiamo anche momenti come questi, in cui siamo a confronto diretto con le istituzioni della borghesia, in occasioni di mobilitazione! E’ tanto più doveroso farlo se prendiamo in esame le argomentazioni contenute nel Verbale di accertamento prodotto dalla Digos, che ci è stato recapitato negli scorsi giorni, insieme alla convocazione in Prefettura. La relazione in questione presenta almeno due punti che fanno acqua da tutte le parti:
1. Silvia e Chiara vengono accusate di essere le promotrici di un “presidio non autorizzato”, quando invece l’attività di quella mattina è consistita nella presenza di sei persone in una piazza pubblica che hanno aperto uno striscione e girato un video con il cellulare, senza bandiere, megafoni o supporti materiali di alcun tipo. E’ chiaro a chiunque che per organizzare un presidio (cosa che non era, evidentemente, nelle nostre intenzioni…) serve ben altro, si tratta di una palese forzatura della Questura ed è importante non normalizzare la prassi per la quale dei cittadini non potrebbero usufruire di spazi PUBBLICI per la realizzazione di striscioni, video, foto o altri contenuti, in pieno spregio dell’articolo 21 della Costituzione… un dato più da “stato di Polizia” che da “stato di diritto” quale vorrebbe sembrare il nostro!
2. A Silvia e Chiara viene recriminato di aver mantenuto un atteggiamento ostile nei confronti delle Forze dell’Ordine e di aver ostacolato le operazioni di identificazione. In realtà, anche in questo caso, le nostre compagne non hanno fatto altro che esercitare il proprio diritto – sancito per legge – di chiedere agli agenti della Digos di identificarsi per primi e di fornire a voce le proprie generalità. Inoltre, quando gli agenti hanno insistito per visionare i documenti (minacciando di portare tutti in Questura…), i compagni li hanno forniti, certo dopo aver concluso l’attività che stavano svolgendo. Ci sfugge, pertanto, dove si possa ritrovare tanta ostilità in un’identificazione che, ripetiamo, è stata regolarmente svolta: ci perdonerà la Questura se le nostre compagne, forse, non sono riuscite a camuffare adeguatamente lo sdegno per quello che è stato un abuso di potere bello e buono…
Insomma, si tratta di multe che hanno molto il sapore di ritorsioni per l’approccio certamente non remissivo – anche se, ribadiamo, pienamente nel solco delle libertà costituzionali che, almeno sulla carta, sono tutt’ora in vigore – adottato nel corso dell’operazione.
Ebbene, è proprio con quell’approccio che siamo determinati a portare avanti la nostra campagna politica contro multe e repressione e rilanciamo, oltre all’udienza in Prefettura della mattina del 28, i seguenti appuntamenti:
– Udienza per il processo per l’accusa di diffamazione che abbiamo depositato nei confronti del Corriere Fiorentino: la repressione passa anche dalla criminalizzazione mediatica, per approfondimenti rimandiamo al seguente comunicato: [Toscana] Querela al Corriere Fiorentino: la nostra risposta alla richiesta di archiviazione • Partito dei CARC. Giovedì 28 maggio, alle ore 12:30, presso il Tribunale di Firenze;
– Iniziativa “Dalla piazza al Tribunale: Resistere alla repressione! Presentazione del Piccolo Manuale di Autodifesa Legale” organizzata dalla Sezione di Rifredi del P. CARC alla presenza dell’Avvocato Giovanni Conticelli, giovedì 28 maggio, in Piazza Tanucci alle 18:30;
– Iniziativa “Il decreto del silenzio – fanno il silenzio nelle piazze e lo chiamano sicurezza” con cena in solidarietà ai multati di Piazza Tanucci organizzata per il 29 maggio dalla SMS Peretola dalle ore 19:00, alla presenza del giornalista Lorenzo Guadagnucci, di Beniamino Deidda e dell’Avvocato Vittorino Lauria.
Difendiamo i diritti costituzionali praticandoli! Mobilitiamoci contro la repressione e per un governo che applichi le parti progressiste della Costituzione!
Federazione Toscana del Partito dei Carc


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