16.12.2025
Recentemente la nostra legale ha presentato un’opposizione contro la richiesta di archiviazione della querela da noi depositata nel lontano 2021 al Corriere Fiorentino. La PM Alessandra Falcone, infatti, dopo ben 4 anni dalla nostra denuncia, e senza aver condotto alcuna indagine, tenta di archiviare il caso ricorrendo alla solita formuletta: “si ritiene non sussistano gli elementi oggettivi del reato ipotizzato”. Ecco una sintesi dei fatti (per gli approfondimenti rimandiamo all’articolo che abbiamo pubblicato a suo tempo): nell’ottobre del 2021 il giornalista del Corriere Fiorentino Simone Innocenti ci accusò di essere gli autori di una lettera minatoria contenente un proiettile inviata al segretario della CISL Beccastrini che, tra l’altro, non si espresse sulla vicenda. Le nostre richieste di smentita, così come il presidio organizzato sotto la sede della testata per denunciare questo abuso e sollecitare una rettifica, non portarono a nulla.
Le accuse infamanti sono arrivate non a caso nel bel mezzo della vertenza GKN con l’evidente intento di screditare il nostro partito e creare una spaccatura tra noi, i lavoratori e il mondo sindacale. Un tentativo andato a vuoto, come attestano le numerose dichiarazioni di solidarietà ricevute in seguito alla nostra puntuale e decisa denuncia rafforzata dalla decisione di querelare il giornalista autore dell’articolo.
Passare da accusati ad accusatori. Alla campagna diffamatoria del Corriere Fiorentino abbiamo risposto passando al contrattacco non solo per smascherare il giornalista responsabile dell’articolo denigratorio ma soprattutto per denunciare l’apparato mass-mediatico quale grimaldello dell’azione repressiva contro i comunisti e contro chiunque si opponga al disastroso stato delle cose. Campagne giornalistiche denigratorie, liste di proscrizione come quelle dei presunti “antisemiti” o “filo-putiniani”, sono tutti strumenti volti ad additare all’opinione pubblica i “terroristi” di turno, a giustificare arresti arbitrari, infiltrazioni di agenti di polizia all’interno dei movimenti politici (come abbiamo visto di recente nel caso di Potere al Popolo) e qualsivoglia abuso di potere da parte della polizia. La criminalizzazione a mezzo stampa dei movimento va di pari passo con i provvedimenti repressivi come il Decreto Sicurezza; con la militarizzazione dei territori, con l’implementazione di pratiche di controllo, schedatura e sorveglianza e con la repressione nei posti di lavoro. Vale la pena ricordare che il Corriere Fiorentino rappresenta la diramazione locale del Corriere della Sera, uno dei principali strumenti mediatici al servizio della borghesia imperialista, utilizzato per manipolare quotidianamente le coscienze delle masse popolari e per imbastire queste sporche operazioni. Il fatto che il PM cerchi oggi di insabbiare tutto dimostra quanto sarebbe complicato gestire un processo basato su tali premesse, considerando l’evidente ingiustizia e le argomentazioni del tutto inconsistenti utilizzate per tentare di chiudere il caso. E’ esattamente per questo motivo che abbiamo deciso di presentare opposizione! Dalla richiesta di archiviazione emerge, inoltre e in modo evidente, il doppio standard della giustizia borghese: da un lato, documentate denunce vengono ignorate e lasciate ad ammuffire nei cassetti dei tribunali, dall’altro, la giustizia è sorprendentemente rapida nel proteggere i ricchi quando devono difendere la loro “reputazione”. Inoltre, non si può ignorare l’uso diffuso che i sionisti fanno dei tribunali per perseguire chiunque critichi o si opponga al genocidio in Palestina. Pensiamo, ad esempio, all’atteggiamento persecutorio della senatrice Liliana Segre nei confronti di Gabriele Rubini e Cecilia Parodi o alle indagini a carico di un nostro simpatizzante accusato di aver diffamato Marco Carrai
Il primo passo per mandare all’aria i tentativi di criminalizzazione dei comunisti e di quanti oggi lottano contro “l’ordine” di guerra e misure imposto dalla classe dominante è respingere ogni tentativo di dividere il movimento in “buoni e cattivi” e di suscitare dissociazione e pentimento. Per tanto, chiamiamo alla solidarietà di classe gli organismi operai e popolari, le RSU, i delegati sindacali, partiti e associazioni. Chiediamo loro di sostenere l’opposizione al ricorso facendo circolare questo comunicato, condividendolo, prendendo posizione e fornendo, se possibile, un sostegno economico per affrontare le spese del ricorso. Contro la repressione, passare al contrattacco!
P. CARC, Federazione Toscana

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